Patrocinata dal Comune, si è svolta questa mattina, in sala Restagno, la seconda edizione del premio didattico “E’ bello studiare perché è bello sapere “ dedicato alla memoria di Vittoria Argentina. La signora, scomparsa due anni fa, era la moglie di Antonio Crescenzi, e mamma di don Nello e dell’insegnante Filomena.
Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato il sindaco Enzo Salera, le assessore Concetta Tamburrini e Gabriela Vacca, la consigliera Jole Falese, maestre ed alunni dei quattro circoli didattici cittadini.
Il concorso, rivolto agli alunni delle classi quinte della scuola primaria, ha visto la partecipazione di 180 studenti. Non è stato assegnato un premio unico ma ad ognuno dei quattro selezionati è stato dato un buono di 200 euro per l’acquisto di libri. I riconoscimenti sono andati a Martina Di Tommaso 5°D (“Mattei”), Francesco Quadrini, 5°A (“Don Bosco”), Livia Cantalupo, classe 5F (“Pio Di Meo”), Giulio Testa, classe 5°B (Istituto paritario “San Benedetto”).
Durante la cerimonia Don Nello ha richiamato il significato della frase scelta come tema del concorso (“E’ bello studiare perché è bello sapere”) ispirata ad un pensiero ricorrente della madre: quello di poter continuare la scuola. Ha sottolineato come negli anni 50, invece, per una ragazza non fosse scontato proseguire gli studi, evidenziando quanto oggi il diritto all’istruzione rappresenti una conquista fondamentale, spesso data per scontata dalle nuove generazioni.
Il sindaco Salera ha ribadito l’importanza dello studio e della lettura come strumenti essenziali per la crescita personale, invitando i ragazzi a coltivare le loro passioni, “motore principale che porta verso il successo”.
L’assessora Concetta Tamburrini ha coinvolto gli studenti in un dialogo, ricordando che lo studio è un percorso continuo e che ogni nuova conoscenza rappresenta un passo avanti nella comprensione del nostro mondo. Di imparare non si finisce mai – ha detto loro – e ciò che ancora non sappiamo ci sembra sempre più importante di ciò che già conosciamo”.

L’assessora Gabriella Vacca ha invece elogiato i ragazzi per l’attenzione e il comportamento avuto durante la cerimonia, e li ha invitati a riflettere sul “ribaltamento” del messaggio del concorso. E cioè: “E’ bello sapere, quindi è bello studiare”.
Particolarmente toccante l’intervento di Antonio Crescenzi che ha raccontato di aver letto con interesse tutti i 180 elaborati pervenuti, ritrovando in essi ricordi legati ai discorsi con la moglie riguardo alla scuola di un tempo: la campanella, i giochi, la ricreazione, le gare di tabelline e di geografia, ma anche le difficoltà, come il freddo nelle aule, allora, prive di riscaldamento.
La manifestazione si è conclusa con grande partecipazione ed emozione, confermando il valore educativo e umano del concorso dedicato a Vittoria Argentina, nel segno dell’importanza dello studio e della conoscenza.
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