Ramona D’Aliesio non c’è più, ha deciso di andarsene, senza avvisare, senza dare spiegazioni, senza salutare. Una decisione che in un attimo tuffa il cuore nel buio e l’anima nel silenzio. Ramona non c’è più, ma non è stata cancellata la sua vita. Domani la ragazza avrebbe indossato il suo bellissimo vestito blu per festeggiare il compleanno, sarebbe diventata maggiorenne. Diciotto candeline che, ora, nessuno spegnerà. Era tutto pronto, anche le bomboniere per celebrare questo importante traguardo. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto. E nessuno può sapere come mai le cose abbiano preso questa piega, cosa sia accaduto quella maledetta notte tra sabato e domenica. Quel vestito l’ha indossato, ma per intraprendere un ultimo viaggio.
A volte bisogna imparare a mettersi nei panni dell’altro, saper ascoltare oltre che sentire, osservare invece che vedere, cogliere quelle piccole sfumature che fanno la differenza. Ma siamo tutti di corsa e non sappiamo più farlo, o forse non vogliamo farlo. Ramona non era sola, aveva una famiglia, aveva degli amici, ma qualcosa nella sua anima si era rotto. Un’anima fragile, di cristallo, come quella raccontata da Vasco … “E tu, chissà dove sei… Anima Fragile che mi ascoltavi immobile ma senza ridere”.
Ramona poteva essere nostra figlia, una nostra amica, nostra sorella, una nipote. Ramona potevo essere io. Ma cosa facciamo tutti per evitare di lasciar volare palloncini bianchi sui sagrati davanti a feretri pieni di futuro spezzato? Cosa facciamo oltre a battere le mani per chi non c’è più. Anche quando le famiglie fanno il possibile, cosa fa il sistema, la società? Quella che vive di immagini che scorrono veloci sui social, quella che preferisce mandare audio infiniti invece che guardare negli occhi le persone. Quella dell’ultimo modello di cellulare. Eppure c’è dell’altro, tanto altro, nascosto sotto cumuli di apparenza e di scatole vuote. E può accadere che le anime più sensibili, le anime fragili, sentato asfissiante e troppo grande il peso di questi vuoti.
Ramona ha scelto il buio, il silenzio, la pace, questo se lo augurano in tanti. Dietro di se ha lasciato un vuoto troppo grande da colmare per chi la amava, ha portato via con se il cuore di una madre rimasta orfana, di un padre che non potrà accompagnarla all’altare, di una famiglia che resta incompleta. Per sempre. Ha lasciato il dolore grande che probabilmente non è riuscita a gestire perché troppo asfissiante.
La morte di Ramona è un fallimento, quello di tutti noi, quello del sistema che non funziona, della società indifferente e sorda. Non servono fiori e palloncini bianchi, applausi e striscioni. Dobbiamo ricominciare ad ascoltare, ad osservare, ad abbracciare, a dare senso ai silenzi, a guardare negli occhi. Dobbiamo tornare a essere luce anche davanti al buio, isola in mezzo alla tempesta.
Ramona siamo noi. Ramona sono io.
“…e la vita continua anche senza di noi
che siamo lontani ormai
da tutte quelle situazioni che ci univano
da tutte quelle piccole emozioni che bastavano
da tutte quelle situazioni che non tornano mai
perché col tempo cambia tutto lo sai,
e cambiamo anche noi”
In occasione del suo compleanno ci sarà un momento di raccoglimento sotto la sua casa.
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