Salviamoci la Pelle – Conosciamo la psoriasi

World Psoriasis Day: Si celebra il 29 ottobre la giornata mondiale della psoriasi: dal 2004 è stata introdotta nel caalendario dell’OMS come malattia cronica e invalidante. La psoriasi colpisce, solo in Italia circa 1,5 milioni di persone, mentre in Europa registra circa 14 milioni di casi e 125 milioni nel mondo.
Si tratta di una patologia a forte impatto psicologico e sociale che ha bisogno di essere considerata più seriamente dalle autorità nazionali ed internazionali.

La psoriasi NON è contagiosa: pertanto stare vicino o toccare una persona che ne è affetta non comporta assolutamente la trasmissione della malattia.

Conosciamola meglio

La psoriasi è “una malattia infiammatoria cronica della pelle”, nella cui patogenesi intervengono fattori genetici e ambientali. Il sistema immunitario del paziente viene coinvolto in un processo infiammatorio che porta a un disordine di crescita e attività di alcune cellule dell’epidermide, i cheratinociti.
Si tratta, dunque, di un’anomalia della crescita dell’epidermide, che può comparire e scomparire spontaneamente. Nelle aree cutanee interessate si formano delle placche rilevate, di colore rosso acceso, rivestite di squame biancastre.
Questo disturbo cutaneo, che è molto comune, può comparire a qualsiasi età ed interessare qualsiasi parte della cute, comprese le unghie.

Quali sono le cause?

L’eziologia della psoriasi è sconosciuta: nell’insorgenza della manifestazione svolgono un ruolo chiave sia i fattori genetici sia quelli ambientali. Pertanto, essa è definibile come “malattia multifattoriale”. La familiarità o la predisposizione genetica, infatti, non sono in grado da sole di scatenare la psoriasi ma intervengono altri fattori
scatenanti quali i traumi, lo stress e l’assunzione di alcuni farmaci (tra cui i beta bloccanti, il litio, i sali d’oro, gli antimalarici).
La psoriasi può comparire o peggiorare anche in seguito a “traumatismi, ustioni solari, infezioni da streptococco beta-emolitico ma anche abuso di fumo o alcol e cattiva alimentazione.

Le principali forme:

La psoriasi si può presentare sotto varie forme: la dimensione delle chiazze è molto variabile e per
questo se ne evidenziano diverse varianti. Le principali sono:

• la forma in placche: la più comune manifestazione clinica della psoriasi in cui la lesione tipica
è una placca ben demarcata, eritematosa e coperta con scaglie desquamanti argentee.
la forma guttata: si presenta nei soggetti giovani, dopo un’infezione streptococcica, di solito
tonsillare. Sulla cute compaiono papule da 1 mm a 1 cm di diametro, disseminate soprattutto
sul tronco.

• la forma pustolosa: può essere generalizzata o localizzata. Nel primo caso si tratta di una forma grave di psoriasi, fortunatamente di rara osservazione. mentre nel secondo caso di manifesta preferenzialmente in sede palmare e plantare con piccole vescicole sottocornee che si desquamano.
• la forma eritrodermica: una forma grave in cui tutto l’ambito cutaneo diviene eritematoso e desquamante.
• la forma seborroica: si caratterizza da lesioni molto simili a dermatite seborroica, ma può coinvolgere anche le unghie o le zone periauricolari.
• la forma amiantacea: si presenta solo sul cuoio capelluto.
• l’artrite psoriasica: è una forma di artrite simile alla reumatoide. Ne esiste una forma giovanile e una dell’adulto. Può essere monoarticolare, di solito al ginocchio, o può coinvolgere più articolazioni maggiori. In altre forme, invece, sono più colpite le piccole.

Sintomi della psoriasi

la psoriasi a placche, il tipo di psoriasi più comune, di solito ha inizio con una o più piccole chiazze rosse, argentate e lucide (placche) sul cuoio capelluto, ai gomiti, alle ginocchia, sulla schiena o sulle natiche. Possono essere colpite anche le sopracciglia, le ascelle, l’ombelico. La pelle intorno all’ano e la fossetta in cui le natiche si uniscono alla regione lombare. Molte persone affette da psoriasi possono presentare anche unghie deformate, ispessite e striate.

Trattamento della psoriasi: la fototerapia

La fototerapia (esposizione a luce ultravioletta) contribuisce a migliorare la psoriasi per un periodo di diversi mesi. Questa viene spesso associata a diversi farmaci topici, soprattutto nel caso in cui siano interessate vaste aree cutanee. Tradizionalmente, la terapia prevedeva una fototerapia associata a psoraleni (farmaci che rendono la pelle più sensibile agli effetti della luce ultravioletta).
Questo trattamento viene definito PUVA (psoraleni più ultravioletti A). Gli effetti collaterali della fototerapia comprendono il dolore e l’arrossamento simili alle ustioni solari da prolungate esposizioni alla luce UV. L’esposizione alla luce UV, inoltre, aumenta il rischio a lungo termine di cancro della pelle, sebbene il rischio sia minimo per cicli di trattamento brevi.

Gli psoraleni spesso causano nausea ed estrema sensibilità alla luce solare.
È importante precisare che la fototerapia deve essere raccomandata dal medico ed effettuata mediante un’opportuna strumentazione. Pertanto, non deve essere intrapresa autonomamente dal

Letizia Esposito
Team Divulgazione Associazione MelanomaDay
Biologa
Fonti:

  • https://www.humanitas.it/malattie/psoriasi/
  • https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/patologie-della-cute/psoriasi-e-disturbi-che-provocano-laformazione-di-squame/psoriasi
    -Pathogenesis and clinical features of psoriasis, Griffiths et al., 2001

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *