A TUTTO CAMPO – Intervista a Mario Abbruzzese

Inizia oggi un viaggio a 360° nel territorio e per il territorio. Politici in campo e in panchina, riserve e convocati, allenatori e presidenti. Le partite si vincono dentro e fuori dal rettangolo di gioco, un assist al momento giusto e si segna il goal partita, un fallo di troppo e si rischia di andare fuori. Tra tifoserie e trasferte, la strada per la vittoria è lunga in un campionato che si dovrebbe giocare con proposte per il territorio. Fischio d’inizio, con noi, oggi, Mario Abbruzzese coordinatore regionale di “Cambiamo”, a tutto campo!

L’Italia tra Recovery fund e Mes

Tra recovery fund e Mes come usciremo da questa crisi crisi targata Covid 19? Sicuramente gli strumenti messi a disposizione dell’Italia possono, se gestiti strategicamente, risollevare le sorti dell’economia.

Ci spieghi meglio – Per quanto riguarda il Ricovery Fund parliamo di 209 miliardi di euro disponibili a partire dal prossimo anno. 74,3 per la rivoluzione green, 48,7 miliardi per digitalizzazione, innovazione. 27,7 miliardi per le infrastrutture. 19,2 per istruzione e ricerca. 17,1 saranno invece quelli destinati a favore della parità di genere e coesione sociale ed economica 17,1 miliardi di euro e salute 9 miliari di euro. Con progetti seri si può fare la differenza.

Non pensa che vista la pandemia, 9 miliardi per la salute siano pochi? Per me non sono pochi. Anche perché questa ripartizione non tiene conto degli altri 33 miliardi del Mes destinati completamente per l’ammodernamento del sistema sanitario.

Toti, Palozzi e Abbruzzese

Pd, 5stelle, centrodestra e Mes

Come sta gestendo l’emergenza economica il governo Pd-5Stelle? – Malissimo. C’è molta rissosità all’interno della maggioranza nonostante il periodo sia delicatissimo. I 5 stelle sembrano convinti di non voler utilizzare i fondi del Mes. Mentre Italia Viva è a favore di questo strumento.

Lei cosa pensa del Mes? – Credo sia uno strumento vantaggioso. Sia per i costi che per il piano di rientro. E’ chiaro che va approfondito secondo le esigenze del paese.

Anche nel centro destra, al momento, non c’è molta intesa o no? – Purtroppo si. Ci sono varie linee di pensiero, ma credo che alla fine ci sarà una “risoluzione” unitaria.

Come sta affrontando la coalizione questo periodo drammatico per l’Italia? – Il centrodestra vive un momento particolare. Credo che Salvini debba cambiare atteggiamento e adottare una politica di inclusione. Quindi aprire anche ad altri movimenti come, ad esempio, Cambiamo oltre che ai partiti convenzionali. Insomma, dovrebbe pensare più alla coalizione che al suo partito. Serve un messaggio di unità che potrebbe favorire, a cascata, anche le dinamiche regionali e provinciali per quanto riguarda il centrodestra.

Abbruzzese in una convention del PPE

Recovery plan, Regione Lazio e voto del 2021

Secondo lei quale potrebbe essere un’opera strategica per il Lazio da poter inserire nel Recovery Plan? – E’ un mio pallino da anni. Sono convinto che l’asse di collegamento strategico Tirreno – Adriatico rappresenti un’occasione di sviluppo non solo per il Lazio Meridionale ma per l’Italia Centrale. Questa provincia potrebbe così diventare una piattaforma logistica, uno snodo cruciale importante tra il nord-sud, est e ovest del nostro paese.

E come si può fare? – E’ molto semplice. Tutti i consiglieri regionali del territorio dovrebbero fare pressione su Zingaretti e in consiglio regionale affinché quest’opera strategica venga proposta.

Il voto nel 2021 in provincia di Frosinone, cosa si aspetta dal centrodestra?– Sarà un buon banco di prova. Si andrà al voto in comuni importanti come Sora e Alatri. Lo sforzo che tutti dobbiamo fare è quello di camminare uniti. Perché gli avversari sono gli uomini e i progetti del centrosinistra, non possiamo fare guerre all’interno dei nostri schieramenti solo per simpatie o antipatie.

Un’immagine dell’ultima campagna elettorale di Cassino

Cassino, il centrodestra, la ciclabile e i disastri di Salera

A Cassino il centrodestra sta ricominciando da capo? – Non si comincia mai da capo. Altrimenti daremo scarso valore alle esperienze importanti che ci sono state nel passato. Anche qui rinnovo il mio appello all’unità sperando che ci siano sempre più adesioni a questo nuovo progetto che stiamo realizzando tutti insieme. L’avversario è la sinistra che si è dimostrata incapace di governare.

Perché? Il perché è sotto gli occhi di tutti. La città è allo sbando, “vittima” anche di Striscia la Notizia per quanto concerne la corsia ciclabile. Ma all’amico Salera piace sempre parlare del passato. Sbagliando ovviamente, perché se prima il riferimento era solo ed esclusivamente alla mia persona, oggi è la città di Cassino che esce penalizzata dai disastri di questa amministrazione.

Il campo è finito. Un’ultima domanda. Cosa pensa delle ultime inchieste della procura di Cassino? – Le inchieste io le lascerei alla magistratura, in cui nutro sempre fiducia. La politica si batte con la politica e noi dobbiamo lavorare ad un progetto serio per mandare a casa una sinistra che non sa governare una città importante come Cassino.

Alla prossima intervista, a tutto campo!

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