Da Cassino alla Valle d’Aosta, Alessandro Fargnoli finisce sul Gambero Rosso

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Alessandro è andato via da Cassino qualche anno fa, si è lasciato alle spalle la città martire per costruire il suo futuro. E ci è riuscito piuttosto bene. Giovanissimo e con tanta voglia di fare è ora il titolare di un locale “Dal Fornaro del Castello”,” a Saint-Pierre, premiato dal Gambero Rosso. E questa è solo una parte di una storia che ha ancora molto da raccontarci.

Sguardo profondo ed entusiasmo da vendere, Alessandro Fargnoli, nato sotto il segno dei pesci, classe ’86 è una fonte di ispirazione per i suoi coetanei, ma anche per i più giovani. Sembra un ragazzino ma ha alle spalle già molte esperienze lavorative, sia a “casa” che all’estero e poi in diverse zone d’Italia. Una strada non sempre facile, a volte tortuosa, a volte insidiosa, che, pur tra una difficoltà e l’altra, lo ha portato a conquistare un importante riconoscimento del Gambero Rosso.

Sei giovanissimo, sei andato via da Cassino e hai lavorato sia all’estero che in Italia. Quale è stato il tuo percorso e come mai hai deciso di andare via?

“Sin da quando ero ragazzino ho dato una mano al bar di papà, per imparare un mestiere, diceva lui. È da piccolo che mi sono innamorato del lavoro di sala, del servire i clienti. Mio papà, mio zio lavoravano nei loro bar o ristorante e io mi divertivo come un matto dietro al bancone e in mezzo ai tavoli. Poi a 20 anni ho capito che se volevo veramente diventare qualificato in questo lavoro, avevo bisogno di fare esperienza altrove. Sono andato al nord, alle rotonde di Garlasco, dove già altri miei parenti emigrati avevano lavorato. Facevo il cameriere al ristorante e, finito lì, il barman alla discoteca. Sono successivamente tornato a Cassino per qualche tempo, ma sentivo che il mio percorso non era che all’inizio, che avevo bisogno di specializzarmi maggiormente e in diversi ambiti. Sono quindi andato a a Londra, dove sono stato due anni. Ho iniziato come lavapiatti, me ne sono andato come chef”.

Dopo essere rientrato in Italia ha deciso di restare al Nord. Ti sei sentito a tuo agio, hai riscontrato particolari difficoltà a stare “lontano da casa”?

“Dopo Londra mi sono spostato a Piombino, dove ho lavorato in un’osteria  che in alta stagione faceva 160 coperti.  Infine sono approdato a Courmayeur nel 2018, finalmente assunto come maître. Come tutti i colleghi ho patito il periodo del COVID, dopo il quale, tornato al lavoro, mi sono sentito cambiato. Avevo l’impressione che fare il cameriere non fosse più abbastanza per trovare la mia felicità. E da lì è iniziata l’avventura dell’apertura del mio ristorante”.

Grazie all’impegno e alla dedizione sei riuscito a dare vita a una realtà particolarmente apprezzata in tutto il territorio. Quale è stato il segreto?

“Mi sono guardato intorno e ho capito che bisognava portare in valle qualcosa che mancava. Sono partito dall’idea che il Fornaro non potesse essere l’ennesima pizzeria, serviva un prodotto innovativo e unico. Da lì l’idea delle pizze gourmet, dell’impasto dalla tradizione napoletana unito a rivisitazioni in chiave contemporanea di ottima materia prima. Il tutto supportato da un menù di cucina che non si limita alle solite paste al sugo, ma è un menù di ricerca, ricco di pesce fresco e prodotti di alta qualità”.

Il tuo locale ha ottenuto un importante riconoscimento con il Gambero Rosso. Ci spieghi di cosa  si tratta? E cosa rappresenta per te e per la tua squadra?

“Entrare nella guida delle pizzerie d’Italia gambero rosso è uno dei riconoscimenti più entusiasmanti per un ristoratore. La guida premia le eccellenze della ristorazione italiana. Esserci entrati dopo appena un anno di apertura è un grande onore e una grande gratificazione. Abbiamo ottenuto, tutti insieme, un certificato di bontà e qualità”.

Il mio obiettivo è quello di portare avanti il percorso che ho intrapreso, al meglio e con determinazione, come ho sempre fatto, in tutti gli ambiti. Allargare la mia famiglia e godermela, allargare l’attività e migliorarla ancora. Durante il prossimo periodo di chiusura costruiremo un nuovo dehors, raddoppieremo i coperti, rifaremo il forno”.

Oggi sei un imprenditore, stai mettendo su famiglia, quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato?

“Il mio obiettivo è quello di portare avanti il percorso che ho intrapreso, al meglio e con determinazione, come ho sempre fatto, in tutti gli ambiti. Allargare la mia famiglia e godermela, allargare l’attività e migliorarla ancora. Durante il prossimo periodo di chiusura costruiremo un nuovo dehors, raddoppieremo i coperti, rifaremo il forno. 

Un anno fa non avrei mai pensato di entrare nella guida Gambero Rosso. Tra un anno, spero che saremo andati ancora più lontano”.

Cosa consiglieresti a un giovane come te che ha voglia di fare, di riscattarsi e di costruire il suo futuro?

“A un giovane collega ambizioso consiglierei di viaggiare, di formarsi, di tenere sempre a mente il suo valore professionale. E poi di crederci, di provarci, di non ascoltare chi ci dice che non siamo capaci. Con disciplina, determinazione, tenacia, pazienza, i sogni si possono realizzare”.

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