Chi rinuncia e chi…. se ne fotte

C’è chi rinuncia e chi se ne fotte, chi ha paura e chi non ha timori. C’è chi piange amici e parenti che non ci sono più, morti dietro a porte, in fondo a corridoi in ospedali lontani e c’è chi brinda e organizza la scommessa o la formazione del Fantacalcio. Chi sbaglia, chi ha ragione? Dove finisce la libertà di uno e inizia quella dell’altro? Rispetto o indifferenza? Non spetta ai singoli giudicare, ma di fronte a quello che accade ogni giorno e in particolare nel weekend a Cassino i dubbi sono tanti. In particolare tanti si chiedono come mai non ci siano controlli. A volte non servono sanzioni necessariamente, ma è necessario sicuramente tenere monitorata la situazione.

Il diritto di vivere la loro età

I giovani e i ragazzi hanno diritto a vivere la loro età, a incontrarsi, gli esercenti hanno diritto a lavorare e a incassare, perché questo significa assicurare stipendi e compensi a fornitori e dipendenti. Ma ci sono regole e quelle devono valere per tutti. Quello non è un punto di vista e una indicazione anagrafica. Il mese scorso un’ordinanza sindacale aveva imposto il divieto di stazionamento in piazza e nelle aree centrali della città, con il dpcm del 3 dicembre cosa è successo? E’ cambiato qualcosa? Chiariamo, non è che prendere un caffè con gli amici, fare due chiacchiere o bere un prosecco con la fidanzata possa “uccidere”. Ma il covid è subdolo e serpeggia tra amici, conoscenti, figli e genitori, nipoti e nonni. E’ silenzioso e infame, colpisce quando e dove meno te lo aspetti.

Questo è il Covid

Ci si domanda come alcuni, che vivono barricati in casa, possano contrarre il virus. Poi, quando si analizzano i contatti, ecco apparire una visita di un nipote, un passaggio di un amico. Questo è il Covid. C’è chi guarisce e chi muore, genitori che sopravvivono ai figli, ma anche bambini piccoli che finiscono nelle corsie del Bambin Gesù. Libertà individuale al primo posto, ma il rispetto per le regole e per gli altri devono viaggiare sullo stesso binario. La storia si ripete, come gli assembramenti, quelli che dovrebbero essere evitati più che mai, quelli che aiutano il virus a girare. Va bene farsi uno spritz, ma meglio non “offrire” l’aperitivo al Covid, il conto potrebbe essere molto più salato di quello del bar.

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