Si è tenuto ieri pomeriggio presso la sala “Restagno”, con collegamenti ed interventi anche da remoto, l’incontro istituzionale dedicato al percorso di partecipazione per la candidatura nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco della serie “Gli insediamenti benedettini altomedioevali in Italia”.
L’iniziativa segna una fase avanzata di un percorso complesso e articolato avviato nel 2016 e promosso dal Ministero della Cultura. Il progetto punta all’iscrizione della rete dei monasteri benedettini – che include le abbazie di Montecassino, Subiaco, San Vincenzo al Volturno e Farfa – nel prestigioso elenco Unesco.
L’incontro ha visto una nutrita e partecipata rappresentanza istituzionale, tecnica e monastica. A fare gli onori di casa il sindaco Enzo Salera.
L’Ufficio Unesco del Mic, coordinato da Maria Assunta Peci, ha ribadito l’impegno ministeriale a tutela di questo patrimonio. Per il Ministero e il Fondo Edifici di Culto è stato evidenziato il ruolo cruciale nella custodia e gestione di molti dei complessi interessati.
Intervenuti da remoto per la Regione Lazio gli assessori Baldassare (Cultura) e Ciacciarelli (Protezione Civile) (con la conferma del sostegno formale e finanziario del progetto) e presenti il vice presidente della Regione Molise, Roberto Di Baggio, le Prefetture e le Province di Frosinone, Rieti e Isernia, insieme ai Comuni sedi delle abbazie (Cassino, Fara in Sabina, Subiaco, Rocchetta a Volturno, Castel San Vincenzo).
Coinvolte attivamente le comunità e le figure degli Abati di Montecassino (di alto profilo l’intervento di don Luca Fallica), Subiaco e Farfa, le quali incarnano il valore spirituale e culturale della regola benedettina.
Fondamentale il contributo del comitato scientifico, del redattore del dossier Ruggero Longo, di Ales S.pA e di Links Foundation.
Tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza storica, sociale e spirituale dell’eredità di San Benedetto. Oltre all’impatto sul patrimonio architettonico e paesaggistico è stato posto l’accento sulla dimensione etica ed europea: il messaggio di pace, ordine e disciplina della Regola benedettina (Ora ed labora), oggi quanto mai attuale; nonché sul coinvolgimento delle comunità locali e dei giovani, quindi l’importanza di rendere la storia dei monasteri un patrimonio vivo, accessibile e diffuso, stimolando la consapevolezza dei cittadini e delle nuove generazioni.
I lavori proseguiranno con tavoli tecnici di concertazione per la definizione finale delle responsabilità del Piano di Gestione, fondamentale per la tutela futura di questi beni straordinari.
Un lavoro partito per volontà del Ministero su tutto il territorio nazionale
Il Ministero della Cultura prosegue le attività per la candidatura del sito seriale “I complessi monastici benedettini altomedievali in Italia” all’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Dal 28 settembre al 2 ottobre 2026, con apertura a Cassino e conclusione a Farfa, si svolgerà una serie di incontri di partecipazione e confronto che coinvolgeranno le istituzioni, gli enti territoriali, le comunità monastiche e civiche interessate dal progetto.
“La candidatura dei Complessi monastici benedettini altomedievali in Italia al riconoscimento UNESCO presenta alla comunità internazionale un patrimonio di inestimabile valore storico e culturale – ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli – testimonianza di una tradizione che ha contribuito in maniera determinante alla formazione dell’identità europea. Un’eredità millenaria nella quale si intrecciano spiritualità, sapere, arte e paesaggio, espressione di una civiltà che ha saputo custodire e tramandare la conoscenza attraverso i secoli. Il progetto si distingue per la sua dimensione multidisciplinare, che coniuga Tutela, ricerca scientifica, archeologia e valorizzazione dei territori. La collaborazione tra istituzioni, comunità monastiche, enti locali e mondo accademico dimostra come la memoria storica possa tradursi in impegno condiviso, mirato a preservare le nostre radici e a trasmetterne il significato”.
L’attuale configurazione del progetto comprende quattro complessi monastici di eccezionale valore storico e culturale: Subiaco, Montecassino, Santa Maria di Farfa e San Vincenzo al Volturno. I siti costituiscono testimonianze fondamentali delle origini e dello sviluppo del movimento benedettino e custodiscono un patrimonio materiale, archeologico e spirituale che documenta il ruolo del monachesimo nella formazione della civiltà europea medievale.
Il coordinamento delle attività tecnico-scientifiche e istituzionali è affidato al Ministero della Cultura attraverso la Direzione generale Affari europei e internazionali – Servizio UNESCO del Dipartimento per l’Amministrazione generale, in collaborazione con il Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale, il Dipartimento per la Tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, il Dipartimento per le Attività culturali e Ales S.p.A.
Il MiC assicura inoltre il raccordo con le istituzioni centrali e territoriali coinvolte, tra cui il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, le Regioni, i Comuni, gli Enti Parco e le Comunità montane, oltre alle comunità religiose e al comitato scientifico. Nell’ambito di questo percorso, il Comune di Cassino ha manifestato la propria disponibilità a ospitare il futuro Segretariato permanente per la gestione del sito.
Secondo il cronoprogramma definito, il dossier sarà trasmesso all’UNESCO entro il 1° febbraio 2027, per essere sottoposto al ciclo di valutazione 2027-2028. La decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale è prevista nel corso del 2028.
L’intero procedimento si avvale del supporto degli uffici competenti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
CLicca qui per leggere ulteriori notizie



