Sono già diversi i casi che si sono verificati anche a Cassino. Gruppi di adolescenti che entrano nei negozi e nelle attività commerciali della città martire per trafugare oggetti, prodotti o anche mazzi di chiavi. La sfida è quella di portare via qualcosa di proprietà dei titolari o dei lavoratori, salvo poi riportarlo qualche ora dopo. Il tempo necessario di dimostrare di aver commesso “l’atto eroico” al resto della combriccola. L’ennesima moda che mostra come i ragazzi non si rendano conto di quelle che sono le regole del vivere in una società civile dove ogni gesto, ogni azione comporta una conseguenza. Un effetto. Così come rubare, seppur “temporaneamente” resta comunque un reato. I genitori sono ignari fin troppo spesso di quanto accade ai figli che ai loro occhi restano bravi, educati e diversi dal resto del mondo “mio figlio non può essere stato, è diverso, se lo ha fatto ci dovrà essere stato un motivo, o lo avranno costretto”. Insomma, la colpa è sempre dell’altro, e in questo modo non si dà neanche atto ai ragazzi del libero arbitrio, della scelta e della responsabilità.
Gli episodi si sono registrati in particolare in orario pomeridiano. Sembrerebbe che tutto quello che è stato portato via sia stato comunque riportato indietro, senza danni o altro. Resta il gesto, un fenomeno che non lascia spazio a interpretazioni o giustificazioni, ma che fa riflettere su come si stia evolvendo la società sotto i nostri occhi.



