Una visita speciale quella di Anna Teresa Formisano, Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità, presso le case famiglia della coop I Naviganti. Un pomeriggio diverso, tra una merenda a base di succo di frutta e biscotti e una passeggiata in giardino.
Non una semplice visita di piacere, seppur la Formisano abbia di fatto trascorso diverse ore a chiacchierare con i piccoli ascoltando racconti sulla scuola e sulle attività svolte anche con gli amichetti.
Padrona di casa la dottoressa Simona Di Mambro che ha evidenziato al Garante una problematica molto seria con la quale, purtroppo, i ragazzi e lo staff fanno i conti tutti i giorni. Si perché quando si parla di bambini e ragazzi che vengono accolti in casa famiglia spesso non si ha un quadro completo, e soprattutto non si associa la disabilità a quella che possa essere, oltre che una disabilità evidente e visibile, a una disabilità emotiva, psicologica. I bambini che vengono da famiglie problematiche e che, in molti, moltissimi casi, hanno assistito o sono stati vittime di abuso, portano dentro delle crepe e delle rotture che vanno curate, comprese, capite. Un lavoro che deve essere portato avanti a 360 gradi e che prevede la presenza di più figure professionali. Ma l’accesso ai servizi a livello locale diventa invece un buco nero, non solo non ci sono risposte, ma ci sono proprio veti. “In pratica i bambini che sono da noi e che avrebbero bisogno di accedere ai servizi e alle cure non possono farlo perché non sono residenti, ma solo domiciliati. Dovrebbero far riferimento ai luoghi di origine e alle loro Asl territoriali. Ma come possiamo pensare di portare i bambini nei luoghi e negli ambienti dai quali sono stati portati via per essere messi in sicurezza. Come possiamo pensare di poterli aiutare con terapie, incontri e visite che abbiano cadenza anche settimanale o più frequente ove necessario, se dobbiamo addirittura portarli in comuni distanti dai quali sono stati allontanati per tutelarli?”. Un’analisi accurata che la dottoressa Di Mambro ha portato alla luce non senza amarezza.




La risposta della Formisano non si è fatta attendere “E’ ovvio che qui il problema sia un problema di sistema e che non sia di una sola struttura o di un solo Comune di appartenenza, ma dell’intero territorio regionale. E’ per questo che raccolgo immediatamente questa segnalazione. In attesa di una relazione che spieghi nel dettaglio la criticità con le informazioni necessarie, già posso garantire che mi occuperò immediatamente per attivare le realtà interessate e modificare questa “falla” del sistema per poter offrire risposte concrete. In primis per garantire i mezzi adeguati ai professionisti che ogni giorno lavorano per il benessere dei bambini. Ma soprattutto per loro, per i bimbi e i ragazzi che hanno già dovuto fare i conti troppo presto con una vita fatta di difficoltà, di traumi e di vicende che noi adulti dovremmo prevenire ed evitare e che sono difficili da gestire anche con la maturità e con l’esperienza data dall’età”.
Consegnata a Di Mambro la targa Grest della Giunta Regionale, un riconoscimento per le attività che da decenni la cooperativa svolge sul territorio e non solo.
I ragazzi hanno donato una pianta al Garante, un alberello con dei fiori colorati, un simbolo di speranza, di futuro e di allegria in un mondo provato, troppo spesso, da tristezza e brutture. Ferito da indifferenza e da una burocrazia che tiene conto di scartoffie e normative sterili invece di guardare negli occhi la realtà, fatta invece di volti, di storie, di persone vere.
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