E la banda suonò sul Maccaro solitario

La banda musicale Don Bosco città di Cassino rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio per il grande lavoro fatto dal maestro Marcello Bruni. Una realtà che vanta più di 70 musicisti e quasi 10 maestri impegnati giornalmente presso l’oratorio Don Bosco di Cassino in un progetto di educativo di straordinaria rilevanza.
Quest’anno si sia esibita in tre concerti, di cui uno al cimitero polacco, uno nel celebre Chiostro del Bramante di Montecassino e l’ultimo nella piazzetta del Demanio. Nelle ultime due esibizione della banda il sindaco non ha presenziato, sebbene giustificato, al punto da non essere nominato per non far vedere la sua assenza.

La bagarre

E questa potrebbe essere una notizia se non fosse che ieri sera si è consumato l’ennesimo psicodramma della bagarre amministrativa che ruota attorno all’eterno contrasto tra Luigi Maccaro ed il duo Tamburini-Grossi.
Non è sfuggita alle persone presenti la presenza dell’assessore alla Coesione Sociale che, però, ha preferito disertare la prima fila. E non omaggiare la banda. E’ rimasto in disparte, probabilmente consapevole che il progetto dell’orchestra regionale su cui si sta impegnando il suo movimento politico Demos capeggiato in consiglio comunale dal signor Bruno Galasso, sembra ai più un alter ego proprio della banda musicale, sebbene quest’ultima non goda di finanziamenti regionali e di prebende varie.

La diplomazia

Ed infatti la presentatrice Elena Pittiglio ha nominato solo tra i presenti gli assessori Grossi e Tamburrini ed il consigliere comunale Terranova. Senza però spiegare come mai in assenza del sindaco nemmeno il vicesindaco Francesco Carlino si sia fatto trovare.
Ma è stato proprio poco prima dell’inizio del concerto che la diplomazia di casa Terranova si è messa in moto. Il marito dell’assessore Tamburrini, infatti, si è avvicinato all’ormai “lontano seduto” assessore Maccaro per interloquire con lui e magari farlo scendere a più miti consigli.

Parola alla Pravda

Sta di fatto che l’assessore Luigi Maccaro non ha degnato di una parola e di un saluto i suoi colleghi dell’istruzione e della cultura Tamburrini e Grossi. Ma bisogna anche riconoscere che è stato gentilmente ricambiato. Niente baci, niente abbracci, niente saluti!
Adesso tocca alla Pravda locale, ovvero ai giornali di “stato cittadino” intervistare nuovamente gli autori del psicodramma per dire “Signore e signori va tutto bene” … e la Banda suonò!!!

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