MARIA E SAN BENEDETTO, DUE VOLTI DELLA STESSA FEDE

I parroci di Cassino non ci stanno e rispondono alla comunicazione del sindaco sulla revoca della delibera che prevedeva il conferimento del titolo di Civitas Mariae alla città, annunciata summo cum gaudio da Salera in fascia tricolore dal sagrato della concattedrale il 9 luglio all’alba, ai piedi della Madonna dell’Assunta.

IL TESTO DELLA LETTERA

“Egregio Sig. Sindaco, in riferimento alla sua nota, pervenutaci in data 04/08/2020,vogliamo esprimere il nostro dispiacere per la revoca della Delibera di Giunta in relazione alla nostra proposta di esprimere da parte vostra parere favorevole al conferimento del titolo di Civitas Mariae alla città di Cassino, previsto per il prossimo 14 agosto, durante il rito religioso dell’Incoronazione del venerando simulacro della Madonna Assunta. Al tempo stesso, mentre la ringraziamo per il garbo istituzionale che anche in questa vicenda ci ha riservato come Pastori delle comunità parrocchiali a noi affidate, ci preme precisare alcuni punti, perché si è scritto e parlato tanto in questi giorni, spesso a sproposito, soprattutto sui social. La richiesta che noi sacerdoti di Cassino abbiamo rivolto a lei, come primo cittadino, e al Consiglio Comunale non è irrituale o difforme dalla procedura, perché risponde ad una prassi consolidata.

Il conferimento del titolo di Civitas Mariae ad una città, nei Comuni che già si fregiano di questo titolo, ha una valenza tale che il passaggio in Consiglio Comunale, anche se è intermedio rispetto al Decreto di proclamazione che spetta al Vescovo, risponde ad una volontà di condivisione che un corretto senso di laicità accoglie e caldeggia. Con una semplice ricerca, anche su internet, è possibile leggere e visionare quanto di bello Sindaci e amministratori, in tante parti d’Italia, hanno potuto scrivere e deliberare in Consiglio Comunale, interpretando e dando voce alla devozione mariana dei loro concittadini e presentando ai Vescovi la parte migliore della nostra tradizione religiosa, ispirata a sentimenti di coesione sociale, civile e non solo confessionale. Nella nostra lettera di richiesta, il richiamo al dialogo interreligioso e ai valori condivisi della solidarietà e dell’accoglienza aveva proprio questo significato”.

LA MEMORIA “BREVE” E LA QUESTIONE PATRONO

Prosegue la lettera dei parroci: “Riguardo poi agli infondati dubbi su un presunto intento sostitutivo nei confronti del Patrono San Benedetto, vogliamo dire con chiarezza alla sua amministrazione e a quanti cercano di ingenerare nella città confusione e allarmismi ingiustificati, che l’intenzione di noi sacerdoti di Cassino era ben lontana da questi ipotetici scenari. Sappiamo bene che la festa patronale nella nostra città è fissata al 21 marzo, giorno in cui si ricorda la nascita al cielo di San Benedetto, e sappiamo bene che ad essa è legata anche la festa civile. Era il 1994 quando la ricorrenza civile del Santo Patrono dal 30 ottobre, festa di san Germano, passò al 21 marzo, giorno del Transito di San Benedetto. Fare memoria è necessario e spesso anche la memoria a breve termine è necessaria. Speriamo infatti che tutti ricorderanno che, in occasione del 21 marzo di quest’anno, in pieno lockdown, noi sacerdoti della città a mezzogiorno abbiamo suonato contemporaneamente le campane delle nostre chiese, come segno di unità e di comunione nel giorno in cui Cassino non avrebbe potuto festeggiare come di consueto San Benedetto. Questo non ci ha impedito il 25 marzo, pochi giorni dopo, nella solennità dell’Annunciazione di Maria, di elevare contemporaneamente la nostra unanime preghiera di supplica alla Madonna Assunta”.

MARIA E SAN BENEDETTO, DUE VOLTI DELLA STESSA FEDE

“Il nostro legame con la spiritualità benedettina è un fatto, così come lo è la nostra devozione alla Vergine Maria, che a Cassino veneriamo in particolar modo sotto lo speciale titolo della Madonna Assunta – si legge nella nota – Come spetta a San Benedetto il titolo di Patrono, così vorremmo per la città un riconoscimento che richiami al popolo devoto il suo amore alla Madre di Dio con il titolo di Civitas Mariae. Non c’è conflitto né contrasto, anzi. E come potrebbe essere diversamente, visto che Lei, la Madonna è la Regina di tutti i Santi? Per noi sacerdoti di Cassino è un onore avere come Patrono San Benedetto e la Vergine Maria come Madre e Protettrice e crediamo fermamente che per tutta la città sia un onore avere come Patrono San Benedetto ed essere al tempo stesso Civitas Mariae. Le esprimiamo la ferma volontà di continuare a confrontarci e il profondo desiderio di collaborare proficuamente per il bene della comunità e le porgiamo, come di consueto”.

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