COVID-19: Possibile la correlazione tra contagi e numero di studenti

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Sapevamo benissimo che sarebbe potuto accadere quello che effettivamente si sta verificando in questi giorni; ovvero che dopo il periodo di maglie larghe concesso dal Governo durante luglio e agosto e con l’inizio delle attività scolastiche ci sarebbe stato un innalzamento dei contagi.

Lo sapevamo e per questo nelle scuole ci si è preparati al peggio: distanziamento dei banchi, acquisto di nuovi banchi (laddove necessario), disinfezione continua delle superfici e degli ambienti e procedure di gestione dei casi a sospetto COVID con aule dedicate.

Allora perché si è arrivati a chiudere per via precauzionale le scuole?

Perché evidentemente i focolai vengono rilevati a scuola ma non nascono lì, negli istituti, o meglio al di fuori di essi avviene la trasmissione del virus. Per questi motivi è stato rilevato che il numero dei contagiati aumenta sensibilmente quando la popolazione degli studenti è maggiore del 25% rispetto alla popolazione degli abitanti.

Infatti da questo studio sperimentale inglese pubblicato dal profilo Twitter di Justin Ales (link) si vede come chiaramente la curva dei contagi cresce per quelle aree che hanno una popolazione di studenti maggiore del 25% in proporzione agli abitanti.

Secondo i dati Istat la popolazione di studenti con età compresa tra i 6 e i 30 anni residente a Cassino dal primo gennaio di quest’anno è del 24,23% rispetto alla popolazione residente totale.

Questo dato ci deve far riflettere su come anche un piccolo comune come Cassino sia, senza considerare i paesi limitrofi, al limite del valore critico indicato da questa indagine statistica seppur sperimentale ma che è stata effettuata su aree maggiormente popolate dell’Inghilterra.

Pertanto è necessario ridurre, anche alla luce del prossimo ed imminente DPCM, i momenti potenziali di contagio extra scolastico / lavorativi come aperitivi o uscite superflue.

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