Gianluca Pistore, da adolescente testardo a eccellenza del territorio

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Un anno particolarmente speciale per Gianluca Pistore.

A maggio un grande risultato, l’istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione del Melanoma. Il Parlamento, il 16 maggio scorso, ha infatti approvato definitivamente la legge che istituisce la Giornata Nazionale per la prevenzione del melanoma, il MelanomaDay.

E poi qualche giorno fa Gianluca ha conseguito la laurea in Medicina.

Non un semplice traguardo ma un obiettivo che affonda le radici in una storia fatta d’amore e di volontà di aiutare. Gianluca ha sempre avuto passione per la comunicazione fin da ragazzo, sebbene il suo carattere a tratti spigoloso abbia contraddistinto la sua adolescenza, ha sempre perseguito i suoi obiettivi. Poi, all’improvviso, la malattia del padre, un neo, un piccolo punto che ha cambiato l’esistenza di padre e figlio. Un melanoma. Nonostante l’impegno nelle cure papà Silvio non ce l’ha fatta, ha visto suo figlio Gianluca raggiungere il traguardo della laurea e poco dopo purtroppo si è spento. Ma Gianluca non si è arreso al dolore, al vuoto lasciato dal padre. Ha deciso di fare di questa sua esperienza una vera e propria missione condivisa per aiutare gli altri, per informare, per divulgare. Il vuoto è stato riempito fino ad esplodere per creare nuova vita dopo la morte.

Un viaggio chiamato… prevenzione

Gianluca ha creato l’associazione MelanomaDay che negli anni ha realizzato centinaia e centinaia di incontri con l’opportunità di sottoporsi a test clinici, a screening, di venire in contatto con professionisti. E in tantissimi hanno avuto la fortuna di riscontrare problematiche prima che potessero diventare problemi ben più seri. E già questo potrebbe rappresentare una grande differenza per la maggior parte delle persone, soprattutto per un giovane ragazzo, ma Gianluca ha pensato di andare oltre e contemporaneamente ha deciso di riprendere in mano i libri iscrivendosi alla facoltà di Medicina senza mai mettere in secondo piano le attività portate avanti con la sua associazione riconosciuta oramai a livello nazionale.

Una laurea nata dall’amore per la conoscenza

Nei giorni scorsi ha conseguito la laurea, in quest’occasione senza avere al suo fianco papà Silvio, almeno non nel senso più classico del termine. Perché il padre è stata proprio l’anima e lo spirito guida di tutto questo percorso.

Oggi Gianluca non è più un ragazzo, non è più un adolescente appassionato di comunicazione. Oggi Gianluca è un uomo che sa quello che vuole fare, che ha scelto di mettere davanti gli altri in memoria del suo papà, che ha scelto di acquisire competenze per poter offrire risposte, che ha scelto di rimettersi alla prova e di non lasciarsi andare a un ricordo sterile. Ha piantato un seme e lo ha fatto fiorire.

Un percorso che non ha lasciato spazio al buio, nel quale ha vinto la luce

Oggi Gianluca è dottore in medicina. Alle sue spalle gli adorati nonni e la mamma, tanti amici, persone che con il tempo hanno imparato a conoscerlo. Persone che già lo stimavano fin dall’adolescenza ma che oggi gli riconoscono molto, molto di più.

I nonni di Gianluca Pistore

Questa non vuole essere una lode a un ragazzo, ma un riconoscimento a una persona che ha scelto di seguire la luce invece di abbandonarsi al buio, come capita fin troppo spesso. Una giovane mente che rappresenta un’eccellenza del territorio riconosciuta in ambito nazionale e non solo.

Il quadro più bello per papà Silvio

E chissà cosa avrebbe dipinto il padre in una giornata come questa, sì perché Silvio si dilettava anche su tela e forse oggi avrebbe dipinto il suo quadro più bello o forse il suo quadro più bello è stato dipinto parecchi anni fa, quando quel 28 aprile del 1993 quando è nato Gianluca.

Il suo percorso è ancora molto lungo e sicuramente sarà costellato da altri traguardi, da altri importanti obiettivi, mosso sempre da quella stessa volontà: quella di informare correttamente, quella di fare prevenzione, quella di arrivare prima che sia troppo tardi. Gianluca ormai poco più che trentenne ha perso la spavalderia dell’adolescente e ha acquisito la pacatezza dell’adulto, la consapevolezza del figlio, senza mai perdere di vista l’obiettivo e la priorità: dare il giusto valore alla vita attraverso le competenze e cercare di arrivare sempre prima che sia troppo tardi.

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