Abbatecola: «Amministrare è una cosa seria»

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Il dibattito sulla proclamazione di Cassino Civitas Mariae continua anche tra gli esponenti del mondo politico. Ad intervenire è il portavoce cittadino di Fratelli d’Italia, Angela Abbatecola. «Mai mi sarei aspettata di assistere a un derby religioso! Concordo pienamente con il saggio intervento del sen. Massimo Ruspandini, che ha sintetizzato egregiamente le motivazioni storiche e culturali per le quali è necessario mantenere intatte le prerogative patronali di San Benedetto. Il Patrono d’Europa diede vita a Montecassino e a quel monachesimo, che salvò gran parte del patrimonio dell’antichità. E questo è un profilo meritorio anche sotto l’aspetto laico».

L’amministrazione è una cosa seria

«Il cassinate doc Emilio Pistilli non ha mancato di sottolineare l’incongruenza di una proposta priva di qualsiasi valore. E che ha avuto l’unico risultato, – ha spiegato Abbatecola – finora, di portare nuovamente Cassino agli onori delle cronache nazionali per motivi non esattamente meritori. Ma questo non è che l’ultimo atto di una maggioranza consiliare ancora una volta incapace di comprendere che l’amministrazione è una cosa seria. Anche influenti esponenti del PD ricordano al sindaco che non è affatto compito suo entrare nel merito di questioni che riguardano, tutt’al più, il diritto ecclesiastico. Temo che la voglia smodata di protagonismo di qualcuno più attento a se stesso che alla cura delle anime abbia incontrato una Giunta confusa, che prima “si mette in mezzo”. Poi batte in ritirata».

Prima di tutto era città di San Benedetto

«Il significato in primo luogo storico di San Benedetto non può essere messo in discussione. Capisco che è difficile, per alcune gerarchie, – ha detto il portavoce di FdI – assumersi la responsabilità di una rottura così grande con il passato e la storia della Città. Ma il Sindaco non doveva e non deve prestarsi a giochi di difficile interpretazione, che rischiano di minare il legame inscindibile fra Cassino e la sua Abbazia. Non è possibile che non ci si renda conto che un argomento così non può essere oggetto di discussione. La sciagurata delibera, la vergognosa marcia indietro, il paventato incontro fra Salera e le Autorità ecclesiastiche minacciano una storia consolidata lungo 1.500 anni».

«E se da duecento anni si parla di libera Chiesa in libero Stato, – ha concluso Abbatecola – è comunque necessario che chi di dovere capisca che non si può prestare il fianco sempre ai desideri di qualche ragazzino viziato. Qualunque sia l’abito che porta. Specialmente se questo significa rinunciare alla storia. E all’identità di una città che prima di essere “San Germano” si chiamava “Eulogimenopoli (città di San Benedetto)».

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