Pd, La forza delle donne all’Assemblea Nazionale

Le cassinati Maria Palumbo e Angela Incagnoli insieme a Giuseppina Bonaviri hanno presentato un documento da inserire all’ordine del giorno dell’Assemblea Nazionale del Pd, del 14 marzo 2021. Un documento secondo cui le donne sono il baricentro nei processi decisionali. E in quelli della ripresa e resilienza del prossimo decennio. Un atto che afferma che la politica deve tornare nei luoghi reali del dibattito. Partendo dai territori nella loro più ampia accezione per superare l’attuale distonia. Garantendo ad un elettorato di appartenenza smarrito spazi decisionali quali laboratori aperti per la costruzione di nuovo consenso.

«Una proposta-patto- atto- appello – hanno affermato Palumbo, Incagnoli e Bonaviria garanzia che la voce delle donne torni ancora a contaminare e a motivare le anime deluse ed esuli. Sempre nel rispetto democratico delle regole che ci rappresentano intendiamo procedere con incontri e riunioni preordinate. Affinché il nostro obiettivo diventi prioritario ed un traguardo per tutte e tutti noi».

Il documento integrale

«Un incontro decisamente cruciale quello dell’Assemblea Nazionale Pd del 13 e 14 marzo. Un incontro, che considerate le circostanze attuali, obbligherà scelte e decisioni fondamentali per la guida del Paese e per la ricostruzione di un centro sinistra unito e sintonico. Ecco che allora il dibattito aperto dalle donne nella società e nel Pd rimane una concreta e rilevante ipotesi di lavoro e di rappresentanza da cui ripartire per le prossime scelte, le più opportune e utili, atte a scongiurare e mitigare scissioni e laceranti conflitti interni.

La presenza qualificata e significativa delle donne nelle istituzioni politiche e nei luoghi della Governance del Paese oggi appare più un reale bisogno dei tempi che un feticcio nel ricordo di vecchi luoghi comuni. La parità di genere deve essere l’obiettivo strategico che permea tutte le politiche attive ed attuali. A partire dal Pd, un partito che evoca battaglie già intraprese nel tempo a favore della parità e dei diritti.

Rinascere è investire sull’occupazione femminile

Cooperare in questa direzione ci sembra il modo migliore per proseguire la nostra storia democratica riformista e progressista avviata molti anni fa. Non c’è solo il problema delle 440 mila lavoratrici in meno rispetto a dicembre 2020 essendo infatti un milione 300 mila le donne ulteriormente a rischio lavoro all’interno di questa grande crisi pandemica. L’obiettivo europeo del tasso di occupazione femminile è oggi del 48,5 % lontano dalla media europea del 64,5%.

Rinascere è, dunque, investire trasversalmente sui volani dell’occupazione femminile e giovanile. A partire dai quei settori in forte crescita ed innovativi (come le materie STEM) che rappresentano il vero moltiplicatore mentre la crescita non inclusiva crea squilibri sociali e  stereotipi.  Necessita con urgenza una valutazione sull’ impatto (Vig) di genere ed un monitoraggio nella programmazione attuale equa ed efficiente. Per le politiche di sviluppo e di accesso al Piano nazionale nella fase di definizione dei progetti e selezione e non solo l’ etichetta  politically correct. Solo 3 Stati membri su 2 hanno al momento una donna come capo del governo.

La sede permanente di confronto

La discussione che in queste settimane ha animato il dibattito pubblico sulla composizione del governo e sulla base della indicazione dei partiti è stata caratterizzata da un dibattito unicamente per gli addetti ai lavori. Senza avere risconto reale nel mondo femminile. Quando i temi che maggiormente ci stanno a cuore sono certamente il piano vaccinale e Recovery Fund. Una strategia che cambierà il modello socio economico dei prossimi venti anni. E che per noi donne, tenute ai margini, rimane questione assai delicata.

Per quanto detto, a garanzia di una visione unitaria, moderna ed evolutiva a favore della democrazia paritaria, riteniamo essenziale la COSTITUZIONE DI UNA SEDE PERMANENTE DI CONFRONTO tra il Governo, il Parlamento, le Regioni e le RETI DELLE DONNE del profit e del no profit, che dal basso continuano a garantire sintesi, circolazione delle informazioni. Per consentire azioni reali nel Paese a partire dai temi principali come la salute pubblica bene comune, il lavoro e il rilancio dell’economia, la scuola, la famiglia, le disuguaglianze, la coesione sociale e territoriale.

La delegata istituzionale

Un Forum permanente che possa garantire consultazioni immediate e interattività sui singoli progetti o proposte strategiche. Attraverso una Delegata istituzionale unica. Da individuarsi a livello governativo anche grazie al coinvolgimento del Presidente del Consiglio. Quale canale di collegamento con i fermenti più attivi della base, per le scelte cruciali che ci aspettano.

La costruzione partecipata del Piano Nazionale per il Rilancio e la Resilienza, a partire dalla Transizione Ecologica e dalla Trasformazione Digitale richiederà particolare attenzione. Anche perché il 57% degli investimenti è previsto in settori a massiccia presenza occupazionale maschile. Bisogna garantire che tali investimenti avvantaggino le donne tanto quanto gli uomini.

Le quote femminili non ci appassionano

Riteniamo opportuno lavorare a partire da questa Assemblea Nazionale e dalla Conferenza delle Donne con le diverse sensibilità in campo per attivare quel processo partecipato. Come richiesto dalle stesse istituzioni dell’unione europea, che dal basso ridia finalmente a tutte noi dignità decisionale, globale e solidale. Le quote femminili non ci appassionano particolarmente. Il nuovo protagonismo parta dal merito e dalle competenze. In continuità di quanto affermato nell’ultima Direzione che ci ha assicurato di vigilare sulle misure che riguarderanno l’impatto di genere.

Per questi motivi un’apertura rifondativa aperta a noi donne è auspicabile per recuperare una rappresentatività, di quante fanno politica attiva, si adoperano nel sociale e nel volontariato di strada, negli ambienti accademici più evoluti, in ambito intellettuale, imprenditoriale, professionale. Per non dimenticare le tante donne che hanno progressivamente abbandonato il partito non ritenendo adeguato lo spazio rispetto alle logiche correntizie e al nuovo modello di trasformazione.

Pd e la sfida per le prossime generazioni

Per queste finalità ci impegniamo a mettere a disposizione le nostre esperienze accomunate da una visione chiara e determinata, sintonica con le nostre passioni. Fondamentali per vincere insieme una sfida che appare quanto mai inedita e di grande portata, anche a favore delle prossime generazioni. Ci aspettiamo che in questa stessa sede assembleare, oggi, sia discussa ed approvata la nostra proposta certe che l’eguaglianza di genere diventi immediatamente operativa. A partire dagli  organi di corporate governance ed in risposta alle attese e alle istanze avanzate in questi anni.

Creare un Board al femminile che intercetti e capitalizzi la rappresentanza femminile delle tante donne impegnate nei territori, nell’associazionismo, nelle piccole imprese, nel sociale, nel terzo settore, nei sindacati di base, nelle minoranze, nella lotta alle disuguaglianze Lgtb, nei luoghi di culto, aumenterà l’interlocking femminile e i consensi di una classe politica che vuole evolvere. E dei tanti movimenti locali finora trascurati ma che per un partito di governo come il Pd da sempre avrebbero dovuto fare la differenza».

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