Una grande ciclabile del cassinate tra le proposte del PNRR

Tra i 467 progetti presentati in risposta al bando di idee “Lazio in transizione” scaduto il 17 gennaio non potevano mancare le proposte di Animafamily in materia di tutela del patrimonio naturale, cura del territorio e delle aree dismesse. L’ Associazione di promozione sociale pontecorvese, nota per l’ideazione e la realizzazione dell’innovativo Parco urbano di Monte Menola, ha presentato un insieme di proposte utili all’elaborazione del Piano Regionale della Transizione Ecologica e all’assegnazione delle risorse del PNRR e degli altri fondi Ue.

Il Parco urbano


Il Parco urbano di Monte Menola è oggi una splendida realtà di Rigenerazione Urbana di un Bene Comune in disuso, un “esperimento civico” perfettamente riuscito” dichiara Gianfranco Caporuscio, Presidente Animafamily”. Nel parco sono attualmente presenti una sentieristica per trekking e mtb, un’area picnic, un’area giochi, un percorso sensoriale per bambini, una pista polivalente per bmx e modellismo, tutto a disposizione dei visitatori gratuitamente.
In questo contesto già acquisito si rende necessario un “collegamento sostenibile” con la città ed il territorio ed una “sostenibilità economica” per garantire lo standard di servizi gratuiti erogati ed il Piano di Transizione Ecologica potrebbe soddisfare ambedue le necessità.

Collegamento sostenibile

Il progetto presentato prevede il completamento del rifugio Casetta degli alberi e la sua destinazione a Centro di Educazione Ambientale, oltre a una stazione di noleggio E-Bike e a una teleferica.
Il collegamento sostenibile dovrebbe invece avvenire connettendo il Parco di Monte Menola tramite una Ciclabile che lo colleghi al centro città e dovrebbe essere parte integrante del Cammino dei Briganti del Lazio Meridionale (dalle Gole del Melfa di Roccasecca, lungo il Liri fino a Pontecorvo) che a sua volta si innesta nel futuro Grande Raccordo Ciclabile del Cassinate per la mobilità sostenibile, Il G.Ra.Ci.Ca.

Collegare dieci comuni del Cassinate


“Quest’ultimo permetterebbe di collegare attraverso la mobilità sostenibile e dolce oltre dieci comuni del cassinate, le stazioni ferroviarie di Cassino, Piedimonte S. G. Aquino e Roccasecca, l’Università di Cassino, le scuole, la FCA, l’indotto e vari insediamenti produttivi. L’aspetto turistico – spiega ancora Capouscio – troverebbe giusto risalto nelle diramazioni verso l’interno del Raccordo, verso attrazioni cicloturistiche quali Aquinum, gli scavi di Interamna e verso l’esterno con monte Cairo, le Mainarde e gli Aurunci.
L’intera idea progettuale si inserisce tra le iniziative volte a perseguire gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030, nello specifico l’obiettivo 11 “Città e comunità sostenibili” e l’obiettivo 13 “Lotta contro il cambiamento climatico”.

In linea con le strategie della Regione


Risulta inoltre pienamente coerente con gli obiettivi fissati dalla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile tra cui:
-promuovere la valorizzazione di piccoli centri/comunità in un’ottica integrata con il settore della cultura e del turismo al fine di dare impulso allo sviluppo locale.
-valorizzare il ruolo dello sport
-promuovere il recupero e il riuso degli spazi e degli edifici pubblici in un’ottica di tutela dell’ambiente, contenimento di uso del suolo, messa in sicurezza ed efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico (Rigenerazione Urbana).
-valorizzare il ruolo dei Parchi urbani e periurbani per migliorare la mobilità urbana.
Potrà quindi contribuire in maniera determinante al processo di Transizione Ecologica del territorio del Lazio meridionale e del Cassinate, coinvolgendo una comunità di oltre centomila cittadini e centrando contestualmente gli obiettivi del PNRR (M2C2) per quanto riguarda lo sviluppo del trasporto locale sostenibile.

“Oggi i tempi sono maturi per dotare anche questo territorio di una ciclabile, la coscienza ambientale è diventata più sensibile e le stesse associazioni dei comuni attraversati, in collaborazione con le amministrazioni locali potrebbero favorire quella valorizzazione che è sempre mancata”. Conclude Gianfranco Caporuscio.

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