Stellantis: operai a casa dopo due ore, la beffa e l’amarezza degli operai

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Una brutta giornata per gli operai Stellantis del sito pedemontano. Questa mattina alle 6 erano tutti al loro posto quando alle 8 gli è arrivata la comunicazione del “senza lavoro”. mancanza di pezzi, mancanza di attività. A decine si sono ritrovati fuori dai cancelli.

“Diciamo pure che per chi abita a Cassino o nel Cassinate è facile, usciamo arrabbiati ma possiamo rientrare a casa. per chi viene da più lontano la giornata è persa e in molti sono costretti ad aspettare il mezzo anche fino alle 14 per poter rientrare. E come? Magari restando nei dintorni dello stabilimento o, per fare prima, cercando una soluzione in autonomia” ha commentato un operaio.

“Dopo le notizie che sono arrivate ieri già il clima non era dei migliori, questa mattina un’altra mazzata emotiva”.

Il lavoratore fa riferimento all’incontro di ieri tra Stellantis e le organizzazioni dei lavoratori per la presentazione della declinazione nazionale del super piano di sviluppo che l’azienda ha presentato qualche giorno fa negli Usa. Sul tavolo, 5 miliardi di investimenti e l’indicazione che nessun stabilimento italiano chiuderà.

«I nostri impegni sull’Italia sono concreti, strutturali e orientati al lungo periodo: innovazione, occupazione e valorizzazione delle competenze sono i pilastri su cui stiamo costruendo una nuova fase di crescita. Noi stiamo facendo la nostra parte. Con disciplina, con investimenti e con una visione di lungo termine. E continueremo a farla», ha detto il responsabile per l’Europa di Stellantis, Emanuele Cappellano, qualificando il piano come «chiaro, coraggioso, ambizioso», sottolineando come vi siano già «segnali positivi», ma anche come le sfide non siano dietro alle spalle e quindi come occorra «creare le condizioni per una crescita sostenibile nel lungo periodo». Detto in concreto, Stellantis investirà 5 miliardi di euro in Italia entro il 2030 per l’innovazione, in particolare per le tecnologie legate alle nuove piattaforme, per l’intelligenza artificiale e per le motorizzazioni. Una serie di investimenti in linea con quanto Stellantis ha intenzione di fare in Europa destinataria del «40% degli investimenti globali con l’obiettivo di far crescere i ricavi del 15% entro il 2030». Ha evidenziato Cappellano, responsabile per l’Europa.

Ed è stato proprio Cappellano , responsabile delle attività europee di Stellantis, che ieri ha incontrato i vertici dei sindacati metalmeccanici a Roma. Il piano FaSTLAne 2030 promette 60 miliardi di investimenti globali e nessuna chiusura di stabilimenti in Italia. Ma le sigle sindacali escono dall’incontro con più di una perplessità: Cassino ha lavorato solo 24 giorni dall’inizio dell’anno, e sul futuro di Maserati e Alfa Romeo non sono arrivate risposte concrete.

L’ombra su Cassino: 24 giorni di lavoro in sei mesi

Nonostante le rassicurazioni, è proprio lo stabilimento di Cassino a concentrare le preoccupazioni più urgenti. Il segretario generale della Uilm Davide Sperti ha evidenziato: “Da gennaio lo stabilimento ha lavorato 24 giorni e questo non è tollerabile. La cassa integrazione sta diventando quasi non lo strumento transitorio, ma l’obiettivo; e questo per noi non è assolutamente accettabile.”

Il futuro di Cassino appare strettamente legato a quello di Maserati e Alfa Romeo, i due brand premium del gruppo che producono o produrranno nello stabilimento laziale. Su entrambi i fronti, i sindacati lamentano la mancanza di risposte concrete. Cappellano ha rinviato a fine anno la presentazione di un piano operativo dettagliato, impegno che i sindacati hanno dichiarato di voler monitorare con attenzione.

Il segretario generale della Fim-Cisl Ferdinando Uliano ha definito questo “l‘aspetto più critico emerso dall’incontro”: “Ci aspettavamo risposte più concrete. Comprendiamo la complessità della situazione, ma c’è un’urgenza che deve essere affrontata in tempi brevi.” Sulla stessa linea Sara Rinaudo della Fismic Confsal, che pur riconoscendo elementi incoraggianti su altri siti ha sottolineato come “restino aperti nodi importanti, a partire dal futuro di Maserati e di Cassino”.

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