Il Consiglio di Stato blocca il concorso del Comune

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«Stiamo valutando se procedere con un’azione legale.
Il diritto di critica finisce laddove inizia il dovere del rispetto e della buona educazione
». Queste erano le parole del Sindaco Enzo Salera quando le opposizioni e i media si stavano occupando del caso dei tre agenti di polizia municipale in servizio per tre anni presso il Comune di Cassino e mai stabilizzati. Ora però il consiglio di Stato, proprio per il ricorso degli ex vigili urbani ha bloccato la procedura del concorso indetto dall’amministrazione comunale che doveva portare all’assunzione di 6 vigili urbani e altre 17 unità tra tecnici e istruttori contabili. In virtù di una sospensiva cautelare nell’atto che ha dato via libera ai concorsi. Ovvero la delibera di Giunta Comunale di fabbisogno del personale

Alla scadenza della presentazione, lo scorso 27 agosto erano pervenute 2881 domande di ammissione.

L’ordinanza del Consiglio di Stato

Viste tutte le premesse e anche il rigetto da parte del Tar del primo ricorso fatto contro la procedura concorsuale il «Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), accoglie l’appello e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie l’istanza cautelare, fatte salve le successive determinazioni amministrative. Spese di fase compensate. La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti».

Giusto per fare più chiarezza. I magistrati hanno contestato all’amministrazione la scelta della procedura aperta. In sostanza il fatto di non aver riservato dei posti concorsuali a chi aveva già maturato esperienza per quelle competenze specifiche. Ai sensi e per gli effetti della legge Madia. Per il Consiglio di Stato questa scelta è carente di motivazione e quindi ha ritenuto di fermare la procedura concorsuale.

Le reazioni

A commentare la notizia dell’ordinanza del CdS il movimento politico Liberi e Forti che fa riferimento all’ex Sindaco Carlo Maria D’Alessandro e all’ex consigliere comunale Carmine Di Mambro.

«La notizia relativa all’ordinanza del Consiglio di Stato del 28 di agosto che, di fatto, cassa completamente il giudizio di prime cure del TAR del Lazio sezione di Latina, – hanno detto Enzo Parmisano e Danny Costa di Liberi e Forti – accogliendo l’istanza cautelare presentata contro la delibera del fabbisogno del personale relativamente al mancato utilizzo della norma di cui alla legge Madia del 2017, fa finalmente luce su un comportamento di questo sindaco e della sua amministrazione che hanno inteso il bene pubblico come qualcosa che vada gestito senza tener conto delle esigenze e delle regole amministrative».

«Quello che viene messo in evidenza dal Consiglio di Stato – continuano – e che si può ricorrere ad una procedura diversa di quella della stabilizzazione delle persone che hanno maturato giusti requisiti ed adeguate professionalità durante un percorso formativo chiaro e delineato Ma quello che non si può fare e agire pensando di poter fare tutto senza produrre adeguata motivazione».

Un’altra pagina buia

«È impensabile rinunciare ad una accelerazione delle procedure di assunzione – hanno detto ancora – che riguardano dei soggetti che hanno i requisiti e hanno già svolto quel lavoro. Senza che questa decisione sia motivata. Eppure, la prima avvisaglia era arrivata 24 ore prima con lo stop da parte del segretario comunale della procedura di nomina degli scrutatori per la prossima consultazione referendaria. Con la quale il sindaco e la giunta avevano deliberato un regolamento che contrastava con le leggi e le norme dello Stato italiano. E che, ovviamente, non ha potuto trovare sponda in chi quelle Leggi le deve far rispettare».

«Siamo di fronte ad un sindaco e ad una amministrazione che agiscono in spregio alle più banali e sacrosante regole del vivere civile. – hanno concluso Parmisano e CostaChe pensano di poter deliberare tutto ciò che vogliono, senza tener conto che non si possono illudere i cittadini su temi importanti come quello dei concorsi pubblici e del lavoro.
Quella scritta ieri dal Consiglio di Stato è, dal punto di vista amministrativo ed umano, una delle pagine più buie di questa città
».

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