Una mano di colore non basta

Cassino, A.D. 2022. Sono passati milioni di litri d’acqua sotto i ponticelli della villa comunale da quando sono stati installati e poco dopo chiusi i bagni pubblici. Sembrava l’inizio di una fase di rinnovamento della villa comunale di Cassino, che avrebbe permesso ai suoi frequentatori di non dover uscire per raggiungere il primo bar nel caso di “urgenze fisiologiche”, ed invece poco dopo la loro installazione e dopo alcuni episodi di vandalismo, le due cabine dei servizi igienici sono state chiuse e lasciate li a dare ulteriore spazio agli “spruzzatori seriali” di graffiti. Spazio evidentemente fondamentale dato che le pareti perimetrali erano già tutte utilizzate.

Si sarebbe potuto partire dall’installazione dei servizi igienici per arrivare a rendere finalmente vivibile al 100% un polmone verde della città che quotidianamente ospita e vede passeggiare decine di runners, di studenti universitari e non, di anziani e famiglie al completo.

Sarebbe bastato sfruttare i notissimi finanziamenti per l’installazione di telecamere wifi che avrebbero permesso un controllo di sicurezza notte e giorno per tutti i giorni, 24/7 come dicono “quelli bravi”. Che senso ha, invece, installare nuovi giochi per bambini senza togliere la ruggine a quelli vecchi lasciandoli lì alla mercé degli atti di vandalismo?

Mettersi a fare l’elenco delle cose lasciate a se stesse sarebbe inutile, lungo e non risolutivo. Però fino a quando si parla di vernice scrostata, di giochi rotti, di erba incolta possiamo anche soprassedere, ma quando si parla di sicurezza non è il caso di tacere.

Il tombino in foto non è in un angolo remoto di Cassino, vicino il quale passano solo gatti, cani e cinghiali (discorso da aprire e difficilmente da chiudere), quel tombino è lì da sempre, vicino la fontanella, l’unica della villa comunale, quella dove chiunque ha sete va’ a bere, perché l’altra più vicina è in piazza Diamare. Tralasciando lo scolo inesistente dell’acqua sull’asfalto, ma come si può bere in sicurezza? Come si può lasciare uno spazio così accessibile ai bambini?

Perché dobbiamo sempre aspettare che qualcuno ci cada, si faccia male e se coraggioso denunci il comune? Perché a pagare dobbiamo essere sempre noi, visto che già paghiamo le tasse?

Ebbene, possiamo passare tutte le mani di colore sui “muri liberi” della città, ma ci sono zone altrettanto “libere” che meritano di dare la libertà a chiunque di frequentarle. Cassino merita di più di una mano di colore.

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