Aveva 92 anni, quasi un secolo di vita passata nelle strade della città martire, tra amici, ragazzi, amanti dello sport. Si è spento nella sua casa, quelle nel cuore di Cassino in via Lombroso, Stefano Gallozzi. E sono state tanti i ricordi e gli aneddoti raccontati, lasciati sulle bacheche social, ripercorsi davanti ai bar e nelle piazze.
A descriverci Sfierr è Paolo, un momento della Cassino che fu, della città di chi ancora sognava e si divertiva correndo dietro a un pallone per le strade del centro.
“Eravamo ragazzi nel 1977 quando in una piccola strada al centro della Città, solo 4 numeri civici creammo i fedayncassino. In quella stradina di case popolari vivevano Mimmo Di Carlo, Bruno Maisto, Bindariegl… pietre milari. E li si giocava a calcio e si sognava del Cassino Calcio. È lì su quei marciapiedi che Stefano Gallozzi ci ha visto crescere. Quei ragazzi non ci sono più, però quel tempo è impresso indelebilmente nel cuore come un tatuaggio e Stefano per noi resta parte di quel disegno. Lo ricordiamo sempre sorridente, ma un aneddoto più di ogni altro lo può contraddistinguere; ogni qualvolta lo si incontrava, allo stadio o altre occasioni, gli dicevamo “Stè fatti fare una foto” lui si voltava, sorrideva ed era quello il suo modo particolare di ricambiare quel nostro affetto, poi racchiuso in quel fotogramma. Stefano era così. Ci mancherà”.
I funerali si sono celebrati oggi alle 16 nella parrocchia di Sant’Antonio. I tifosi giovani e meno giovani hanno voluto organizzare qualcosa di speciale per salutare Stefano. Con lui se ne va un altro pezzo della storia di Cassino, di quegli anni che sembrano un’eternità fa ma che hanno scritto le pagine più vere e più profonde di generazioni di cassinesi, un tempo bambini, poi ragazzi e ora padri e nonni.
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