Forte il biasimo e la condanna unanime per le scritte, gli insulti e gli sfregi lasciati alle strutture che si trovano nell’area degli Horti di Porta Paldi. Una condanna trasversale che non lascia spazio ad alcun tipo di giustificazione.
“È triste dover giudicare quella che potrebbe essere considerata una bravata senza soffermarsi sulla natura della bravata stessa e, soprattutto, sui contenuti. Siamo ormai abituati a mura imbrattate e frasi di dubbio gusto, ma quelle scritte sono qualcosa di più di frasi buttate lì a casaccio. Sono ferite frutto di una mentalità inaccettabile, di un’idea che oggi non deve esistere più – a commentare è Ivan Del Greco, membro del direttivo della Lega – Frasi omofobiche, croci celtiche e quant’altro implicano, nella migliore delle ipotesi, un atteggiamento superficiale e istintivo, e nessuna valutazione delle conseguenze che anche una mera frase può produrre. E se anche fossero scritte buttate lì a caso, questo non renderebbe la cosa meno amara ma parimenti preoccupante. Forse abbiamo sbagliato pure noi, magari tutto questo è frutto di un grande equivoco generazionale; e allora a tutti noi spetta il compito di far comprendere che anche una semplice frase o un simbolo può andare oltre il fatto in sé e racchiudere concetti e immagini che non ci appartengono“.
Vizzaccaro: “Solo un vigliacco poteva fare questo”
L’Amministrazione comunale esprime profondo biasimo per le scritte antisemite e razziste vergate nottetempo che hanno deturpato un luogo meraviglioso qual è quello degli Horti di Porta Paldi. Uno luogo ameno all’interno di una vasta area verde della nostra città. Lo fa con le parole del consigliere Andrea Vizzaccaro e della collega Mercedes Galasso.
Il consigliere con una personale presa di posizione su facebook ricorda anzitutto che si tratta di un’area recuperata grazie all’impegno dei volontari e gestita meravigliosamente dai ragazzi di Eqo, cui va la solidarietà di tutta l’amministrazione. “Un luogo – aggiunge – che ospita, tra l’altro, il progetto sull’ambiente che abbiamo ideato per le scuole elementari. Solo un vigliacco poteva fare questo”. Ed ammonisce l’autore o gli autori del “capolavoro” dicendo loro che lì ci sono delle telecamere. Le cui immagini sono ora al vaglio di chi sta indagando.
La consigliera Mercedes Galasso, della lista “Salera Sindaco”, non esclude, anzi è convinta che il gesto abbia un collegamento più o meno diretto con la cerimonia conclusiva del Ramadan, celebrata dalla comunità islamica della città in occasione dell’Eid al-Fitr, la fine del digiuno, ufficialmente concluso il 19 di marzo e che ha trovato il suo culmine sociale nella mattinata del giorno successivo. A quella cerimonia ella ha portato il saluto istituzionale dell’amministrazione comunale e un messaggio di dialogo, di rispetto che sempre si deve all’altro, indipendentemente dal colore della pelle e del credo religioso. “La nostra forza – ha ribadito – sta appunto nella nostra maturità di appartenenti ad una nazione che riconosce nel diritto alla libertà religiosa e al rispetto di confessioni diverse un cardine della propria civiltà”.
Infine, ricorda a qualche esponente della Destra che il Ramadam è terminato in tutto il mondo tra il 19 e il 21 marzo. Quindi lungi dall’essere stato utilizzato come evento di asservimento al plebiscito costituzionale. Nient’altro che una coincidenza dunque.
Galasso, però, non scarta nemmeno l’ipotesi che le scritte antisemite e razziste possano essere scaturite da una mente offuscata da una ideologia che già tanti orrori ha segnato nel corso della storia. Recente e meno recente purtroppo.
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