Si è spento pochi giorni fa. Francesco De Napoli è stato per decenni un punto di riferimento nel panorama culturale della città martire, volto rassicurante e penna rinomata tra le rime e i racconti nati all’ombra dell’abbazia. A tracciarne un suo ricordo è Maria Palumbo, che sintetizza un omaggio che arriva non solo dalla compagine del PRC ma anche dalla comunità che ha perso un uomo che tanto le ha donato.
“L’ultimo viaggio del poeta mite. L’ omaggio del PRC a Francesco De Napoli, custode del sapere.
In un mondo che corre sempre e nel frastuono che avvolge ogni giorno la nostra vita, in silenzio questa settimana è scomparso Francesco De Napoli, che lascia in noi un vuoto culturale e umano. In un mondo che urla, la perdita di un uomo come Francesco rischia di passare inosservata. La memoria non si cancella con la distrazione, e chi ne ha condiviso i valori e l’ immenso spessore umano non può permettere che il sipario cali nell’ indifferenza. Il Partito della Rifondazione Comunista vuole omaggiare, con profonda commozione, il ricordo di un grande letterato, di un poeta raffinato e, sopra ogni cosa, di una persona elegante e di grande valore umano e culturale Francesco De Napoli è stato un vero e proprio custode di un grande sapere. La sua non era una cultura esibita per vanità o ambizione personale, ma una ricchezza interiore coltivata con rigore, passione e quella rara umiltà che appartiene solo ai grandi spiriti. La sua poesia e i suoi scritti letterari riflettevano una sensibilità acuta, capace di scavare nelle pieghe dell’ animo umano e della società con la forza della parola e la delicatezza del pensiero. La sua mitezza non è mai stata sinonimo di debolezza, bensì di una straordinaria fermezza morale. Francesco, che per anni ha svolto con dedizione assoluta il lavoro di bibliotecario a Cassino, era un custode del sapere nel senso più nobile e democratico: viveva in mezzo ai libri e ai giovani, promuovendo la cultura del territorio. Figlio di un partigiano che aveva combattuto i nazisti a Lero, Francesco portava dentro di sé quel rigore morale e quella passione civile che ha poi riversato nella sua poesia. Una poesia etica, che dialogava con i grandi. In una società spesso aggressiva e superficiale, Francesco ha scelto la via dell’ ascolto, dello studio e della gentilezza, dimostrando che si può essere fari di cultura anche camminando a passo leggero, senza fare rumore. Lascia un vuoto enorme che tocca a noi colmare, continuando a leggere, diffondere e far vivere le loro opere. Per il PRC, ricordare Francesco De Napoli significa non solo onorare un uomo di immensa cultura, ma anche rivendicare il valore della memoria storica e intellettuale come atto di resistenza contro il logorio del tempo e l’ indifferenza collettiva. Francesco ci lascia un’ eredità preziosa: i suoi versi, la sua conoscenza e l’ esempio di una vita spesa al servizio della bellezza e della verità letteraria. La terra ti sia lieve, Francesco. Il tuo sapere e la tua mitezza resteranno per sempre nei cuori di chi ti ha stimato e voluto bene”.
Maria Palumbo- PRC Cassino- Frosinone
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