“La città di Cassino sta vivendo una delle fasi più difficili della sua storia recente. Una fase che richiederebbe una guida amministrativa forte, presente e soprattutto concentrata esclusivamente sui problemi reali dei cittadini. E invece assistiamo quotidianamente a uno spettacolo ben diverso: il sindaco Enzo Salera e i capigruppo di maggioranza appaiono più impegnati in una logorante guerra interna che nel governo della città”. Non le manda a dire Carmine Di Mambro, consigliere comunale che siede nei banchi d’opposizione.
“Mentre nei palazzi si consumano equilibri politici e regolamenti di conti, fuori la realtà è sotto gli occhi di tutti.
Le strade cittadine versano in uno stato di degrado inaccettabile. I marciapiedi sono dissestati, insicuri, spesso impraticabili. E la pista ciclabile — che con l’arrivo della bella stagione dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per famiglie, sportivi e cittadini in cerca di qualche ora di serenità a contatto con la natura — è oggi una vera e propria corsa ad ostacoli.
Buche colme di fango e acqua mettono a rischio ciclisti e pedoni. Radici affioranti provocano inciampi e cadute. Panchine indecorose, assenza di cestini per i rifiuti e per le deiezioni canine completano un quadro di trascuratezza che alimenta degrado e inciviltà.
Ma ciò che più preoccupa è la presenza, nel tratto finale della pista ciclabile nei pressi di via Pescarola, all’altezza del quinto ponte, di un guardrail in acciaio potenzialmente pericoloso. In caso di caduta, quel bordo tagliente potrebbe trasformarsi in una minaccia gravissima per l’incolumità di chi frequenta l’area. Le infrastrutture ciclabili e pedonali devono essere progettate e adeguate al contesto ambientale in cui si inseriscono: servono soluzioni compatibili, sicure, sostenibili. Recinzioni in legno trattato, interventi di messa in sicurezza con materiali naturali e adeguata manutenzione ordinaria sarebbero scelte di buon senso, prima ancora che tecniche”.
E ancora, la dura critica del consigliere Di Mambro: “Un’altra vergognosa mancanza riguarda i giovani della città. Non esiste una struttura pubblica adeguata che permetta ai ragazzi meno abbienti, anche nei quartieri, di praticare sport o semplicemente di tirare quattro calci a un pallone. Privare i giovani di questi spazi significa togliere loro salute, socialità e opportunità di crescita. In una città normale, lo sport deve essere accessibile a tutti, non un privilegio per pochi.
È evidente che amministrare una città complessa non è un esercizio teorico né un incarico da svolgere per improvvisazione. Governare significa circondarsi di competenze, valorizzare professionalità adeguate, affidare settori strategici a figure con esperienza specifica. Purtroppo, fatta eccezione per qualche caso, la composizione della giunta ha mostrato fin dall’inizio limiti evidenti, con assessorati chiave affidati a chi nella vita svolge tutt’altra attività. I risultati sono oggi tangibili.
Cassino appare trascurata, impoverita non solo nelle sue strutture materiali ma anche nel proprio spirito collettivo. Si sta spegnendo nei cittadini la voglia di migliorare, di cambiare, di credere in un progetto comune. Si respira rassegnazione, come se il degrado fosse diventato normalità. Come se ci fossimo assuefatti a una città che non ci rappresenta più.
Eppure Cassino merita di più. Merita una guida che ascolti, che intervenga, che metta al centro la sicurezza, il decoro, la qualità della vita e le opportunità per i giovani. Merita un’amministrazione capace di superare personalismi e conflitti interni per tornare a occuparsi delle reali esigenze della comunità.
Non servono slogan né propaganda. Servono manutenzione, competenza, programmazione e rispetto per i cittadini.
È tempo di rimettere Cassino al centro. Prima che il degrado materiale diventi definitivamente degrado morale”.
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