Cassino, mai dire… Pro Loco

4 MIN

Una conferenza stampa nei giorni scorsi per promuovere gli eventi delle prossime settimane e la neonata Pro Loco. Presidente della nuova realtà Antonio De Rosa, accanto a lui il sindaco Salera e gli assessori Grossi e Petrillo. Saranno diverse le tappe in programma tra street food, vino e percorsi enogastronomici e l’atteso rally. In sala Restagno si è parlato anche della Sagra della Polenta, ma della passeggiata enogastronomica a Sant’Angelo nessuna parola.

La Pro Loco si presenta ma qualcosa non torna

La Pro Loco si “è presentata”. Saranno diverse le iniziative che sono già state messe in cantiere, alcune di beneficenza. Si è già parlato di rapporti e collaborazioni con diverse associazioni. Ma come è nata questa Pro Loco? Sembra che tutti siano molto sicuri del percorso che ha visto nascere questa realtà, addirittura quando è stato chiesto se l’iter seguito fosse quello corretto, dalla tavola dei relatori gli amministratori ridacchiando hanno confermato che tutto era stato fatto bene lasciando intendere che la domanda fosse del tutto errata. Così come anche alcuni presenti nella sala a fare da coro.

De Rosa ha spiegato che lo statuto è stato presentato e un direttivo c’è, con persone di riferimento. Quando è stato chiesto se fosse stato invece necessario procedere con il tesseramento, anche per eleggere un direttivo, è stato risposto che non era necessario. E ancora risatine e certezze.

L’iter “controverso”

E ora veniamo ai fatti che, beninteso, non vogliono mettere in questione l’esistenza della Pro Loco, ma che non concepiscono i blitz e le azioni ad personam nati alla bisogna e che troppo spesso sembrano nascondere altri fini.

Intanto però facciamo chiarezza: adesso a Cassino esistono quattro Pro Loco. La prima fondata nel 1997 il cui rappresentante è Gallaccio Stefano, la seconda fondata nel 2010 il cui rappresentante è Gallaccio Achille. La terza fondata nel 2015 il cui rappresentante è Augusto Incagnoli. Per cui si è sentita la necessità di fondare la terza Pro Loco di Cassino APS nel 2023 ed affidarla ad Antonio De Rosa.

L’iter da seguire secondo le principali fonti che si sono espresse sull’argomento è molto chiaro e sicuramente rispetta determinati step:

  • creare un Comitato promotore, formato da persone interessate a promuovere il proprio territorio, che pubblicizzerà l’intento all’interno della propria comunità ( con iniziative pubbliche, note stampa, articoli sui giornali locali, attività di lead generation, apertura di sedi fisiche temporanee, banchetti, social network e siti web)  ;
  • aprire il tesseramento all’associazione a tutti coloro che ne sono interessati;
  • elaborare uno Statuto che regolerà la stessa Pro Loco;
  • raggiunto un numero di Soci soddisfacente, il Comitato promotore dovrà indire un’Assemblea Costituente dando avviso scritto a tutti i Soci;
  • nell’Assemblea Costituente verrà:
    • presentata la relazione del lavoro effettuato dal Comitato promotore;
    • presentato ed approvato lo Statuto;
    • eletto il Presidente, nonché i Componenti del Direttivo e il Revisore dei Conti;
  • chiedere all’Agenzia delle Entrate l’apertura del Codice Fiscale mediante modello AA5/6;
  • registrare lo Statuto dell’associazione presso l’ufficio dell’AdE competente;
  • presentare il Modello EAS.

Seguito questo iter, la Pro Loco viene effettivamente ad esistere. Con successive valutazioni, poi, si potrà optare per l’iscrizione all’Albo Regionale e alla Costituzione con atto notarile.

Quindi forse la domanda sul tesseramento che ha visto sorridere così tanti partecipanti alla conferenza, non era proprio così fuori luogo.

Che sia errato l’iter seguito per la neonata Pro Loco? Non del tutto, diciamo che è stata una scelta. Una scelta però che non ha lasciato la possibilità a tutti di poter partecipare fin dalla prima battuta. Ma solamente di accodarsi. Anche per la figura del presidente e del direttivo è possibile metterne una pro tempore e lasciare un tempo ritenuto adeguato per l’elezione all’interno dei membri. Ma la finestra temporale dovrebbe essere oggettivamente accettabile per permettere l’avvio dei lavori in maniera condivisa. Non di certo due anni come previsto dalla documentazione presentata. Sei mesi sarebbero stati sufficienti. Ma l’elezione sarebbe andata a coincidere con anniversari importanti e campagna elettorale….

“A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”

Sembra strano che questa “realtà” sia nata a ridosso dell’ottantesimo anniversario della distruzione di Cassino (che porterà numerose risorse nella città martire) e a pochi mesi dalle elezioni amministrative. C’è chi giura infatti di aver visto e sentito diversi elementi della novella squadra presentarsi tra parrocchie e negozi per promuovere attività ed eventi, chiedere sostegno economico e anticipare possibili scenari politici. Diverse le telefonate ai negozianti per chiedere incontri e parlare di una guida da realizzare con il loro sostegno economico, (il colloquio però è offerto a titolo gratuito!). Senza però aprire e proporre il tesseramento alla Pro Loco. Chiedendo inoltre appoggio in maniera più o meno diretta. I più maligni giurano che alcuni personaggi di spicco scesi in campo per dare a vita a questa nuova realtà potrebbero addirittura farsi avanti per dare vita a una lista di supporto all’attuale sindaco Salera alla prossima tornata elettorale. Una voce che nei corridoi del Palazzo viene data per certa. Come è dato per certo che dietro l’operazione ci sia una cordata promossa dalla coppia Grossi-Mosillo. Fino a qualche tempo fa nemici, ora compagni di banco per necessità di sopravvivenza del primo e di comodità per il secondo. Forse.

Malumori e assenze, il diverbio Tamburrini – Grossi

Ed è proprio nel Palazzo che serpeggiano dei malumori. In tanti hanno notato l’assenza dell’assessore Tamburrini (tra l’altro delegata al Turismo) alla conferenza stampa di presentazione dei giorni scorsi. La Pro Loco infatti dovrebbe essere un ente di promozione turistica, non una semplice associazione che organizza eventi. Per tali ragioni nel maggio scorso quando il progetto approdò in Giunta la Tamburrini apostrofò il collega Grossi “Che c’entra la Pro Loco con la cultura?”. Diverbio rimasto appeso poiché è evidente che quello che doveva essere fatto è stato fatto. E… buonanotte al secchio.

Inoltre non essendoci la registrazione sia all’Unpli che nell’albo regionale, al momento il sodalizio è semplicemente un’associazione non riconosciuta ovvero priva della personalità giuridica. Non è quindi operativa per essere chiamata Pro Loco, e agire in tal senso. Una serie di questioni e dubbi abbastanza numerosi. Speriamo però che queste osservazioni siano del tutto o in parte sbagliate e che la Pro Loco alla fine non diventi Pro Salera.

Clicca qui per leggere ulteriori notizie

Lascia un commento