Ci siamo, domenica e lunedì i cittadini di Cervaro sono chiamati alle urne. La scelta potrebbe fare la differenza o confermare un percorso già avviato dal sindaco uscente Ennio marrocco.
Lo sfidante è un giovanissimo, classe ’97, che ha però alle spalle già una vasta esperienza in campo, prima tra i banchi universitari e poi proprio a Cervaro, la sua città.
Siamo quasi in dirittura d’arrivo, come è andata questa campagna elettorale?
“Benissimo. Stancante sicuramente ma quando si è mossi dalla passione e dalla voglia di dire la verità la stanchezza passa in secondo piano”.
Alle spalle l’esperienza di governo, poi la decisione di chiudere. Cosa c’è nel futuro di Cervaro?
“Nel futuro di Cervaro ci sono l’ascolto e la chiarezza. Non ci sono riserve mentali ma solo tanta genuinità e voglia di fare bene. Abbiamo sicuramente tanto da fare, ma voglia e capacità ci caratterizzano. La squadra che ha deciso di scendere in campo e di sostenermi è composta da uomini e donne che hanno le idee chiare e che hanno tanto da offrire. E questo entusiasmo è quello che ci guida e che vogliamo mettere a servizio della comunità”.
Cosa cancelleresti del passato e cosa metteresti di nuovo sul tuo percorso?
“Da cancellare sicuramente un modo di amministrare dove alla base ci sono solo personalismi. L’innovazione si basa sulla centralità del cittadino, come già detto nel nostro programma elettorale scritto dai cittadini. Perché la politica, sembrerà un luogo comune, deve essere a servizio e non un interesse. E’ un lavoro sicuramente, perché chiede impegno, costanza, presenza e coerenza. Ma è un lavoro che si sceglie di fare guardando oltre il proprio naso e il proprio orto”.



Quale è la richiesta più frequente dei cittadini?
“La considerazione. Intesa come mancanza di centralità della loro presenza nella quotidianità all’interno dei progetti della casa comunale. Insomma la casa del cittadino non era più casa del cittadino e la gente è stanca di questo”.
Il tuo più grande rimpianto e la soddisfazione maggiore?
“Il mio più grande rimpianto è quello di aver creduto troppo in un modo di amministrare sbagliato e aver provato fino all’ultimo a cambiarlo. La mia più grande soddisfazione quella di aver trovato il coraggio di andarmene da un sistema tossico basato su bugie e clientelismo ma soprattutto quella di aver costruito una vera alternativa”.
Se dovessi lanciare un messaggio al tuo avversario cosa gli diresti?
“Non abbiate paura di dire la verità, uscite dal baratro delle bugie”.
Parla ai cittadini, quale è il tuo appello?
“Credo che oggi serva un vento nuovo per la nostra città: più freschezza, più genuinità, più ascolto reale delle persone. Le comunali sono l’occasione per scegliere il cambiamento, quello fatto di idee concrete e volti autentici. Invito tutti ad andare a votare, perché il futuro della comunità dipende dalla partecipazione di ciascuno di noi.”
E stasera ancora un appuntamento alle 21 in località Santa Lucia, alla piazzetta della Fontana. Domani poi grande chiusura prima del weekend che già si annuncia di fuoco.
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