Centrodestra, Marino: «Uniti possiamo battere la sinistra che non sa governare»

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E’ tempo di dibattito all’interno del centrodestra. E’ il tempo dei mediatori, quelli cioè che vogliono ricucire uno strappo, seppur grande, ma non impossibile da rammendare. Ci vuole pazienza e cura. Forse o forse no. Intanto gli ambasciatori si muovono: la frattura tra il centrodestra ufficiale, quello dei partiti, e parte di quello civico che espone la bandiera “Mario Free”, (libero da Mario Abbruzzese per intenderci), è brutta e pure scomposta. La radiografia è inesorabile. Ma mai dire mai.

Marino e Sebastianelli

Fabio Marino (DN) ha raccolto l’invito di Giuseppe Sebastianelli, uno dei primi consiglieri comunali ad abbandonare l’amministrazione di Carlo Maria D’Alessandro. I due, negli anni passati, hanno condiviso un lungo percorso insieme. «Sono in perfetta sintonia con le sue parole – ha detto Marinotutti, nel Centrodestra, abbiamo vissuto in maniera traumatica la caduta di D’Alessandro e la rovinosa (per noi) vittoria di Salera. Ma ogni ferita, per quanto profonda, deve diventare cicatrice. L’alternativa è la gangrena, un pericolo mortale. Il Centrodestra è sempre stato litigioso. Ma in una città come Cassino è quasi sempre stato vincente. Perché ha saputo offrire alla Comunità una visione, un progetto, un sogno».

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I capponi di Renzo

Ha spiegato ancora Fabio Marino: «Oggi invece vedo solo i capponi di Renzo: impauriti, pronti a beccarsi fra di loro, incapaci di guardare in faccia l’unico, vero avversario: la sinistra. Una sinistra che non è in grado di governare, campionessa dell’inefficienza e retta solo dal potere e dal rancore. Un rancore che però sta divorando anche alcuni dei potenziali protagonisti del Centrodestra e che paralizza fin da oggi ogni possibilità di rivincita. Il pensiero di Peppe è semplice e condivisibile: in un gioco a delegittimare, è la sinistra che coglie i frutti. Se continuiamo così, bisogna capire che al traguardo non ci aspetta una vittoria, ma solo una differente gradazione di sconfitta».

«Ai veti possono opporsi i contro-veti, e poi altri paletti, – ha concluso l’ex consigliere comunale – in una sequenza infinita che scava solo fossati dove dovrebbero esserci ponti. Sono pronto a cogliere i suggerimenti di Sebastianelli. E sono pronto a promettere ai Cittadini che litigheremo ancora e ancora e ancora. Ma non prima di aver realizzato quella difficile unità, che ha prodotto le nostre vittorie più belle».

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