“Dopo le tante pressioni arrivate in questi mesi da territorio, sindacati e forze politiche, Stellantis ha finalmente cominciato a fornire qualche risposta sul futuro dello stabilimento di Cassino. Un fatto che registriamo, ma che non possiamo certo considerare risolutivo”. Lo dichiara Danilo Grossi, Direzione Nazionale del Partito Democratico, commentando l’audizione che l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ha tenuto ieri davanti alle Commissioni riunite Attività Produttive della Camera e Industria del Senato.
“Le parole di Filosa”, prosegue Grossi, “non possono soddisfarci, perché non chiariscono davvero il futuro dello stabilimento cassinate. Si continua a parlare di un sito destinato alla fascia del lusso, insieme a Melfi e Modena, ma è evidente che questa scelta industriale, fatta negli ultimi anni, non ha portato i risultati sperati. I numeri parlano chiaro: nemmeno 30 giorni di lavoro effettivo in sei mesi dall’inizio dell’anno sono un dato drammatico, che racconta una crisi industriale e sociale che il territorio sente con tutta la sua forza”.
“L’amministratore delegato ha parlato di trattative in corso con due partner industriali per il rilancio legato al piano Maserati, rinviando ogni decisione concreta a dicembre. Si tratta di un ulteriore rinvio che pesa su migliaia di famiglie e su un intero territorio, già messo a dura prova da anni di cassa integrazione e incertezza”, sottolinea Grossi.
“Ora la domanda è inevitabile: cosa farà il Governo alla luce di queste dichiarazioni? Non basta prendere atto delle parole di Filosa, serve una iniziativa politica forte e immediata da parte dell’Esecutivo, che ad oggi non si è vista, per garantire un futuro produttivo certo allo stabilimento di Cassino e a tutto l’indotto”.
“Noi continueremo a spingere con forza come abbiamo fatto in questi mesi dalle manifestazioni, alle interpellanze parlamentari, dagli incontri col territorio a quelli coi sindacati, facendo pressioni sull’azienda, sulla Regione e sul Governo, facendo diventare Cassino, insomma un caso nazionale”, conclude Grossi, “Non ci accontentiamo di annunci e parole che non si traducono in fatti concreti, senza che vi siano tempistiche chiare e investimenti definiti. Ed è chiaro che dopo tutti i contributi da parte dello Stato negli scorsi decenni sullo stabilimento, il territorio di Cassino e i suoi lavoratori meritano risposte vere, non ulteriori rinvii”.
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