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Civitas Mariae, il Sindaco scrive ai parroci

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Il Sindaco di Cassino Enzo Salera dopo aver approvato in giunta la revoca della delibera n. 162 dell’8 luglio 2020 riguardante la proclamazione della Città di Cassino a Civitas Mariae, scrive al vicario di zona Rev. mo don Nello Crescenzi ed ai parroci che avevano a loro esortato l’amministrazione a deliberare in tal senso.

«Rev. mo don Nello, Rev.mi Parroci di Cassino, – ha scritto il Sindaco – la nostra Amministrazione conosce bene la devozione che la cittadinanza, da generazioni, nutre per la Madonna Assunta. I fedeli che partecipano alle celebrazioni in suo onore, ogni anno, ne danno testimonianza. D’altra parte sappiamo che l’identità benedettina, che si è costruita in secoli di storia, rappresenta un forte carattere distintivo del nostro territorio. Essa racchiude un patrimonio di fede, cultura e storia, oltre che volano di sviluppo turistico ed economico. La nostra città ha l’onore di avere come Patrono San Benedetto che è anche Patrono Primario d’Europa. Ne siamo orgogliosi perché grazie proprio a Benedetto, quasi 1500 anni fa, da questa nostra terra, si è acceso un faro di cultura, di civiltà che illumina ancora oggi il mondo intero».

Divisione nel popolo

«Come sapete, purtroppo, – ha continuato Saleral’iniziativa intrapresa per la proclamazione di Cassino “Civitas Mariae” ha generato una tale divisione nel popolo, che, in alcuni aspetti, ha assunto il tono della sfida se non dello scontro, di cui dobbiamo prendere atto. Probabilmente la risonanza mediatica di tale divisione, arrivata finanche alle emittenti televisive nazionali, ha amplificato i sentimenti di molti: l’iniziativa della proclamazione “Civitas Mariae”, benché evidentemente non animata da alcun intento sostitutivo, in una Terra abituata da secoli a chiamarsi “Terra Sancti Benedicti”, è stata sufficiente a riaprire quella che alcuni, o forse più, considerano una ferita non ancora rimarginata. Il timore, benché infondato, che, dopo aver perso l’appartenenza alla Diocesi di Montecassino, si possa mettere in discussione il Santo Patrono, è troppo alto».

Gesto non opportuno

Ha scritto ancora il primo cittadino: «Nondimeno in questa vicenda, più d’uno è stato forse tradito da eccessi di protagonismo che, inevitabilmente, hanno finito per esacerbare gli animi. Come Amministrazione Comunale non possiamo non prendere atto del clima di pesante ostilità che si è generato in seguito all’iniziativa e non potevamo non assumere le conseguenti determinazioni. La proclamazione di Cassino “Civitas Mariae”, a questo punto, dato il clima di scontro in atto, sarebbe, a nostro avviso, un gesto non opportuno. La coesione sociale nella nostra comunità cittadina infatti, al pari del sentimento di unità dei cristiani, è un bene superiore che ci impone un cammino comune, di collaborazione istituzionale, volto a superare fin dove è possibile ogni divisione fra le persone».

La revoca della delibera

«È per questo che, con Delibera di Giunta n. 191 del 04/08/2020 – ha concluso il Sindaco – ci siamo visti costretti a revocare la precedente DG n. 162 del 08/07/2020. Delibera che ci eravamo affrettati ad approvare per l’immutata stima che nutriamo nei Vostri confronti. Con il fermo proposito di voler proseguire in ogni modo la proficua collaborazione fra la Chiesa locale e l’Amministrazione comunale, porgiamo a Voi e alle comunità parrocchiali che rappresentate i più affettuosi e cordiali saluti».

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