La piazza, le allodole e le armi di distrazione di massa

Premettiamo che non stiamo esprimendo un parere sul progetto di Piazza Labriola, ma di quello più “diabolico” di Salera & Co. Anche se alcune domande ci sarebbero da fare. Ad esempio il restyling del centro come si inserisce nel Piano Urbano del Traffico? Ah già, il Put a Cassino ancora è un miraggio. Secondo quesito: i parcheggi che saranno persi in centro dove saranno recuperati? Esiste anche qui un piano? mmmmh. E’ stato elaborato un Business Case? E un bilancio vantaggi e svantaggi per i commercianti del centro a cui il progetto non sembra nemmeno tanto simpatico?

Se non ci sarà risposta a questo tipo di domande, allora, il lavoro è stato svolto come al solito al contrario. Prima il progetto e poi le indagini e le previsioni. Normale per chi ha il solo scopo quello di distrarre la comunità dal caos quotidiano. Ed ecco che entrano in gioco le armi di distrazione di massa.

Le armi di distrazione di massa

Fin dai tempi più antichi, lo scopo principale dei governanti -per quanto “illuminati”- è sempre stato quello di tenere buoni, calmi e preferibilmente sottomessi i Cittadini. Il pensiero corre subito al nostro antico quasi concittadino Giovenale, che scrisse acutamente «[…] [il popolo] due sole cose ansiosamente desidera: pane e giochi circensi (panem et circenses)». Era il I secolo a.C., e da allora si sono avute migliaia di declinazioni sul tema, in risposta alla eterna domanda: come far dimenticare alla gente i problemi veri, del quotidiano? Quelli che potrebbero suscitare moti e movimenti di indignazione e rabbia? Ma è semplice, specialmente in periodi in cui le leadership personali (vere o presunte) segnano la vita politica italiana e di Cassino.

Come affermò Gustave Le Bon: «Le masse non hanno mai avuto sete di verità. Chi può fornire loro illusioni diviene facilmente il loro comandante. Chi tenta di distruggere le loro illusioni è sempre la loro vittima». Capito il concetto? In fondo è facile. Un tempo, quando il terrore erano le armi di distruzioni di massa, ci si inventava un nemico. I Francesi per i Tedeschi pre- e post-Hitler; i comunisti per McCarthy; i fascisti per i “democratici rossi” (fobia patologica ancora ben presente in alcuni politicanti indigeni); le minoranze etniche un po’ ovunque.

L’evoluzione cassinate

Il carattere comune a tutti questi contesti era che il nemico andava snidato, distrutto, cancellato. E se non era possibile farlo, allora c’era la “deterrenza”: si costruivano tali e tante armi, da cercare di fare paura all’avversario di turno, dimostrando ai propri sudditi una grande potenza, e continuando ad additare il nemico “là fuori” per nascondere i problemi “qui dentro”. Chi ha letto “1984” di Orwell capisce molto bene che piano piano la strategia è diventata più complessa. Esistono ancora mentalità brutali (come la Corea del Nord) che dà molto spazio all’idea di rappresaglie fisiche.

A Cassino, invece, l’evoluzione è stata notevole, e davvero sottile. L’Amministrazione usa sapientemente l’alone di mistero e la sua “cortina di ferro” per silenziare da un lato polemiche e problemi interni. Dall’altro, invece, sono le armi di distrazioni di massa a essere padroni del microcosmo sociologico cassinate. «Basta, troppo traffico selvaggio!“, grida il Cittadino. La risposta di Salera e dei suoi è il proclama sulla “corsia ciclabile”, che sposta abilmente la polemica da un fatto concreto a uno programmatico. «Aiuto, l’ospedale non funziona bene, ha bisogno di Personale!»: Salera corre, ma con estrema calma, a Roma e si fa una chiacchierata col Ministro. Gigantografie sui giornali, editti epocali e poi… il nulla.

Il rendering di Piazza Labriola

A parte Stellantis (i cui rischi sono noti da due anni, ma è meglio parlare dell’asta sulla ex-piscina comunale), il fatto più emblematico (ma anche più irridente e poco rispettoso…) è il tema di Piazza Labriola. Ma come -diciamo noi-? Si sta gonfiando un problema di ordine pubblico in mezzo ai nostri giovani, e Salera che fa? Convoca la cittadinanza per illustrare il rendering della “piazza salotto”! Un progetto, privo di studi, finora, irrancidito da decenni di proposte e modifiche, mai decollato, e che certamente serve solo a spostare l’attenzione della gente da una Città implosa su etica, economia, commercio, sicurezza, decoro urbano.

Ecco: forse la misura delle difficoltà di un’amministrazione si misura anche dall’uso di queste armi di distrazione di massa. Se questo è il metro, la maggioranza cassinate sta messa proprio male. Peggio di quando Silvio vaneggiava del Ponte sullo Stretto. A proposito: a quando il rendering della funivia?

Il Consiglio

PS. Se il nostro ragionamento è stato troppo arzigogolato consigliamo, per semplificare la comprensione, la lettura della trama o la visione (è un gran bel film) di Sesso e Potere. Una pellicola del 1997 di Barry Levinson con due mostri sacri del cinema, Robert De Niro e Dustin Hoffman.

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