L ‘ordinarietà di una gita scolastica diviene la straordinaria occasione concreta per una vera e piena inclusione. È quanto accaduto recentemente durante un’escursione di trekking organizzata dall‘I.I.S. San Benedetto di Cassino, che ha visto la partecipazione di una ragazza con disabilità, resa possibile grazie a un lavoro condiviso tra scuola e figure professionali. Si è iniziato dal suggerimento di utilizzare una jolette, uno speciale ausilio da trekking progettato per permettere anche a persone con mobilità ridotta di affrontare percorsi naturali, in dotazione al CAI. Si tratta di una carrozzina monoruota, dotata di sistemi di stabilizzazione e maniglie anteriori e posteriori, che consente a più accompagnatori di alternarsi nel trasporto lungo sentieri anche impervi. È un mezzo che rende possibile una partecipazione attiva e condivisa, trasformando un potenziale limite in un’esperienza collettiva. Accolta la proposta, la scuola ha risposto con un’organizzazione attenta e concreta: insegnanti, operatori e compagni di classe hanno collaborato affinché la ragazza potesse prendere parte all’escursione, non come semplice presenza, ma come parte integrante del gruppo. L’iniziativa rappresenta un esempio significativo di come l’inclusione possa essere il risultato di un lavoro di squadra. La sinergia tra istituzione scolastica, famiglia e professionisti ha permesso di individuare una soluzione efficace, dimostrando che l’accessibilità non è solo una questione strutturale, ma anche culturale. Al di là dell’aspetto organizzativo, resta il valore umano dell’esperienza: una giornata vissuta insieme, senza distinzioni, in cui la collaborazione è diventata il presupposto naturale della partecipazione.



Un risultato che non ha richiesto gesti straordinari, ma attenzione, competenza e disponibilità. Esperienze come questa mostrano come sia possibile superare le barriere quando esiste una reale volontà di farlo. E indicano una direzione chiara: l’inclusione non è un obiettivo astratto, ma un percorso concreto che prende forma attraverso il contributo di tutti. L ‘impegno corale per non lasciare indietro nessuno è un esempio di civiltà che merita di essere celebrato. In un mondo della scuola spesso frammentato da burocrazia e scarse risorse, accade a volte qualcosa di straordinario che ci ricorda quale sia la vera missione dell’educare: non lasciare indietro nessuno. Il successo di questa giornata non è frutto del caso, ma di una macchina organizzativa mossa dal cuore e dalla professionalità. È doveroso, quindi, ringraziare il Dirigente Scolastico, per aver creduto nel progetto e aver creato le condizioni affinché la partecipazione fosse totale, abbattendo ogni barriera ideale e materiale. Il Corpo Docente, per la dedizione e la capacità di trasformare un momento ludico in un’esperienza formativa profonda. I Docenti di Sostegno, pilastri fondamentali, la cui sensibilità ha permesso a ogni studente di vivere la giornata con gioia e sicurezza. Il personale ATA, ilcui contributo è di fondamentale importanza in tutte le attività e che quotidianamente si impegnano a favore degli studenti con difficoltà o più fragili. Il CAI per i mezzi messi a disposizione, grazie ai quali la montagna è diventata un luogo accogliente e accessibile, non più un ostacolo insormontabile. I Volontari, vero motore umano che, con il proprio tempo e la propria energia, hanno reso possibile l’impossibile. L ’emozione che scaturisce da questo evento porta con sé una riflessione agrodolce.
Ci stupiamo e lodiamo questo gesto perché, purtroppo, viviamo in una realtà dove l ‘inclusione è ancora troppo spesso un concetto teorico. L’inclusione non è dare un posto a tavola, ma far sentire tutti a casa propria. Questo evento dimostra che quando istituzioni, associazioni e volontariato collaborano, le barriere svaniscono e la speranza è che giornate come questa smettano presto di essere notizia per diventare, finalmente, la normalità di ogni scuola italiana.
Maria Palumbo, T.N.P.E.E.
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