Oggi al Manzoni in scena la vita di San Francesco: un’occasione da non perdere

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Doppio spettacolo oggi al Teatro Manzoni, alle 17 e alle 21, con un classico della tradizione. Uno spettacolo che ha visto crescere generazioni, un’entusiasmo intramontqabile. La storia di San Francesco, da giovane figlio di una famiglia benestante, a uomo deciso a seguire la sua strada, lontana dalle aspettative, ma fedele al suo modo di essere.

A raccontarci qualcosa dello spettacolo che da oltre 45 anni viene portato in tour per il mondo è Michelangelo Nari, il “Francesco” della compagnia.

Oggi sarete di scena al teatro Manzoni di Cassino,  il tour vi sta portando in giro per tutto il paese. Qual è la risposta del pubblico?

“Abbiamo quasi ovunque sold out, ma quello che ci emoziona in particolare è il dopo. Le testimonianze. I ricordi di “Forza venite gente” che magari hanno visto da giovani, o anche interpretato in parrocchie e compagnie amatoriali. Ognuno di loro ci lascia qualcosa, a volte anche qualche ricordino. E’ un grandissimo scambio di energie”

C’è più entusiasmo da parte dei giovani o degli adulti?

“Ci sono due generazioni diverse, da un lato gli adulti e le persone anche più grandi che hanno visto la prima versione di 45 anni fa e che sono cresciuti con forza venite gente. E dall’altra giovani e bambini, figli e nipoti di queste persone che vanno a riscoprire quella che è la tradizione teatrale del musical”.

È passato da interpretare il diavolo a San Francesco, cosa rappresenta questa transizione? È stata difficile quali le differenze?

“Sono la dimostrazione che si può sempre diventare santi! Scherzi a parte. Il diavolo è stato un ruolo che ho amato moltissimo. Era un personaggio più aggressivo, anche dal punto di vista vocale e tecnico. In Francesco, invece, ho tutto è diventato più dolce, tenue, morbido. Sia nella voce sia nel modo di stare in scena. Non ho voluto imitare i miei predecessori, è sicuramente molto più gioioso, più fiducioso. La differenza principale è che il mio Diavolo faceva finta di credere in quello che diceva ma sotto sotto aveva  un po’ di timore, per questo aveva bisogno di alzare la voce. Francesco al contrario crede e ha la pacatezza, non ha bisogno di usare toni grossi”.

Nello stile del personaggio spicca di più Francesco l’uomo o Francesco il Santo? O è un percorso in crescita e in divenire?

“Assolutamente spicca la parte umana , al di là dell’aspetto del santo si  vede tutta la fragilità, l’umanità, anche nei rapporti.  Primo tra tutti il forte contrasto con la figura del padre, la contrapposizione tra la volontà del padre e i desideri del figlio. E’ qualcosa che se vogliamo è anche molto attuale, questo doppio binario tra gli adulti e i giovani, qualcosa che ancora oggi è sempre reale. Noi pensiamo a San Francesco, ma in realtà parliamo di Francesco, il semplice ragazzo, uomo. Vince l’aspetto umano, imprescindibile dalla narrazione di un personaggio”.

Qual è il personaggio che preferisce nel musical, quale tra San Francesco e il diavolo e quale il personaggio al di fuori di quelli che ha interpretato?

“Io mi sento più San Francesco, sicuramente. Anche perché è quello più umano. Tra i personaggi che preferisco poi c’è quello della Cenciosa, matta di Assisi, forse poi neanche tanto matta. Colei che più di tutti comprende Francesco, capisce la sua volontà e la sua logica .  Ed è poi la persona che emotivamente, insieme a Chiara, è più vicina a lui. Quella della Cenciosa è quella Pazzia che piace tanto, anche al pubblico, perché è quella pazzia che nasconde la verità”.

Un invito agli spettatori, a quelli giovani che non hanno mai visto il musical e a quelli più grandi che magari già conoscono bene questa storia tutta da vedere e rivedere

“Noi invitiamo tutto il pubblico, grandi, giovani, anziani a vedere  il nostro spettacolo perché è parte della tradizione musicale, perché racconta  una storia molto umana in cui tutti possono trovare piccoli pezzi di sé, la storia di un  uomo che aveva un obiettivo, che attraversa la realtà. Che è mite, pacato. Ma non debole. E parliamo di  un insegnamento, un esempio che viene dato. Francesco aveva tanti seguaci perché non predicava  dall’alto, ma era lui stesso il modello da seguire. E’ uno spettacolo in cui si ride, si piange, si canta, si balla”.

Il cast

Mauro Mandolini è Bernardone
Giulia Gallone è la Cenciosa
Giulia Cecchini è Santa Chiara
Benedetta Iardella è la Povertà e la Provvidenza
Francesco Boschiazzo è il Diavolo
Alessandro Lo Piccolo è il Lupo

Appuntamento oggi pomeriggio e questa sera al Teatro Manzoni per prendere parte a una rappresentazione che lascia il segno e riempe il cuore.

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