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Dramma S. Scolastica, una settimana di attesa per l’intervento

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Quasi una settimana di dolore e paura prima di essere operata. Questa la storia assurda di una super nonnina di 95 anni che, dopo essere caduta, si è rotta il femore. La corsa in ospedale, il timore dei familiari e lo schiaffo in pieno viso all’ospedale, non ci sono anestesisti, bisogna aspettare. E ha aspettato la signora Maria, forte e tenace, tra dolori e amarezza. Ha superato la guerra, chi avrebbe mai immaginato che avrebbe dovuto “combattere” alla soglia dei cento anni con una banale caduta e una crisi sanitaria.

Cinque giorni che ti ho perso….speranza

Ebbene, cinque giorni di incognite, di attesa, di dolore e finalmente è stato possibile operarla. Come lei chissà quanti altri, pazienti, malati che dovrebbero essere operati. Interventi differibili, per cui si può aspettare… ma quanto si può aspettare? Quando Zarrillo cantava “cinque giorni che ti ho perso” nessuno pensava si riferisse alla speranza degli utenti del Santa Scolastica. In cinque giorni a Milano il popolo si liberò dagli austriaci, in due mesi e passa a Cassino l’unica cosa a essere cresciuta è l’erba davanti all’ospedale, così come la rabbia del territorio. La gente si sente tradita, sfiduciata, abbandonata. E poi c’è lei, la nonnina di 95 anni che ha visto la violenza del conflitto bellico, che è sopravvissuta alle dittature, alla miseria lasciata dalla guerra, alla perdita di parenti e amici, che ha contribuito a ricostruire questa terra e che, dopo tutto questo, si è ritrovata ferma, su una barella, in attesa a fissare una parete o il soffitto, magari ascoltando figli e parenti urlare e sollecitare la cura.

Si sarà chiesta “Dove abbiamo sbagliato? Quando è successo questo? Eppure noi ce l’abbiamo messa tutta per costruire un mondo migliore e diverso, dove poter andare all’ospedale, magari non distante mezza giornata da casa, e dove potersi affidare ai dottori, ai professori. Chi ha fatto diventare un sogno e delle certezze, un incubo e delle mancanze?”.

L’attacco di Angela Abbatecola

«Penso che l’interrogazione sull’ospedale di Cassino presentata quasi due mesi fa da Fabrizio Ghera, – ha detto il portavoce cittadino di FdI – la denuncia delle problematiche sanitarie (che mi hanno fruttato gli insulti sconnessi dell’Ufficio stampa del Comune), la visita di Chiara Colosimo e la sua iniziativa di un’audizione in Commissione Sanità sono elementi che hanno contribuito concretamente a sollevare un problema che l’attuale maggioranza e il suo capo hanno trascurato in maniera scriteriata per lunghi mesi. Certamente il silenzio imbarazzante dell’amministrazione comunale e la pessima gestione del problema denunciano un’incapacità. Se non addirittura interessi di altro genere: questa è certamente l’amministrazione dei conflitti di interesse mai illeciti, ma sempre politicamente inopportuni. Per questo FdI, dall’esterno del Consiglio comunale, non abbasserà la guardia, e continuerà la sua azione vigorosa a difesa di un territorio. Svenduto sull’altare dell’arrogante presunzione di un sindaco che avrebbe dovuto essere il suo paladino, e per motivi non chiari ne sta diventando il carnefice».

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