Cassino, c’è chi ci vive e chi la comanda

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Sembrano esserci due Cassino, una raccontata e una reale. Un po’ come il mondo del “sottosopra”. Inutile girarci intorno, in città l’aria che si respira non è delle migliori. Troppe le cose, anche piccole, che non vanno, anche nell’indifferenza dei più. Di contro la politica, di tutte le fazioni, sembra essere presa da altro. Una continua lotta tra chi è più buono con il popolo, chi più generoso, chi ha mantenuto le promesse e chi invece preferisce tacere e obbedire. Per una poltrona assicurata ogni scelta è giustificata.

Rifiuti e sporcizia

La città è sporca, possiamo raccontarci quello che ci pare. Che la gente è incivile, che chi dovrebbe far rispettare le regole guarda spesso altrove. Cantieri su cantieri, carrellati lasciati ovunque. Per non parlare di come viene conferita l’immondizia, spesso le strade di sera sono off limits, con marciapiedi impraticabili. Agglomerati di carrellati nei pressi di locali pubblici, in pieno centro, a due passi da portoni e uffici pubblici. Una puzza da far mancare il fiato. Le segnalazioni arrivano, ma gli operai sono pochi, ci sono altre priorità.

L’acqua è poca e la papera non galeggia

Il Comune è in dissesto, lo sappiamo. Non ci sono i soldi, ormai da anni. Quindi l’estate è stata “a carico” di commercianti e associazioni. Poco male, l’importante è fare manifesti e calendari. Conferenze stampa e post. Ma poi, di fatto, la famosa offerta per tutti i gusti, non è poi stata per tutti i gusti. Inserire nella programmazione le celebrazione per la Madonna dell’Assunta è stata una vera chicca. Magari qualche bagno chimico per gli ambulanti o per le emergenze avrebbe aiutato. Ma si!

Basta che ci sia un cantiere

Poi i cantieri, la corsia/pista ciclabile. Le ringhiere arcobaleno. I continui lavori di ditte di servizi che distruggono la carreggiata in centro e periferia creando ancora più disagi e lasciando voragini qua e là. Vegetazione che cresce e riempie aiuole. La decisione si pedonalizzare il centro era stata presa da tempo, la città si è spaccata. Ognuno ha i suoi motivi, i commercianti da un lato, i residenti dall’altro, alcuni titolari di bar sono entusiasti altri avvelenati. Bene la pedonalizzazione. Ma continua a mancare il Put, e quindi già dall’inizio del cantiere il traffico è diventato un incubo. Perché se cambi la viabilità devi prevedere soluzioni alternative, ma con criteri, non a sentimento come il prezzemolo sugli spaghetti alle vongole.

Le regole dell’inKlusione

“La gente deve imparare ad andare a piedi o in bici!”. Un leit motiv. E chi l’ha deciso? Chi decide quello che devono fare gli altri? Puzza un pizzico di dittatura. Oooooh ma che esagerazione! Qua la linea guida è progressista e “inklusiva”. Che poi il traffico si concentra in altre strade, non è che sia sparito. Inoltre molte strade prima poco trafficate sono diventate le nuove “piste”. Via Bellini, via Cimarosa, via Donizetti, via Leopardi…. incidenti a tutte le ore. Macchine che entrano direttamente nei cancelli e nei cortili. Sempre per la regola dell’inklusione c’è poi il Palazzo della Cultura. Bella l’inclusione a ritmo di pugni stretti, perché sulle pareti alcune fotografie ritraggono proprio queste immagini, proteste, ragazze in protesta, pugni stretti in aria. Patti chiari amicizia lunga, non è che non vada bene. Ma l’inclusione prevede includere, tutti. E magari, ma solo magari, sarebbero state belle anche foto di altri soggetti. Personaggi storici internazionali, eroi antimafia, protagonisti dei cartoni animati o del teatro italiano.

Purché sia green

Bici e monopattini, la nuova frontiera. Perché green è bello, è vero. Ma a volte si desidera talmente tanto bannare un progetto come concluso che ci si dimentica che nel mezzo le cose non sono al top. Basta uscire un giorno per Cassino, magari di sera. Non è raro vedere bici che sfrecciano contromano e assolutamente fuori dalle corsie predisposte. Ragazzi in monopattino, anche due insieme sullo stesso mezzo che non rispettano semafori e segnaletica, ovviamente tutti senza casco e protezioni. Alcune sere fa due ragazzi a bordo di un monopattino sono scesi a gran velocità da via Pinchera e per poco non finivano nel cantiere Acea.

Si schierano i ranghi per il 25 settembre

Tra poco più di un mese si andrà a votare. Certo si parla del Governo. Ma anche qui, all’ombra del Sacro Monte, il gioco delle parti è ormai in scena da diverse settimane. Equilibri, incroci, scroci. Una poltrona qua, una là, io faccio un favore a te, tu lo fai a me. Garanzie per alcuni, incognite per altri. Cenette e incontri casuali che di casuale hanno meno di zero. Cosa c’entra Cassino, cosa c’entrano i cittadini di questo territorio? Tutto e niente. Tutto perché ci sono responsabilità, un voto può cambiare tutto, una scelta piuttosto che un’altra può portare conseguenze. Ma questo vale per ciascuno di noi. In realtà però il territorio è orfano, lo è ormai da tanto di quel tempo. Ed è ben visibile. Si vede da come si vive ormai in città. Un luogo che è composto da mille realtà ognuna delle quali procede sul suo binario. Perché tanto se non lo fanno gli altri, me lo faccio da solo. Perché l’amministrazione ha una visione e la porta avanti a prescindere a tutto e tutti. Animi tesi tra gruppi delle parrocchie, tra genitori che hanno figli in scuole o palestre differenti. Tra compagini di adolescenti. Perché poi diciamocelo, la politica locale rispecchia la società. Ma tutti lo sanno, Cassino è meglio di tutto questo, chi ci vive merita di meglio. E a meritare di meglio sono proprio quelle generazioni che non possono decidere e per le quali dobbiamo scegliere e agire noi. Non è troppo tardi.

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