Odissea tragicomica di una piccola alunna

Odissea – Che Cassino sia in uno stato pietoso è clamorosamente evidente. Innegabile e inoppugnabile è la condizione di disagio che i cittadini sono costretti a subire costantemente tutti i giorni sotto diverse forme. Marciapiedi inagibili, strade con voragini, cantieri fatti sempre a danno del popolo e a favore delle società private che spacciano per pubblica utilità ciò che andrebbe limitato e normato. Per non parlare della qualità dell’aria, l’immondizia non raccolta, zone totalmente abbandonate e ridotte a discariche da senza tetto, che prima di essere tali sono persone incivili (la civiltà di una persona non dipende dal suo stato sociale).

Un lunedì uggioso

Mettiamo che sia poi un Lunedì mattina, il traffico congestionato, parcheggi da psicolabili, con l’aggravante del mal tempo che dopo una notte intera continua a sferzare sulla città martire, tutto acquisisce note grottesche e fa emergere in ognuno di noi tantissima rabbia.

Ma l’aggravante è quando tutto ciò inficia sulla vita dei nostri bimbi. Come già scritto CN si fa portavoce di quel disagio dettato dalla non sicurezza delle strade come via Verdi ed i suoi incroci. Diversi sono stati i nostri post in merito. Inoltre, negli ultimi tempi avevamo già denunciato il totale non rispetto di quel divieto di accesso in essere fino alle ore 9 davanti l’ingresso di scuola.

La piccola alunna

Metto il naso fuori la porta di casa: piove! La macchina già pronta appena fuori il garage. La piccolina mi sorride e felice in grembiulino e col suo ombrellino dei suoi personaggi preferiti sorridendo salta in macchina e senza batter ciglio si siede nel suo seggiolino.

Giungo in città, consapevole della difficoltà di trovare parcheggio nei pressi della scuola, inizio a cercarlo a debita distanza. Scendo dalla macchina, faccio scendere la piccola che felice di poter utilizzare il suo ombrellino continua a giocare. Il suo zainetto sapientemente preparato dalla mamma sulle spalle e via verso la scuola.

Lei mi precede a pochi metri di distanza, sotto l’uscio di alcuni palazzi sacchetti colorati attirano la sua attenzione. Giocosamente un calcetto ad uno e saltato un altro ed il primo piedino sfiora una delle innumerevoli pozzanghere che caratterizzano i nostri marciapiedi.

L’Odissea tra buche e cacche di cane

Man mano che ci si avvicina al plesso scolastico, tra buche e cacche di cani sfatte dalla pioggia, la bimba si destreggia come in un videogame. Proprio come in un gioco, più si avanza e più aumentano le difficoltà! Le buche diventano pozze, le macchine parcheggiate viste da lontano sembrano essere l’una sull’altra. Ma quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare! La piccola salta, schiva, nonostante le sue capacità cerco di farle saltare i laghetti presenti, ma inevitabilmente uno dei piedini finisce sano sano nell’acqua.

E come nei giochi, tutto è da rifare! Il previdente papà in macchina ha un cambio. Scarpette asciutte con le calzette pulite ma sta volta in braccio fino a superare l’ultimo lago presente proprio in corrispondenza dell’attraversamento pedonale, nascosto dalle auto parcheggiate incivilmente non a distanza idonea.

L’Odissea come un gioco

Affaticato ma sorridente, visto che la cucciola continua a vivere il tutto come un gioco, forte del divieto di accesso, attraversata via Verdi, la faccio scendere ma pochi secondi dopo un cittadino incauto svolta e imbocca la strada davanti l’ingresso all’edificio ed incurante del divieto la scorre senza fermarsi e a velocità sostenuta. Stanco di vivere in un luogo dimenticato da Dio, riprendo in braccio la piccola alunna e poi con la manina l’accompagno fino sulla porta di ingresso di scuola. Fine dell’odissea.

La vita è già piena di ostacoli, ma che essi vengano posti dall’incapacità di saper gestire una città è qualcosa da terzo mondo! Per lei l’inizio di un’avventura giornaliera, per me una mattinata di ordinaria follia!

Tutelare i più piccoli è una prerogativa di vita ascritta non solo nelle leggi ma in qualsivoglia livello, anche etico morale.

Non servono solo infrastrutture (ciò ormai è la trincea del politicante medio), serve sporcarsi le mani, mettere i vigili a controllare, far rispettare le regole e trovare soluzioni non chiacchiere da BAR. Studiare e agire. Non si gioca con il futuro dei bambini…Altrimenti ci Arrabbiamo!

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Sergio Giannitelli

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