Circa 1.500 enti hanno aderito alla definizione agevolata. Possibile regolarizzare vecchi debiti relativi a IMU, TARI, bollo auto e multe, con pagamenti anche fino a 54 rate bimestrali. Ecco chi può beneficiarne e quali sono le scadenze da rispettare.
A fare il punto è Vincenzo De Nisi, Segretario Provinciale Fenadip.
Una nuova opportunità per cittadini, lavoratori e famiglie che si trovano a fare i conti con vecchi debiti nei confronti degli enti locali. Dal 16 ottobre 2026 sarà possibile presentare domanda per accedere alla Rottamazione-quinquies delle entrate locali, la misura che consente di definire in forma agevolata determinati debiti affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione.
A comunicarlo è la stessa Agenzia delle entrate-Riscossione, che il 25 settembre scorso ha annunciato la pubblicazione dell’elenco delle Regioni e degli enti locali che hanno deliberato l’adesione alla misura. Si tratta di circa 1.500 enti che hanno scelto di applicare la definizione agevolata ai carichi relativi alle proprie entrate.
Una notizia importante, soprattutto in un momento nel quale tante famiglie devono fare i conti con il costo della vita, le difficoltà economiche e pendenze accumulate negli anni.
Con la definizione agevolata vengono infatti eliminati sanzioni, interessi e aggio. Restano dovuti il capitale e le spese di notifica e delle eventuali procedure esecutive.
Quali debiti possono rientrare nella rottamazione?
La misura, introdotta dall’articolo 10-quinquies del decreto-legge n. 38 del 2026, convertito dalla legge n. 88 del 2026, estende la definizione agevolata ai debiti tributari e non tributari degli enti territoriali affidati all’agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Tra le entrate potenzialmente interessate rientrano, ad esempio:
- IMU
- TARI
- bollo auto
- multe stradali
- altri debiti relativi alle entrate degli enti locali, nei limiti previsti dalla normativa
La possibilità di aderire non è però automatica per tutti. È necessario che l’ente interessato abbia adottato il provvedimento di adesione e che il debito rientri effettivamente tra i carichi ammessi alla definizione agevolata.
La misura non riguarda i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.
Attenzione: non tutti i debiti comunali sono inclusi
Un aspetto fondamentale riguarda le modalità con cui il debito è stato affidato alla riscossione.
La Rottamazione-quinquies per le entrate locali si applica ai carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Restano quindi fuori da questa specifica procedura i tributi che il Comune riscuote direttamente oppure quelli affidati a concessionari privati, per i quali potranno eventualmente essere previste altre forme di definizione agevolata sulla base delle decisioni del singolo ente.
Per questo motivo è indispensabile verificare sia l’elenco degli enti aderenti sia la posizione debitoria individuale, senza dare per scontato che tutte le cartelle relative a un Comune possano essere rottamate.
Le date da ricordare: dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
I contribuenti interessati potranno presentare la dichiarazione di adesione dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
Entro il 15 ottobre, l’Agenzia delle entrate-Riscossione renderà disponibili sul proprio sito le modalità telematiche per presentare la domanda. Nella stessa data, nell’area riservata, saranno consultabili i dati necessari per individuare i carichi che possono essere definiti.
Successivamente, l’Agenzia comunicherà l’ammontare delle somme dovute entro il 28 febbraio 2027.
Il pagamento potrà avvenire secondo due modalità:
- In un’unica soluzione, entro il 31 marzo 2027.
- A rate, fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, secondo le condizioni previste dalla normativa.
La definizione agevolata può rappresentare uno strumento concreto per chi possiede i requisiti, ma occorre verificare attentamente quali somme siano effettivamente dovute, quali benefici siano applicabili e quale piano di pagamento sia sostenibile nel tempo.
Il consiglio è quindi quello di non attendere l’ultimo momento: verificare la propria posizione, consultare l’elenco degli enti che hanno aderito e prepararsi per tempo alla presentazione della domanda.
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