Giovane studente indiano aggredito denuncia, diversi gli episodi che lo hanno visto vittima

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Il giovane studente indiano classe 2005 ha chiesto l’aiuto di un legale, si è rivolto all’avvocato Giuseppe marino per denunciare diversi episodi che in pochi giorni lo avrebbero visto vittima di un gruppo di ragazzi egiziani. Violenza, minacce, gli avrebbero portato via anche una catenina e il monopattino. Il ragazzo che studia all’Unicas Economia ha paura anche solo di mettere il naso fuori di casa.

Aggressioni che avrebbero comunque trovato riscontro perché registrate in luoghi pubblici, davanti a persone e in diverse ore del giorno. Per questo il giovane ha chiesto aiuto, spiegando di non aver avuto nessun comportamento o atteggiamento fuori dalle regole o intimidatorio nei confronti di questi giovani che neanche conoscerebbe, ma che a loro volta lo avrebbero preso di mira con una certa intensità.

Ma veniamo al problema reale, serio. Che non si può sintetizzare con un giovane preso di mira, ma che delinea un fenomeno che sta avvelenando l’incandescente estate cassinate ma che affonda le radici a episodi che negli ultimi anni si sono andati intensificando. E nelle ultime settimane il picco dei racconti, specialmente sui social. Ragazzi, anziani, signore prese di mira. Il gruppetto di giovani egiziani si aggira nelle strade del centro, si apposta davanti alle tabaccheria, davanti ai supermercati e segue con insistenza gli avventori in uscita. Uno chiede una sigaretta o qualche spicciolo e in pochi minuti il malcapitato si ritrova completamente accerchiato. Tanti hanno avuto paura e hanno “consegnato” l’intero pacco di sigarette o anche banconote da dieci euro. Qualcuno è riuscito a tenere testa ed è riuscito ad allontanarsi sentendosi anche dire “vai, puoi andare” come se ci fosse bisogno del permesso. E questi sono tutti fatti reali, che ogni cassinate può aver letto sui social, sono accaduti ad amici o a conoscenti, di giorno, di pomeriggio.

La paura è tanta, perché questi ragazzetti che si muovono in branco si comportano come se non avessero paura di nessuno. Di fatto molti sanno o hanno visto, ma preferiscono restare in silenzio e far finta di niente nascondendosi dietro il pensiero “meglio che mi faccio i fatti miei che sennò se la prendono pure con me”. Ebbene, bisognerebbe arginare in tutti i modi possibili questi gruppetti, perché a rimetterci potrebbe essere chiunque. L’allarme è forte, nel mirino coetanei e non solo, stranieri e italiani, di tutte le età. Un fenomeno che sembra aumentare.

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