Incendio a San Giorgio, le paure dei cittadini “Vogliamo chiarezza”

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Sono trascorsi ormai due giorni dal maxi incendio che ha devastato la RematLazio di San Giorgio a Liri. I vigili del fuoco al lavoro da più di quarantott’ore per sedare le fiamme sono ancora sul posto. Ieri si è tenuta una riunione in Comune durante la quale il commissario prefettizio con le autorità presenti, vigili del fuoco, carabinieri e Arpa, ha fatto il punto della situazione rispondendo alle domande dei cittadini.

E’ stata installata una centralina a 600 metri dal luogo dell’incendio e si attendono i primi risultati che dovrebbero arrivare già da oggi, ma i dubbi dei residenti sono tanti.

Uno dei punti principali è stato posto all’attenzione della dottoressa Scala da Francesco Lavalle ex Sindaco del Comune della Valle dei Santi che ha evidenziato: “A seguito dell’incendio che si verificò nel sito nell’aprile del 2025 presentai un esposto per chiedere che venissero fatte adeguate verifiche e per sottoporre all’attenzione delle Istituzioni la problematica. L’incendio si registrò, casualmente, sempre di domenica. So che a gennaio c’è stato un sopralluogo sul sito ma a febbraio l’amministrazione è caduta e non ho avuto più possibilità di controllare l’iter di quanto accaduto. Ad oggi ci troviamo con un rogo devastante di portata immensa senza risposte e con tanta paura. Siamo tutti profondamente scossi. Dopo l’incendio credo che il sentimento che accomuna ognuno di noi sia la preoccupazione. Preoccupazione per la nostra salute, per l’aria che stiamo respirando da ieri e che respireremo per chissà ancora quanti giorni. Preoccupazione per la sicurezza del nostro paese e del territorio circostante, colpito di nuovo a distanza di poco tempo”.

Lavalle in prima fila “Richiederò accesso agli atti per fare chiarezza”

Lavalle ha anche pubblicato sui social una riflessione “In questo momento, il nostro Comune è commissariato e sentiamo una mancanza di risposte immediate e chiare. Credo, invece, che, di fronte a un’emergenza simile, ci sia un estremo bisogno di concretezza, chiarezza e competenza. Non possiamo restare a guardare.

Come cittadino, sento il bisogno di un filo diretto tra chi vive a San Giorgio a Liri e le autorità competenti.

Già da subito richiederò accesso agli atti e i rapporti tecnici dell’ARPA Lazio relativi a quanto accaduto per fare chiarezza e restituirli in modo semplice e trasparente a chi si interroga sul da farsi e si chiede dove porterà questo disastro.

Ogni cittadino di San Giorgio a Liri ha il diritto di sapere esattamente cosa è successo e quali sono i rischi reali. Insieme ad altri concittadini abbiamo deciso di mobilitarci attraverso un comitato civico. Invito quanti sono interessati ad aderire. La prima azione che faremo sarà sollecitare il Commissario affinché venga istituito un tavolo tecnico-cittadino permanente sulla sicurezza industriale e ambientale. Come avevamo già cominciato a fare nei mesi addietro, proseguiremo nell’impegno per la tutela del paese. La questione è chiara: dobbiamo smettere di rincorrere l’emergenza e iniziare a pianificare con la dovuta attenzione la sicurezza di questo territorio. In ballo c’è qualcosa di estremamente importante: la nostra salute”.

L’ordinanza

A seguito dell’incendio sviluppatosi presso lo stabilimento Remat e considerata l’estensione della nube di fumo verso il centro, si invita tutta la popolazione residente, domiciliata o dimorante nel Comune di San Giorgio a Liri, ad adottare, fino a nuova comunicazione, le seguenti misure precauzionali:

  • mantenere chiuse porte, finestre e ogni altra apertura;
  • disattivare, ove possibile, gli impianti di condizionamento e ventilazione che immettono aria dall’esterno;
  • limitare le uscite ai soli casi di effettiva necessità;
  • sospendere le attività all’aperto;
  • lavare accuratamente frutta e ortaggi coltivati all’aperto prima del consumo;
  • tenere gli animali domestici e da cortile al chiuso, proteggendo cibo e acqua da eventuali ricadute di fumi e ceneri.

E sono tanti i cittadini di San Giorgio e dell’intero territorio che chiedono di essere informati. Da Esperia a Pontecorvo, passando per Castrocielo, Pignataro, Cassino, e tanti altri. I residenti sentono nell’aria un forte odore di bruciato e, se si tiene conto del fatto che nel sito sono ancora in corso le opere si smassamamento dei materiali da parte dei vigili del fuoco, si può ben immaginare che la situazione è tutto fuorché che risolta. Per i rilievi le forze dell’ordine dovranno attendere che il sito sia messo in sicurezza. Intanto i cittadini disperati chiedono a gran voce di avere comunicazioni, sono oltre due giorni che, con queste temperature, sono chiusi in casa nel rispetto delle indicazioni emesse nell’ordinanza.

Cittadini in allerta

“Non viviamo, fa caldissimo, l’odore è forte, non sappiamo cosa abbiamo respirato negli ultimi due giorni, chi ha i bimbi piccoli o persone anziane e si è potuto spostare lo ha fatto. Ma non è facile per tutti. In tanti hanno perso tutti i prodotti degli orti, magari sembra una sciocchezza, ma c’è chi ci va avanti tutta l’estate in casa o che riesce a guadagnare qualcosa andando al mercato. Per ora non sappiamo nulla, anche i lavoratori delle aziende limitrofe non riescono a raggiungere gli stabili poiché, giustamente, le aree sono necessarie agli spostamenti dei mezzi dei vigili del fuoco che stanno lavorando. Ci aspettano giornate ancora difficili. E silenzi che pesano. Le frasi di circostanza non ci aiutano, i guai resteranno alle persone”.

“Nessuno deve creare allarmismo, ma non si può pretendere che i cittadini restino in attesa di informazioni”

E sui social i cittadini traggono le prime conclusioni. Questo il post di Lello Branca.

“Quello che è successo a San Giorgio a Liri non è una notizia qualunque.

L’incendio che ha interessato lo stabilimento Remat nella zona industriale è probabilmente uno degli episodi più importanti e preoccupanti che il nostro paese abbia vissuto negli ultimi anni. Non solo per le fiamme, già impressionanti, ma per tutto quello che questo evento porta con sé: ambiente, salute, sicurezza, controlli, comunicazione ai cittadini e futuro della ns. zona industriale.

Nel primo pomeriggio una densa colonna di fumo nero si è alzata dall’area dello stabilimento, visibile anche da diversi Km di distanza. Molti cittadini l’hanno vista direttamente dalle proprie case, altri l’hanno fotografata dai paesi vicini. Un’immagine forte, difficile da dimenticare, perché quando il fumo è così scuro ed esteso è normale che la popolazione si faccia domande.

Sul posto sono intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate a contenere le fiamme e a mettere in sicurezza l’area, anche per evitare che l’incendio potesse estendersi ai terreni e alle zone circostanti. Presenti anche le forze dell’ordine, il personale sanitario e gli specialisti chiamati a valutare eventuali rischi legati alla combustione dei materiali coinvolti.

La cosa positiva, almeno dalle prime informazioni, è che non risultano feriti. Ma questo non basta a chiudere il discorso.

Quando un incendio interessa un impianto in cui possono essere presenti carta, cartone, plastica o altri materiali della raccolta differenziata, non si può parlare di un semplice fatto di cronaca. La combustione di questi materiali può generare fumi pesanti, odori forti, polveri e possibili ricadute che devono essere controllate con attenzione.

In queste ore molti cittadini si stanno chiedendo cosa abbiamo respirato, cosa può essere caduto su orti, giardini, terrazzi, auto, terreni, animali e coltivazioni. Sono domande legittime. Nessuno deve creare allarmismo inutile, ma allo stesso tempo nessuno può pretendere che le persone restino tranquille senza informazioni chiare, tempestive e comprensibili.

Proprio per questo, io e tanti altri imprenditori di San Giorgio a Liri abbiamo scelto di restare chiusi oggi. Non è stata una decisione presa a cuor leggero, perché ogni attività che resta chiusa subisce comunque un danno. Ma davanti a una situazione del genere abbiamo ritenuto più importante tutelare l’incolumità dei clienti, dei lavoratori e delle persone che ogni giorno frequentano le ns. attività.

Credo che in momenti come questo la prudenza non sia mai sbagliata.

Quando succede un evento del genere, la comunicazione è fondamentale. Le persone devono sapere cosa fare: se tenere chiuse porte e finestre, se evitare attività all’aperto, se proteggere animali e mangimi, se lavare con maggiore attenzione frutta e ortaggi, se usare o meno condizionatori e sistemi di ventilazione. Sono indicazioni semplici, ma in situazioni come queste fanno la differenza.

Sulle cause dell’incendio bisogna essere prudenti. È inutile rincorrere voci, accuse o ricostruzioni non confermate. Saranno gli organi competenti a stabilire cosa sia realmente accaduto. Parlare senza elementi certi può solo creare confusione.

Quello che invece si può dire con certezza è che San Giorgio a Liri merita risposte.

Risposte su cosa è bruciato realmente.
Risposte sui valori dell’aria.
Risposte su eventuali ricadute al suolo.
Risposte sulle misure di sicurezza presenti nell’impianto.
Risposte sui controlli effettuati prima e dopo l’incendio.
Risposte su cosa dovrà accadere ora in quell’area.

Non è una questione politica, non è una questione di tifoserie e non è il momento di dividersi. È una questione che riguarda tutti: chi vive vicino alla zona industriale, chi ha bambini, chi ha anziani in casa, chi coltiva un orto, chi lavora nelle attività vicine e chi semplicemente vuole sapere se il territorio in cui vive è tutelato.

San Giorgio a Liri è un paese piccolo, ma quello che è successo non è piccolo. Una nube di fumo nero sopra le nostre case non può passare come una notizia di un giorno, da dimenticare appena le fiamme si spengono.

Ora servono calma, serietà e informazioni ufficiali. Ma serve anche attenzione da parte dei cittadini, perché certi episodi devono diventare occasione per capire meglio cosa c’è sul nostro territorio, quali rischi esistono e quali strumenti abbiamo per prevenirli.

Un ringraziamento doveroso va ai Vigili del Fuoco, alle forze dell’ordine, ai sanitari e a tutti gli operatori intervenuti sul posto in una situazione sicuramente difficile.

Adesso però la cosa più importante è una: fare piena chiarezza e tenere informata la popolazione, passo dopo passo”.

E il territorio del Cassinate della Valle dei Santi deve scendere in prima fila a sostegno dei cittadini di San Giorgio e di tutti i comuni interessati dalle conseguenze dell’incendio.

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