Dash, un cuore che vuole battere ma che combatte contro la malattia. Accanto a lui da 12 anni il reparto di Cardiologia Utic del S. Scolastica

3 MIN

In questo momento Dash sta combattendo una battaglia durissima tra la vita e la morte. Le sue condizioni sono estremamente gravi: diverse le patologie, un cuore appeso a un filo, una grave insufficienza renale e tante altre complicanze che rendono ogni giorno una sfida.
Proprio per questo sua moglie ha sentito il bisogno e la volontà di raccontare una storia che merita di essere conosciuta.
Da giorni lei e le figlie sono in apprensione, ogni battito, ogni respiro, ogni parola o sorriso sono un tesoro inestimabile. Perché di quello c’è certezza, del prossimo minuto, della prossima ora, di domani no. Non ci sono garanzie. E la paura viaggia veloce con il dolore, la rabbia, l’impotenza di chi ama e non può aiutare, lenire un dolore. Questa è una storia come tante, ma è una storia vera, fatta di amore, di famiglia, di sacrifici e di professionalità. Da tempo Dash combatte e a sostenerlo in questo difficile percorso fatto di alti e bassi, di ricorrenze raggiunte e di traguardi resi possibili anche grazie all’attenzione e alla professionalità di chi lo cura con costanza. “Il reparto di Cardiologia UTIC dell’Ospedale di Cassino, guidato dal primario dottor Pardi e da tutta la sua straordinaria équipe è sempre stato al nostro fianco”.

Una storia, una famiglia, un uomo. Un amore smisurato

“Da quindici anni mio marito è seguito da questo reparto e posso dire, senza alcuna esagerazione, che più volte il primario dottor Pardi e il suo staff gli hanno salvato la vita. Oggi, ancora una volta, stanno facendo l’impossibile. Ogni giorno combattono accanto a lui con competenza, determinazione e una dedizione che va ben oltre il semplice dovere professionale.
Spesso sentiamo parlare di una sanità che non funziona. Io invece sto vivendo una sanità che rappresenta il volto migliore della medicina. Una sanità fatta di professionisti che non si arrendono davanti alla complessità, che studiano ogni dettaglio, che si confrontano continuamente e che cercano ogni possibile soluzione per offrire ai propri pazienti una possibilità in più.
In questi giorni così difficili ho visto il primario dottor Pardi guidare il reparto con una straordinaria competenza professionale e con una profonda attenzione verso ogni paziente. Ho visto medici, infermieri e operatori sanitari lavorare come una vera famiglia professionale, uniti dall’obiettivo di fare tutto ciò che è umanamente e scientificamente possibile per salvare una vita.

Ciò che colpisce maggiormente è che dietro l’altissima professionalità non viene mai meno l’umanità. Anche quando il turno termina, continuano a interessarsi alle condizioni dei pazienti, si aggiornano tra loro, seguono ogni evoluzione clinica e non smettono mai di lottare.
Per chi vive accanto a una persona gravemente malata, questo significa tantissimo. Significa sentirsi meno soli. Significa sapere che la persona che ami è affidata non solo a professionisti eccellenti, ma a persone che mettono il cuore nel proprio lavoro.
In questi 12 anni alcuni membri dell’équipe sono diventati punti di riferimento importanti per la nostra famiglia. Perché quando si affrontano percorsi così lunghi e difficili, non si dimenticano le persone che ti accompagnano con rispetto, sensibilità e presenza costante.

Non so cosa ci riserverà il futuro. So però che qualunque cosa accada, porterò sempre nel cuore una gratitudine immensa verso il primario dottor Pardi e verso tutto il personale della Cardiologia UTIC dell’Ospedale di Cassino. Perché stanno lottando insieme a noi. Perché stanno facendo tutto ciò che la medicina e il cuore umano possono fare.

Credo che sia giusto raccontare anche queste storie. Le storie di chi lavora nel silenzio, lontano dai riflettori, e ogni giorno prova a restituire speranza, dignità e vita alle persone.
E quando si incontra una squadra come quella guidata dal primario dottor Pardi, non si incontra soltanto una grande professionalità. Si incontra il volto più bello della sanità”.

Dietro ogni camice, dietro ogni divisa uomini e donne che sanno essere presenti

In una sanità fatta di momenti difficili, di mancanze, di risposte che non arrivano e se arrivano a volte non arrivano in tempo, ci sono storie come quella di Dash e della sua famiglia che da 12 anni combatte per continuare a vivere, ci sono professionisti che buttano il cuore oltre l’ostacolo e dismettono l’abito di medici e operatori della sanità, per diventare famiglia, amico. Mani tese, orecchie pronte ad ascoltare e spalle che hanno imparato a sostenere. E se da una parte ci sono momenti bui, di sconforto, paura e rabbia, dall’altra si possono trovare rifugio, cure adeguate, supporto e competenza. Dash è uno tra tanti, ma dietro di lui, dietro i suoi 58 anni 12 dei quali passati tra le corsie con un cuore sempre più debole, sempre più fragile, c’è una famiglia, ci sono una moglie, delle figlie, tanti amici e una vita fatta di piccoli e grandi gesti che viene tutelata giorno dopo giorno. Ai medici del reparto Cardiologia Utic del Santa Scolastica, al dottor Pardi e alla sua equipe, al personale che attraversa in silenzio i corridoi ed è presenza costante, va il ringraziamento di Dash, Dajana, Iris e Jona.

Clicca qui per leggere ulteriori notizie

Lascia un commento