Sulla base delle risultanze delle indagini affidate alla Polizia Locale del comandante Giuseppe Acquaro, il giudice per le indagini preliminari di Cassino, dott. Domenico Di Croce, ha condannato alla pena di sei mesi di reclusione un cassinate responsabile di maltrattamento ad animali. Mesi ridotti a quattro per aver egli, tramite i difensori di fiducia, pattuito con il Pubblico Ministero l’applicazione della pena.
Il cassinate si era reso responsabile del reato previsto dall’articolo 554 ter del codice penale perché, per crudeltà o comunque senza necessità, abbandonava due cani d’affezione di taglia media. Due meticci, legati a delle catene di lunghezza inferiore ad un metro e mezzo, privi di ciotole per l’approvvigionamento di cibo ed acqua, esposti alle intemperie. I due poveri animali venivano trovati dall’ispezione veterinaria della Asl in grave stato di malnutrizione e di deperimento funzionale.
Dei cani vittime di maltrattamento, già affidati nel corso delle indagini preliminari della Polizia Locale all’Ente nazionale protezione animali, è stata disposta la confisca. Quindi rimangono sotto la tutela di tale Ente.
Nelle motivazioni della sentenza, il giudice ha ritenuto che l’effetto dissuasivo auspicabilmente prodotto dalla sua decisione lascia pronosticare che in futuro l’imputato, peraltro incensurato, si asterrà dal commettere ulteriori reati di tal tipo. Da qui il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Un effetto dissuasivo che potrà giovare anche a quanti adottano animali, godono della loro compagnia ma, ad un certo momento, per le ragioni più svariate, decidono di non averne cura e rispetto, così come meritano e come la legge prescrive a loro tutela.
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