Incendio alla Re.Mat.Lazio di San Giorgio: le voci dei residenti

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di Gabriele Pittiglio – L’incendio divampato nel pomeriggio di domenica 12 luglio, presso la Re.Mat.Lazio con sede in località Petrose a San Giorgio a Liri, non è ancora del tutto domato e i Vigili del Fuoco stanno lavorando allo smassamento dei rifiuti che non sono stati coinvolti nel rogo. Sembrerebbe che il fumo scagionato dall’incendio riempia l’area come una sorta di foschia, che avvolge case e copre terreni, rendendo impossibile la vita quotidiana che caratterizza le giornate estive. Molto Comuni della zona hanno invitato i cittadini a seguire delle regole molto semplici ma importantissime per la salute: chiudere le finestre ed evitare di sostare all’aperto. Le strade in un raggio di 500 metri che conducono all’impianto sono state chiuse per evitare che la gente possa avvicinarsi ulteriormente.

Nei giorni scorsi si è tenuta una conferenza stampa con i cittadini, alla presenza del Commissario Prefettizio Dott.ssa Scala e delle autorità in campo. I residenti hanno manifestato il loro disagio e timori, poiché ancora non sono arrivati i risultati definitivi sulla qualità dell’aria e vogliono risposte chiare su questo episodio.
Un ragazzo ha riferito che nel suo comune di residenza non sono state emesse ordinanze da parte dell’amministrazione comunale, ma la notte dell’incendio l’odore acre di plastica bruciata è stato avvertito in maniera persistente.
Molti cittadini e anche lui hanno dovuto chiudere le finestre in tutta casa per evitare il rischio di intossicazioni. Sembrerebbe che non ci siano state persone che hanno avvertito malori a riguardo e non sembra siano state rilevate polveri o ceneri. Una situazione complessa che viene condivisa anche da una ragazza residente vicino all’impianto. Infatti, anche lei ha riferito di aver avvertito un’aria pesante e molto persistente.

È immaginabile che la situazione non si risolva immediatamente. Ci vorranno ancora ore, se non giorni, per capire se saranno previste maggiori restrizioni o nuove ordinanze da parte dei Comuni confinanti. Certo è che i cittadini non devono essere lasciati indietro, dovrebbero essere invece parte attiva negli aggiornamenti sull’incendio.

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