Centro anziani, da tempo ormai il clima è teso e ci sono malumori

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Quello che dovrebbe essere un luogo speciale, dedicato ai “nonni” è diventato più una sorta di tribunale fai da te dove i membri vengono espulsi, dove sembra non esserci troppa chiarezza in merito alla gestione, così come riportato da una parte degli associati, e dove il principio di aggregazione sembra essere venuto meno.

I centri anziani sono descritti come luoghi di aggregazione e propulsione della vita sociale, culturale e ricreativa delle persone anziane over 60, ma sono rivolte anche alle altre fasce d’età e alle diverse realtà sociali del territorio, in un’ottica di convivenza e scambio intergenerazionale. Ecco, sembra che nel centro anziani di via Bembo più di qualcuno non si ritrovi in questa descrizione. Quando circa tre anni fa ci furono le elezioni, come di consueto e come previsto dal regolamento, i candidati furono due. Lo storico presidente e un altro socio. Ma la sera prima delle elezioni, fatti confermati da numerosi soci e da atti, venne inviato un messaggio al presidente uscente, Oliviero Niro, nel quale gli si comunicava che non si sarebbe potuto ricandidare, perché aveva già ricoperto due mandati. Una regola che però sembra non essere stata applicata ai presidenti degli altri centri anziani della città martire che sono stati riconfermati, in alcuni casi, ben oltre i due mandati. In pratica l’uscente veniva “fatto fuori”, il suo nome sparito dalla bacheca.

La sorpresa e il dispiacere per quel messaggio arrivato così, all’improvviso, causò un vero e proprio malore a Niro che dovette far ricorso al Pronto Soccorso e fu ricoverato per ben una settimana.

Eletto un nuovo presidente il clima però non si è disteso, nonostante la volontà di tutti di portare avanti le attività, gli appuntamenti e i lavori consueti, sembrerebbe che le assemblee che solitamente si tenevano con una certa cadenza siano nel tempo venute meno, in un caso poi addirittura ci sarebbero state accese discussioni a margine delle quali fu inviata, da alcuni associati, una lettera al Comune per chiedere chiarimenti sulla gestione. E proprio a seguito della missiva vennero espulsi diversi membri. In pratica la motivazione della “cacciata” fu proprio la richiesta di intervento al Comune per far chiarezza su alcuni aspetti della gestione, fu la lettera a creare la frattura e quindi a diventare la motivazione dell’espulsione.

Ma perché la lettera al Comune? Perché se di fatto il centro anziani è gestito da un’Aps, la struttura, il contratto di gestione e le utenze sono tutte legate al Comune. Quindi anche l’Ente dovrebbe vigilare sulle attività. Ovviamente esiste un regolamento e per poter continuare ad essere associati bisogna rispettare determinati punti, ma sembra essere venuta meno del tutto la possibilità di esprimere la propria opinione. Soprattutto se quell’opinione contrasta con il pensiero di alcuni altri membri o se esprime disappunto o critiche. Addirittura a un membro del direttivo sarebbe stato contestato di aver “rubato” caramelle e di aver consumato caffè e bibite senza pagare il dovuto. (Accuse per le quali il presunto colpevole avrebbe fatto ricorso alle via legali). In un altro caso si sarebbe verificato un episodio spiacevole in cui la nipote di un’associata, una ragazza con disabilità, è stata invitata a lasciare la sala non essendo membro. Nonostante il regolamento preveda comunque la possibilità di poter far partecipare parenti in alcune occasioni di aggregazione e soprattutto nonostante la giovane sicuramente non avrebbe dato chissà quale fastidio volendo solo trascorrere un po’ di tempo in compagnia. E’ evidente che il clima non sia dei migliori.

Nel corso degli ultimi anni ci sono state dimissioni e il direttivo, anche quando di fatto non avrebbe avuto più i numeri necessari per poter proseguire con i lavori, è stato invece riconvocato per revocare alcune dimissioni e procedere come se nulla fosse. E’ stato richiesto anche l’intervento del Difensore Civico del Lazio per riuscire a fare chiarezza su alcuni aspetti della gestione.

Quello che evidenziano diversi membri è che se esiste un regolamento e dei principi da far rispettare altrimenti si viene espulsi, questo dovrebbe valere su tutte le altri norme. Dall’attenzione a come stabilire i prezzi dei prodotti in vendita nel bar interno, che devono rispettare un massimo di percentuale di rincaro, alla possibilità di poter far partecipare ad alcune attività anche i familiari. Così come dovrebbe esserci la possibilità di poter esprimere disappunto riguardo ad alcuni aspetti della gestione o richiedere spiegazioni anche convocando l’assemblea dei soci. Addirittura alcuni avrebbero evidenziato come sia accaduto di trovare il centro chiuso senza aver avuto comunicazioni in anticipo o spiegazioni. Questo perché chi avrebbe dovuto occuparsi dell’apertura non lo avrebbe fatto. Insomma, la situazione è molto tesa. E come se non bastasse non ci sono indicazioni rispetto ai membri cacciati, riguardo a eventuali tempistiche, queste persone non sanno se possono effettuare un nuovo tesseramento o considerarsi fuori per sempre. Ovviamente questo aspetto però creerebbe un danno nei confronti dei cittadini che si troverebbero privi di un servizio importante come quello di un centro ricreativo e di aggregazione, che per alcune persone sole o particolarmente anziane, potrebbe fare la grande differenza. Tra i quesiti che sono stati posti da parte dei membri c’è anche quello che riguarda il ruolo del Comune: “Se il messaggio che prevedeva l’impossibilità di candidatura di Niro è arrivato dal Comune, se la commissione elettorale che viene istituita è del Comune, se i locali, le spese e alcuni progetti sono collegati al Comune, allora perché nel caso si chiede di controllare in virtù della trasparenza, il ruolo del Comune sembra venire meno? In questi giorni alcuni hanno richiesto la possibilità di tesserarsi, ma sono stati messi in attesa. Va bene, ma sempre in base al regolamento ci dovrebbe essere una ricevuta almeno per dare un ordine temporale a chi fa richiesta, altrimenti non esiste un ordine e un modo di stabilire chi ha priorità di accettazione, qualora ce ne fossero troppe e dovesse valere il criterio temporale. Noi vorremmo solo poter goderci momenti di convivialità e di risate e soprattutto vorremmo avere risposte, semplici chiarimenti. C’è davvero tanta confusione”.

Insomma una situazione alquanto complicata in un luogo che dovrebbe essere invece dedicato e aperto alla socializzazione e dove le discussioni, eventualmente, dovrebbero essere legate alla scelta del menù per il pranzo in compagnia, o alla squadra da formare per il torneo di carte. Sicuramente ogni gestione è a sé stante, rispetto alle indicazioni di un presidente e di un direttivo, ma dopo anni di criticità e in vista delle nuove elezioni che si terranno il prossimo giugno, sarebbe forse il caso di fare chiarezza e usare maggiore trasparenza, visto anche le richieste di parte degli associati. Parliamo di un centro anziani che conta circa 400 membri, insomma una realtà importante per la città. Una realtà che dovrebbe offrire momenti di divertimento e di aggregazione e non tensione o paura di esprimere la propria opinione che, seppur in contrasto, potrebbe invece essere motivo di confronto.

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