C’è qualcosa che proprio non torna all’ombra dell’abbazia. Più i cittadini e i residenti chiedono di evitare caos e movida fino a notte fonda, più si offrono mezzi per autorizzare il prolungamento dei permessi. L’ordinanza pubblicata nei giorni scorsi sta scaldando il dibattito in un clima già incandescente. In pratica per tutta l’estate, dal 26 giugno al 26 settembre, l’amministrazione ha dato l’ok a una deroga sulle tempistiche relative ai limiti di orario per lo svolgimento di attività musicali. Non ne faremo una sintesi, di seguito riportiamo il testo dell’ordinanza.
Ordinanza n. 17 del 26/06/2026
Oggetto: DEROGA ALL’ORDINANZA SINDACALE N. 88 DEL 12.04.2017 E SS.MM.II. ED ALL’ORARIO DI CHIUSURA DEI PUBBLICI ESERCIZI DAL 26.06.2026 AL 26.09.2026.
IL SINDACO
VISTA la richiesta acquisita al protocollo comunale n. 31998 del 09/06/2026, con cui la Confcommercio Lazio Sud, in persona del suo Presidente e del suo Vicepresidente, e la FIPE Confcommercio Lazio Sud, in persona del suo Presidente, hanno richiesto una deroga agli ordinari limiti di orario delle emissioni sonore in occasione della stagione estiva, nelle sole giornate del venerdì e del sabato;
CONSIDERATO che a tale richiesta ha fatto seguito un incontro con i soggetti istanti e con alcuni esercenti, da cui è emersa altresì la volontà di prolungare l’orario di chiusura dei pubblici esercizi fino alle ore 2:00 del giorno successivo a quello di riferimento;
DATO ATTO:
– che con Ordinanza Sindacale n. 88 del 12.04.2017 e ss.mm.ii. sono state adottate misure volte a contrastare il degrado urbano, a tutela delle esigenze di sicurezza urbana e di salute pubblica, nell’area “Centro Città”;
-che, con la medesima Ordinanza sono stati disciplinati i limiti di orario e prescrizioni per lo svolgimento di attività musicali durante manifestazioni anche a carattere temporaneo nell’ambito del “Centro Città”;
-che, al punto 3) dell’Ordinanza di che trattasi è previsto che il Sindaco, su proposta dell’Ufficio competente, può disporre eventuali deroghe in occasione di particolari eventi; che il Comune di Cassino ha favorito la realizzazione di un ricco programma di eventi e di manifestazioni che interesseranno il periodo estivo e che gli stessi richiameranno, fra l’altro, numerosi visitatori in Città;
-che la richiesta avanzata prevede manifestazioni in orario notturno, indi si rende opportuno provvedere alla deroga per il summenzionato periodo in vista degli eventi organizzati in centro Città;
VISTO l’art. 6 comma I lett. H) della legge 26 ottobre 1995 n. 447 il quale attribuisce al Comune la competenza a rilasciare autorizzazioni, anche in deroga, ai valori limite di cui all’art. 2 comma 3 per lo svolgimento di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico, aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo;
VISTO l’art. 3 comma 2 del D. Lgs. n. 267/2000, secondo cui il Comune è Ente Locale che rappresenta la comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo; TENUTO CONTO CHE trattasi di uno strumento di coinvolgimento e di aggregazione sociale, per cui detta deroga è compatibile con le esigenze di natura abitativa della zona;
CONSIDERATO che l’Amministrazione Comunale intende consentire, per le motivazioni innanzi richiamate, a tutti i pubblici esercizi che intendono aderire all’iniziativa di cui all’oggetto, di posticipare l’orario di chiusura fino alle ore 02:00;
VISTO l’art. 50 del D. Lgs. n. 267/2000;
ORDINA
– che dal 26.06.2026 al 26.09.2026, nelle sole serate del venerdì e del sabato le emissioni sonore cessino alle ore 01:30 del giorno successivo a quello di riferimento, ossia alle ore 01:30 del sabato e alle ore 1:30 della domenica, in deroga alla precedente Ordinanza Sindacale n. 88 del 12.04.2017 e ss.mm.ii;
– che, in ogni caso, dal 26.06.2026 al 26.09.2026 i pubblici esercizi che desiderano aderire all’iniziativa dovranno necessariamente chiudere alle ore 02:00 del giorno successivo a quello di riferimento, ossia alle ore 02:00 del sabato e alle ore 02:00 della domenica, manifestando la propria intenzione attraverso la pubblicazione dell’orario di effettiva apertura e chiusura del proprio esercizio mediante cartelli o altri mezzi idonei all’informazione;
CONFERMA
per il resto quanto non momentaneamente modificato e derogato dalla presente ordinanza, nel rispetto della normativa vigente;
INFORMA
che contro la presente Ordinanza è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale competente, ai sensi della L. n. 1034/1971 e ss.mm.ii, entro il termine di n. 60 (sessanta) giorni a decorrere dalla data di pubblicazione della presente, oppure, in via alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro il termine di n. 120 (centoventi) giorni a decorrere dalla data di pubblicazione, ai sensi del D.P.R. n. 1199/1971 e ss.mm.ii.
ORDINA
– di notificare la presente alla Confcommercio Lazio Sud, nonché a: Comando P.S., Comando Carabinieri, Distaccamento Polizia Stradale Cassino, Comando Compagnia Guardia di Finanza Cassino, Distaccamento Corpo Polizia Provinciale in Cassino, Area Tecnica Comune Cassino, Area Servizi Commercio Comune Cassino, Comando P.M.;
-la pubblicazione della presente ordinanza all’albo Pretorio On Line e sul sito istituzionale del Comune di Cassino.
Cassino, lì 26/06/2026
IL SINDACO Dott. Enzo Salera
I residenti non ci stanno e monta la polemica
Residenti e buona parte dei cittadini sono insorti “Perché a noi non hanno chiesto nulla? Perché non ci hanno ascoltati? Perché ignorano le nostre continue segnalazioni?”. Ma un incontro c’è stato, lo citano nel testo dell’ordinanza, con “i soggetti istanti e con alcuni esercenti”.
Ci sono poi riferimenti ad altre ordinanze sindacali con cui “sono state adottate misure volte a contrastare il degrado urbano, a tutela delle esigenze di sicurezza urbana e di salute pubblica, nell’area “Centro Città”.” Ovviamente è nel potere del sindaco applicare deroghe in casi eccezionali e per eventi straordinari ove ce ne sia richiesta.
E poi arriva il punto centrale della questione: “VISTO l’art. 3 comma 2 del D. Lgs. n. 267/2000, secondo cui il Comune è Ente Locale che rappresenta la comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo; TENUTO CONTO CHE trattasi di uno strumento di coinvolgimento e di aggregazione sociale, per cui detta deroga è compatibile con le esigenze di natura abitativa della zona“.
Ebbene il Comune rappresenta la comunità, ne cura gli interessi, ne promuove lo sviluppo e poiché gli eventi in questione rappresentano uno strumento di coinvolgimento e di aggregazione sociale la deroga è accettabile perché compatibile con le esigenze di natura abitativa della zona. Questo è quanto è stabilito nell’ordinanza. Le esigenze di chi magari la sera, dopo mezzanotte (orario previsto per la fine della diffusione musicale) vorrebbe aprire una finestra, provare a rinfrescare – non senza le difficoltà, viste le temperature – la propria abitazione. Che magari vorrebbe trascorrere qualche minuto in balcone senza dover convivere con il caos. O magari pensare a chi ha la sveglia alle 4 o alle 5 per andare a lavorare. Va benissimo l’estate, va bene lasciare che ci sia aggregazione, ma chi tutela invece quei cittadini che hanno altre esigenze e che le manifestano apertamente da anni?
E a salire sulle barricate sono in tanti, associazioni, consiglieri di minoranza come Sebastianelli e Incagnoli, anche esponenti di opposizioni extraconsiliari con Marrone della Lega. Ad intervenire a gamba tesa anche il dottor Spallino, da sempre in campo a difesa dell’ambiente e non solo.

“Fino a mezzanotte hanno carta bianca per fare serata. Non credo che un’ora e mezza in più possa fare la grande differenza a livello di aggregazione – ha tuonato un residente del centro, una delle aree che fa i conti con questi disagi tutto l’anno – Non ne riscontro la necessità. Se non quella di far fare più incasso a locali che non faranno eventi si spessore, ma probabilmente serate in musica per tutta la settimana. Anche perché di fatto in molti non rispettano mai gli orari e non mi pare di aver assistito a grandi controlli in merito. Quindi si fa comunque più tardi. Adesso chissà a che ora andremo a finire. Ma certo a chi importa di chi vive sopra questi locali o nelle immediate vicinanze, che importa se ci sono persone di una certa età o con bimbi piccoli, che magari non hanno climatizzatori e vorrebbero solo poter vivere sereni gli spazi della propria casa. Si parla di decoro, quel decoro di chi si ritrova con vomito e chiazze di urina maleodoranti, amplificate da queste temperature, davanti al portone e a ridosso dei cancelli. Questo non lo vede nessuno vero? Ah certo è l’inciviltà dei singoli, mica si può pretendere che si rispettino le regole della convivenza civile nella comunità. Però dobbiamo pensare allo “sviluppo” promuovendo musica fino all’1.30. Ah poi ricordiamo a chi ha attività che ha richiesto deroghe che lavoriamo anche noi, ma la mattina presto e vorremmo poter riposare. Poi mi venissero a dire amministratori ed esercenti che si può fare un sacrificio per l’estate, per far girare l’economia. A noi gira qualcosa, ma non di certo l’economia”. Non le mandano a dire i cittadini che si sentono totalmente ignorati. “Dove è finito il rispetto? Ci sentiamo proprio presi in giro. Vorrei anche dire a chi dice che la scelta di una casa in centro significa dover convivere con la confusione, che alcuni hanno case di proprietà da decenni quando la movida neanche esisteva e che comunque la convivenza civile deve esistere in tutte le aree della città, e nei confronti di tutti, non è che possiamo lasciare le nostre case perché bisogna sparare musica a palla fino alle 3 di notte”.
L’estate già bollente a causa di un clima infernale, rischia di raggiungere temperature ancora più elevate. Intanto i cittadini stanno valutando se presentare ricorsi o agire in difesa della qualità della propria vita.
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