Cassino, la legalità fa “tappa” alla Di Biasio

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Si è svolta giovedì 20 aprile 2023, presso l’auditorium del Primo Istituto Comprensivo di Cassino, una conferenza che si colloca nell’ambito del progetto d’Istituto “Seminiamo legalità”. L’evento ha permesso agli alunni delle classi terze di ascoltare e porre domande a don Aniello Manganiello, parroco anticamorra di Scampia, fondatore dell’associazione “ULTIMI-Associazione per la legalità e contro le mafie” nonchè di una scuola di calcio nell’oratorio “Don Guanella” e al Tenente Antonio Sarno, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Cassino.

Ospiti illustri

Dopo i saluti di rito del dirigente e del sindaco di Cassino, ha preso parola l’Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, che dopo aver illustrato tutte le prerogative dell’Istituzione e aver proiettato delle immagini sul tema del bullismo e del cyberbullismo, ha esposto alcune sue esperienze professionali, accolto domande e costruito un dibattito con i ragazzi per far capire e riflettere su quali sono i comportamenti sociali distruttivi per la propria e altrui persona e le conseguenze legali di un utilizzo improprio dei cellulari che, in alcune situazioni, hanno arrecato seri danni alla psiche dei giovani con conseguenza in alcuni casi dall’epilogo tragico. 

La testimonianza di don Manganiello

Ha preso poi la parola don. Aniello Manganiello, che ha portato la testimonianza del suo operato sociale a favore di tutte le persone disagiate che vivono in una realtà difficile come quella del quartiere di periferia di Scampia di Napoli, dove svolge la sua opera di sacerdote, combattendo la criminalità strappando alla manovalanza della camorra molti giovani che accoglie nei centri di recupero. La sua denuncia della presenza delle organizzazioni malavitose attraverso i media, a cui sono seguite le minacce, è un esempio di come si può avere parte attiva nel miglioramento della nostra società. Ha fatto riflettere i ragazzi su come spesso subiscono ideologie sbagliate come quelle riportate dai film di camorra che sono l’esaltazione del male, un modello negativo per la gente comune perché si avvalgono solo di personaggi cattivi, escludendo figure positive, garanti delle Istituzioni, della legalità, come medici, forze dell’ordine, parroci, che si prodigano per il benessere della società.

Denunciare. Sempre.

Ha fatto riflettere anche sull’importanza di denunciare, come lui stesso ha fatto, i soprusi, lo sfruttamento.

“Vivere nell’illegalità significa vivere inesorabilmente nell’ignoranza”. Questo è il principio fondamentale che i giovani studenti hanno appreso dalle parole dei relatori. Studiare per crescere culturalmente significa avere le armi per non cadere nelle insidie della vita e vivere in armonia sociale.

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