“La vera parte lesa sono i cittadini” netto il consigliere di minoranza Incagnoli.
“Apprendiamo che, secondo il Sindaco, il vero problema della Villa Comunale non sarebbero i sigilli, né i dubbi sulla presenza di rifiuti interrati, ma chi chiede chiarezza e trasparenza. Un ribaltamento della realtà davvero singolare.
Se il Comune di Cassino si ritiene parte lesa, sappia il Sindaco che la prima parte lesa sono i cittadini. Sono loro oggi a ritrovarsi con un parco pubblico sequestrato, privato della sua funzione e con un interrogativo legittimo sulla sicurezza di un luogo simbolo della nostra città.
La Villa Comunale è un patrimonio collettivo e, quando sono in gioco ambiente e salute pubblica, nessuno può pensare di stabilire chi abbia il diritto di fare domande o chiedere risposte. Opposizione, associazioni, cittadini e comitati hanno il diritto e il dovere di vigilare quando è in gioco il bene comune.
La nostra posizione è sempre stata chiara: tutelare la città, senza strumentalizzazioni e senza alimentare paure, ma pretendendo controlli, trasparenza e responsabilità.
Proprio per questo, in Consiglio comunale, ho invitato più volte a non alzare barricate e a non dividere la città. Di fronte a temi così delicati non servono contrapposizioni ideologiche, ma collaborazione e senso di responsabilità. La sicurezza dei cittadini viene prima delle appartenenze politiche.
Troppo spesso, invece, davanti alle iniziative dell’opposizione abbiamo trovato chiusure e muri politici, quando sarebbe stato necessario un confronto sereno nell’interesse della comunità.
Il risultato, alla fine, è sempre lo stesso: a rimetterci sono i cittadini.
Non è la prima volta che accade. Di fronte alle proposte dell’opposizione si preferisce respingere, rinviare o evitare il confronto. Le dinamiche politiche possono cambiare, ma i problemi della città restano e ricadono sempre sulla comunità.
Già nel marzo 2025 avevamo chiesto la rimozione del terreno di riporto, anche come forma di autotutela per la stessa amministrazione. La risposta che ricevemmo fu sprezzante e offensiva, soprattutto nei confronti dei cittadini che rappresentiamo. La sicurezza di un’area pubblica, però, non si valuta con supposizioni o opinioni personali: servono analisi, controlli e dati scientifici.
Non dimentichiamo inoltre che quel terreno di riporto insisteva su un’area dove in precedenza sorgeva un’officina, successivamente abbattuta. Durante i lavori erano emersi a vista materiali riconducibili proprio a quell’attività, come tubi, fari e componenti meccanici. Davanti a elementi concreti era doveroso porsi delle domande e chiedere verifiche approfondite.
Non eravamo soltanto noi a sollevare preoccupazioni: numerosi cittadini avevano manifestato dubbi sulla sicurezza di quell’area. Per questo abbiamo ritenuto nostro dovere chiedere attenzione e controlli, non per creare allarmismo, ma per tutelare la salute pubblica e garantire ai cittadini le risposte che meritano.
A questo si aggiunge l’episodio del lavaggio della betoniera nel fiume: un fatto grave che richiamava comunque la necessità di maggiore vigilanza e attenzione nella gestione dei lavori pubblici.
L’amministrazione aveva e ha il dovere di controllare, vigilare e assumersi le proprie responsabilità. Le responsabilità politiche e amministrative non possono essere cancellate con lo scaricabarile.
Vogliamo inoltre chiarire un aspetto fondamentale: noi non minacciamo nessuno e non auguriamo il male a nessuno. La nostra è una battaglia politica e istituzionale, condotta alla luce del sole e nell’interesse esclusivo della collettività.
Chi ricopre un ruolo pubblico non può considerare ogni richiesta di chiarimento come un attacco personale. Il Sindaco, prima ancora di essere una figura politica, è il primo cittadino: ha il dovere di ascoltare, garantire sicurezza, tutelare la salute pubblica e dare risposte alla comunità.
Noi non abbiamo paura della verità. La pretendiamo.
L’auspicio di tutti è che nella Villa Comunale non vi sia alcuna criticità e che il parco possa tornare presto a disposizione delle famiglie, sicuro, fruibile e vissuto dai cittadini.
Ma se dagli accertamenti dovessero emergere problemi, continueremo a chiedere con forza che venga fuori tutta la verità. Lo faremo per i nostri concittadini, per i loro figli e per le generazioni future.
Perché la salute, l’ambiente e il patrimonio pubblico vengono prima di qualsiasi appartenenza politica.
Ben vengano quindi l’incidente probatorio e i carotaggi dei periti. Non ci interessa lo scontro politico: ci interessa che venga fatta piena luce e che sia garantita la sicurezza della comunità.
Chiedere trasparenza non è una colpa. Vigilare non è un attacco. Difendere la propria città è un dovere.
E continueremo a farlo, a testa alta, senza farci intimidire da nessuno”.
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