C’è grande attesa per l’arrivo del Cardinale Pierbattista Pizzaballa a Montecassino. Il Patriarca di Gerusalemme arriverà presso l’Abbazia benedettina giovedì 9 luglio. Venerdì 10 luglio, nel corso di una cerimonia, alla presenza di alte cariche istituzionali, il Padre Abate di Montecassino Dom Luca Fallica consegnerà il premio internazionale “Pacis Nuntius 2026”. Un riconoscimento istituito dall’Abbazia di Montecassino per promuovere l’impegno concreto per la pace, sempre nel cammino verso il Giubileo del 2029. La prima edizione del premio, che si è tenuta lo scorso 20 marzo, in occasione delle celebrazioni per il transito di San Benedetto, è stata assegnata al Patriarca latino di Gerusalemme, per il suo costante impegno nel favorire il dialogo e la riconciliazione. In quella circostanza il Cardinale Pizzaballa è intervenuto in videocollegamento da Gerusalemme, non potendo ritirare il premio di persona, ma aveva annunciato la sua visita a Montecassino in occasione della festa di San Benedetto. Proprio venerdì, nella vigilia della festa del Patrono d’Europa, il Cardinale potrà ricevere di persona il riconoscimento. Prima della cerimonia di consegna dedicherà un breve spazio alla stampa. Al termine della cerimonia, che si terrà nella prestigiosa Sala Capitolare dell’Abbazia, una rappresentanza della Banda della Gendarmeria dello Stato di Città del Vaticano renderà omaggio all’alto prelato nella splendida cornice del Chiostro dei Benefattori. Ad accogliere il Cardinale ci saranno tra gli altri una delegazione di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ed una rappresentanza dei manifestanti che la scorsa settimana si sono riuniti in un lungo corteo contro la guerra. “Il premio Pacis Nuntius – dichiara l’Abate Fallica – riprende il titolo della Lettera apostolica con cui san Paolo VI, il 24 ottobre 1964, qui a Montecassino proclamava Benedetto patrono principale d’Europa, definendolo appunto “testimone di pace”. Paolo VI stesso è stato un grande testimone e operatore di pace e proprio qui, a Montecassino, in quell’occasione ha pronunciato parole forti e indimenticabili sul tema della pace, ricordando le parole stesse con cui Gesù ha proclamato beati gli operatori di pace. Siamo quindi molto contenti di poter personalmente consegnare ora il premio al Card. Pizzaballa, che sulla scia di San Benedetto, di San Paolo VI, di tanti altri uomini e donne, è anch’egli un testimone e un operatore di pace nel contesto drammatico che stiamo vivendo, in Palestina così come in tante, troppe parti del mondo. Oggi, come ieri, non mancano i testimoni e gli operatori di pace. Forse ciò che manca è la nostra capacità a volgere loro lo sguardo, a fissare con attenzione la loro testimonianza, ad ascoltare la loro profezia, perché purtroppo altre parole, molto diverse, che vogliono indurci a credere che le logiche della guerra siano ineluttabili, sembrano prevalere e imporsi. Con questo premio desideriamo perciò non solo esprimere la nostra riconoscenza a una personalità che fattivamente opera per la pace, ma aiutare lo sguardo di molti a convergere su quanti ci annunciano, con la loro parole e con il loro gesti, che la pace è possibile ed è necessaria”.
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