Marrocco (PD): “Acea non può scansare criticità Covid”.

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Il consigliere comunale del Pd, Tommaso Marrocco interviene sugli aumenti delle tariffe Acea su agevolazioni all’utenza, invece, da parte di altre due società dello stesso Gruppo, in Campania e in Toscana. “Del “regalino” di inizio anno, – dice Marroccol’aumento delle tariffe idriche a decorrere dall’1 gennaio 2020, il “Gentile Cliente” (vale a dire gli utenti Acea della nostra Provincia) era stato messo al corrente con una garbata comunicazione nel periodo prenatalizio. A conti da noi fatti – e ripassati – l’aumento, rispetto all’anno precedente, il 2019, è del 7,70%“.  

La procedura

“Poco da discutere sulla legittimità della “procedura” – spiega Marroccoseguita nella variazione (verso l’alto) delle tariffe da Acea-Ato5. L’autorità in questione solitamente applica l’aumento e attende dall’assemblea dei sindaci la nuova articolazione tariffaria. Qualora venisse ridotta, provvederà allora ai conguagli e alla restituzione delle somme. Però questa volta, con l’arrivo del Covid, il non sospendere l’aumento, ancor più quando altre società dello stesso gruppo Acea, in altre regioni confinanti con il nostro Lazio, hanno operato sconti, riduzioni, addirittura stanziato somme per gli utenti più deboli, è cosa quanto mai inopportuna. Unitamente a grave indice di insensibilità da parte di Ato5″.

Gli “sconti” in altre Regioni

Il consiglio di amministrazione di “Acqua SpA”, sostiene il consigliere comunale del PD, gestore idrico del Basso Valdarno, in Toscana, il mese scorso ha approvato un contributo straordinario di quasi 800mila euro (777.242 per la precisione) a fondo perduto per le amministrazioni comunali del territorio servito. Somma da destinare alla gestione delle emergenze sociali legate alla pandemia in corso. Il contributo servirà ai Comuni per sostenere le famiglie impossibilitate al pagamento di bollette o per altre esigenze di natura economica o sociale.

In Campania, la “spa Gori” (sempre gruppo Acea), il soggetto gestore del servizio idrico dell’ambito Sarnese-Vesuviano ha dichiarato: “L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid 19, con il danno al tessuto economico-sociale che essa ha comportato e comporta tutt’ora, dipinge uno scenario di evidenti difficoltà economiche che coinvolge anche gli utenti del Servizio idrico integrato. Si tratta, in questo caso, non solo delle minori possibilità di pagamento delle bollette, ma anche di un incremento dei consumi delle famiglie conseguenti ai provvedimenti di lockdown. In tale contesto, certamente complesso, l’Ente idrico campano ha previsto alcune misure di sostegno per i cittadini in difficoltà. Chiedendo a “Gori” un contributo importante a cui l’azienda non si è sottratta. Assicurando ulteriori provvedimenti a integrazione di quelli già adottati sin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. In questi rientra lo stanziamento di 1,4 milioni di euro per finanziare un bonus integrato finalizzato a sostenere le utenze deboli”.

In questo modo sono stati esentati dal pagamento dei consumi relativi al periodo 1°marzo-31 maggio 2020 gli utenti in particolari condizioni di disagio economico. Oppure che sono stati ricoverati in ospedale a causa del Coronavirus.

Le “salassate” di Acea

Quanta distanza da Ato5 -dice Marrocco – che ha previsto solo la sospensione dei distacchi e rateizzazioni più lunghe! Tutto qui! Né riduzione delle tariffe (anzi aumentate del 7,70 %), né un Euro di contributo per il Covid. Il tutto mentre, stando in casa per più di due mesi, i consumi di acqua da parte dell’utenza inevitabilmente sono aumentati di parecchio. Il passaggio nelle fasce di eccedenza è quasi automatico. E quando si entra in tali fasce, con le tariffe attuali, per le povere famiglie sono “salassate” senza pietà.

In una situazione straordinariamente grave come quella attuale, -conclude il consigliere comunale del PD chi occupa i vertici alti di Acea non può scansare il problema. Né può lasciare piena libertà in questo martoriato territorio al nuovo, costoso, gruppo dirigente, di provenienza quasi esclusivamente romana, di “fare cassa”, fregandosene di tutto il resto. Tanto loro fra qualche anno rientreranno alla base. Nei piani alti di Acea dovrebbero porsi il problema. Se non altro per allontanare dalla gente la sensazione di sentirsi sottoposta ad un “saccheggio” del proprio reddito. Chi ce l’ha ancora”.

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