La birra artigianale protagonista nel weekend. Peccato che all’appello manchi proprio la birra Montecassino

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Una manifestazione dedicata alla birra artigianale prodotta nel territorio. Ma a leggere bene nella locandina viene un dubbio: come mai tra i marchi presenti manca proprio quello prodotto in città, a due passi dal monastero? Il prodotto “di casa”?

Una scelta che ha lasciato un po’ tutti stupiti, considerato l’obiettivo con il quale era stato presentato l’evento fin da gennaio 2026. A gennaio l’assessore Capizzi aveva dichiarato pubblicamente che il progetto nasceva: “per il primo festival dei birrifici e microbirrifici artigianali di Cassino e del nostro territorio” e che ci sarebbe stato un “confronto con le più interessanti aziende del settore”.

Un progetto che aveva fin da subito destato l’attenzione degli appassionati e degli operatori del settore.

L’evento risulta promosso direttamente dal Comune di Cassino – Assessorato al Commercio come: “Cassino Festival – Birra Artigianale & Street Food” previsto il 5-6-7 giugno 2026″, e fin qui tutto come annunciato.

Se però si osserva nel dettaglio i marchi presenti durante l’evento ci sono due aspetti che vengono subito all’occhio. Il primo, evidentissimo, l’assenza della birra Montecassino, forse quella più locale tra tutte. Poi procedendo con i marchi uno è molisano, uno di Castrocielo, uno di Ceccano, uno di Acquafondata, uno di Atina e uno di Fiuggi. Di Cassino uno solo, ma manca un marchio importante, quello che ha vinto per ben due volte il premio Cerevisia, nel 2023 e nel 2025. Un riconoscimento importante per il settore in ambito nazionale,  “I giudizi – spiega la Camera di Commercio in un comunicato – vengono espressi da una giuria scientifica indipendente, con procedure anonime e trasparenti, coordinate dal Centro di ricerca per l’eccellenza della birra dell’Università di Perugia”. Unico birrificio del Lazio arrivato in finale e che si è piazzato sul podio.

Un’assenza alla… spina

Sarebbe stato quindi scontato, a rigor di logica, trovare il “marchio di casa” all’evento in programma per il weekend. Sia per l’eccellenza del marchio, riconosciuta da una giuria di esperti, sia perché, di fatto, è un valore aggiunto a km più che 0. A chilometro “epicentro”! Eppure non è andata così e Birra Montecassino non ci sarà.

La domanda che potrebbe sorgere è semplice, come mai in un evento di questa portata, promosso e presentato proprio per ” i birrifici di Cassino e del territorio” manca proprio quello che campeggia sugli scaffali dei supermercati e dei bar della città martire. Un marchio legato alla città che è stato conosciuto anche grazie attraverso i numerosi servizi che sono andati in onda in televisione negli ultimi anni. Che sia stata una svista? Chissà cosa ne pensano lì su all’Albaneta. Forse l’invito è stato smarrito su qualche sentiero…

Ben vengano i birrifici artigianali del territorio, ben vengano le manifestazioni che promuovono eccellenze, ma servirebbe ricordare che quando si parla di valorizzare le realtà della città bisognerebbe vedere quello che esiste e che ci si trova a un palmo dal naso prima di andare al nord della provincia o addirittura fuori regione. Se si dovesse pensare ai criteri di cui hanno parlato fin da gennaio, quelli che parlavano di eccellenze del territorio, della città, dovremmo dedurre che Montecassino non ne faccia più parte. Una nuova geografia del territorio che cambia in funzione di chi gestisce eventi, dove la casa di San Benedetto e i luoghi del monte sacro fanno parte della storia della città a giorni alterni, a seconda della manifestazione.

Così è andata, che dire… beviamoci su! Hopfen und Malz, Gott erhalt’s!

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