“A distanza di anni dalle prime segnalazioni, nella località Nocione di Cassino si registra l’ennesimo grave episodio di degrado ambientale e potenziale rischio sanitario”. A darne notizia è Edoardo Grossi, Ansmi.
“All’interno di un manufatto di derivazione collegato a una canalizzazione dismessa sono state rinvenute nuove carcasse animali in avanzato stato di decomposizione. Una situazione inaccettabile che può favorire la proliferazione di insetti e roditori, la diffusione di agenti patogeni e la contaminazione dell’ambiente circostante, oltre a rappresentare un grave danno per il territorio e per l’immagine della nostra comunità. L’ANSMI ha provveduto a segnalare il caso alle autorità competenti chiedendo un immediato sopralluogo, la rimozione delle carcasse, la bonifica dell’area e l’accertamento delle eventuali responsabilità. Non possiamo assistere passivamente al ripetersi di episodi che da anni interessano la stessa zona. La tutela della salute pubblica, dell’ambiente e del benessere animale richiede risposte concrete e tempestive. Continueremo a vigilare e a denunciare ogni situazione che possa mettere a rischio il nostro territorio e una potenziale minaccia per la popolazione”.



Passa il tempo ma la situazione resta uguale
“La vicenda delle carcasse animali abbandonate a Nocione non può essere considerata un episodio isolato – ha evidenziato Grossi – Basta ripercorrere le cronache degli ultimi anni per constatare come segnalazioni riguardanti carcasse animali, presunte macellazioni clandestine, rifiuti, roghi e criticità ambientali siano state più volte portate all’attenzione delle autorità competenti, delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Dal 1998 ad oggi, numerosi articoli di stampa documentano sopralluoghi, esposti, verifiche e richieste di intervento. Eppure, periodicamente, emergono nuove situazioni che ripropongono gli stessi interrogativi. Non spetta ai cittadini né alle associazioni individuare i responsabili o sostituirsi agli organi di controllo. Tuttavia è legittimo domandarsi se, di fronte a fenomeni che si ripresentano nel tempo, le azioni di prevenzione, vigilanza e repressione siano state sufficienti a interrompere definitivamente tali condotte. La questione centrale non è soltanto accertare il singolo episodio, ma comprendere perché determinate criticità continuino a manifestarsi in un’area che da anni è al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale per problematiche ambientali documentate. Chiedere controlli, bonifiche, verifiche e accertamenti non significa formulare accuse. Significa esercitare un diritto civico e richiamare il principio secondo cui la tutela della salute pubblica, dell’ambiente e della legalità deve essere garantita con continuità e non soltanto in occasione delle emergenze. Una comunità matura non si abitua al degrado. Non considera normale ciò che normale non è. Non smette di chiedere risposte quando le domande restano aperte per anni. Per questo continueremo a segnalare, documentare e collaborare con le autorità competenti, nella convinzione che la trasparenza, la legalità e la tutela dell’ambiente siano interessi di tutti e non patrimonio di pochi“.
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