Autolinee Meloni, Antonio e Francesca pronti a timbrare il ticket per le regionali

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Il fatto curioso del Centrodestra è che l’elettorato complessivo resta sempre lo stesso. A cambiare sono le “percentuali di possesso” dei singoli Partiti. La somma è sempre la stessa, dunque. Quello che specialmente in provincia di Frosinone e a Cassino succede all’interno del Centrodestra è che nessuno si preoccupa di allargare il consenso complessivo della coalizione, ma solo di ribaltare gli equilibri interni.

Anni fa era Forza Italia a “dare le carte” dall’alto di un consenso stabilmente sopra il 20%; poi ci ha provato la Lega, sull’onda della grande popolarità di Salvini; oggi che il Capitano è in affanno tocca al partito della cristianissima Giorgia (Meloni) scalare le classifiche. In libreria e nei sondaggi. I voti del CDX restano sempre più o meno gli stessi? Non fa niente: l’importante è che si distribuiscano “meglio” e a favore del proprio partito. Emblematico il caso di FdI: sebbene finora la Fiamma goda solo di un voto virtuale (quello dei sondaggi), gli appetiti sono forti più che mai.

Operazione politica sopraffina

Così, personaggi anche di spessore che solo 3 anni fa guardavano con sufficienza e superbia i meloniani, oggi sono abbagliati dalla potenzialità elettorale della Destra e cercano di saltare sulla diligenza. Anche a scapito (“Me ne frego!”, è il grido di battaglia) di chi finora ha tirato la carretta fin dai tempi del Cucco; anche se fin qui è stato più comodo, per legittimi motivi politici, stare da un’altra parte. Le indiscrezioni (che vanno avanti da tempo) sembrano sul punto di diventare realtà: forte del rapporto privilegiato con il coordinatore regionale di FdI Trancassini, il già sindaco di Roccasecca e pluri-candidato (recentemente e senza troppe fortune anche nella Lega e nella Destra di Storace: e non che al suo paese sia andata molto meglio) Antonio Abbate avrebbe compiuto un’operazione politica sopraffina, con annesso previsto cambio della guardia al vertice cassinate del partito.

Pronto il ticket

Sarebbe l’artefice principale dell’ingresso tra i Fratelli di un Consigliere comunale di peso. Che non è (attenzione, attenzione!) l’indiziato Franco Evangelista, ma… la silenziosa Francesca Calvani, eletta in FI. L’idea? Ma è semplice! Formare un ticket del Basso Lazio Abbate-Calvani (in rigoroso ordine alfabetico) per cancellare in un colpo solo le velleità di Picano e Abbatecola, che in questo contesto -pur nell’apparente ritrovata unità di intenti- verrebbero irrimediabilmente marginalizzati. Un’operazione che spariglia le carte anche al leader sen. Ruspandini, che uno fra Maura (Presidente del Consiglio provinciale) e Caligiore (sindaco di Ceccano) dovrà pure cercare di eleggere alla Pisana.

Certo, l’ambiente destrorso puro sembra poco consono all’eleganza raffinata dell’attuale Capogruppo di FI. Certo, così si capiscono anche le esternazioni contraddittorie di un Quagliozzi, utile a destabilizzare l’attuale dirigenza. E mentre il partito non smette di lanciare bordate a Salera e alla sua amministrazione, non solo la Calvani sembra molto poco “oppositiva” e per niente battagliera contro “quei comunistacci”, ma ricopre anche un incarico di sottogoverno, come vicepresidente del Consorzio dei Servizi sociali.

Destrizzata o Calvanizzati?

Immaginiamo che sappia che non si può “servire” il diavolo e l’acqua santa, e nemmeno, vista la distanza anche ideologica fra le parti, essere “Consigliere di lotta e di governo”. Delle due, l’una: o la Consigliera farà un corso accelerato di destrizzazione, oppure sarà la Destra ad essere calvanizzata. Il problema è che come da anni succede in Provincia dei problemi reali, dei programmi non si occupa più nessuno. Si cerca solo di mostrare quanto è forte il proprio esercito. Insomma, come i gerarchi facevano con Mussolini: spostavano gli stessi carri armati e gli stessi aeroplani in giro per l’Italia; quello li contava, e pensava di essere a capo di un’Armata invincibile. Sappiamo tutti com’è finita.

Però, almeno, “quando c’era Lui” i treni arrivavano in orario, vennero bonificate le Paludi pontine e realizzate miriadi di opere pubbliche. Oggi si spostano solo molti generali e alcuni peones.

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