La gestione del campo sportivo “Gino Salveti” da parte del CUS Cassino è ancora al centro dell’attenzione. “L’amministrazione comunale sembra non voler rispondere alle richieste” incalzano alcuni cittadini che chiedono una maggiore trasparenza e una gestione più in linea con le normative e le prassi nazionali.
La convenzione tra il CUS Cassino e il Comune per la gestione del campo è scaduta nel 2024. Alcuni cittadini hanno presentato richieste di accesso civico per conoscere i termini della convenzione, ma il Comune non avrebbe mai risposto alle PEC e alle email ricevute. “Inoltre – aggiungono – l’amministrazione non ha mai adempiuto all’obbligo, previsto dal D.lgs. 33/2013, di pubblicare la convenzione sui propri siti istituzionali, un atto fondamentale per garantire trasparenza, controllo pubblico e corretto utilizzo dei beni pubblici”.
I cittadini aggiungono: “Quali sono i problemi legati a questa gestione? Da settembre 2025 il consiglio del CUS ha stabilito degli orari di apertura e delle tariffe che sono state contestati da molti atleti che da anni frequentano il campo sportivo e ad oggi si trovano nell’impossibilità di farlo. L’orario stabilito è dalle 14:00 alle 17:00, quattro giorni a settimana, con una tariffa di 5 euro per ingresso singolo e chiusura nei fine settimana. È stato stabilito anche un abbonamento annuo di 80 euro, ma molti atleti hanno fatto notare che questi orari coincidono praticamente con quelli lavorativi, rendendo difficile per la maggior parte delle persone adulte, su cui gravano le tasse statali e comunali che finanziano i servizi pubblici, di usufruire del campo. In più è stata sollevata l’attenzione sull’esosità della tariffa singola a 5 euro per avere accesso a un campo sportivo dichiarato inagibile, con bagni fatiscenti e docce non funzionanti. Il presidente del CUS ha spiegato che l’apertura serale non è possibile perché non ci sono fari per illuminare la pista, ma i cittadini a questo punto continuano a chiedersi per cosa debbano pagare una tariffa del genere, in assenza di servizi adeguati e la totale mancanza di volontà di andare incontro alle loro esigenze”.
“Dopo numerosi solleciti, il presidente del CUS, Carmine Calce ha finalmente incontrato un gruppo di persone che avevano richiesto orari di apertura più ampi e tariffe più in linea con il servizio reso. Alla riunione, a cui ha partecipato anche il consigliere Vizzaccaro – proseguono i cittadini – era stata fatta la promessa di aprire la pista di atletica il sabato pomeriggio al costo di 3 euro. I cittadini sono costretti a provvedere autonomamente alla ricerca di garanzie per poter usufruire di un servizio pubblico destinato alla pratica sportiva in una struttura comunale, rispetto al quale il Comune non rivendica alcuna forma di presa in carico, rimettendo tutti alle decisioni del gestore”.
“Il sindaco e l’assessore allo sport sembrano essere del tutto assenti nonostante i numerosi solleciti, non amministrando di fatto un bene pubblico in modo tale da renderlo fruibile ai residenti. A questa apertura infatti non è mai stato dato seguito, adducendo presunte questioni legate all’inagibilità del campo sportivo – evidenziano ancora i cittadini – Tuttavia, il CUS continua a svolgere attività sportive connesse alla scuola di atletica nei giorni in cui ha autonomamente disposto l’apertura dell’impianto, provvedendo altresì all’installazione di un tornello di accesso. La dichiarata inagibilità dell’impianto sembrerebbe, pertanto, essere fatta valere esclusivamente con riferimento alla giornata di apertura richiesta dalla cittadinanza, mentre risulterebbe di fatto superata negli altri giorni feriali, durante i quali le attività di interesse del CUS proseguono regolarmente – evidenziano i cittadini – Si rileva, inoltre, l’installazione di un tornello all’ingresso di un campo formalmente dichiarato inagibile, circostanza che solleva rilevanti aspetti di criticità sotto il profilo della sicurezza e della conformità alla normativa vigente”
“Cassino resta all’anno zero mentre in molte regioni d’Italia si riesce a garantire l’apertura dei campi sportivi per gran parte della giornata, con costi di accesso inferiori a quelli previsti qui. Non si comprende per quale ragione tale servizio non risulti replicabile anche a nella città martire – e i cittadini fanno il punto sulla questione economica – Il consiglio del CUS ha addotto motivazioni di carattere economico; tuttavia, il CUS riceve annualmente dal Ministero dell’Istruzione ingenti risorse economiche per la gestione degli impianti e lo svolgimento delle attività universitarie- argomentano – Solo nel 2025 ha ricevuto sovvenzioni per quasi 200 mila euro. Ulteriori entrate derivano dalla scuola di atletica rivolta a bambini, ragazzi e candidati ai concorsi, i quali corrispondono una tariffa pari a 60 euro mensili per la preparazione concorsuale. Non risulta nemmeno chiaramente determinato l’ammontare del corrispettivo versato dal CUS al Comune per la concessione in uso e la gestione del campo sportivo. Da informazioni acquisite, ma non confermabili in assenza della pubblicazione della convenzione, tale importo sembrerebbe attestarsi tra i 2.000 e i 3.000 euro annui, restando peraltro escluse tutte le ulteriori spese, integralmente poste a carico dei cittadini” concludono.
“Il Comune, in sostanza, non solo non procede a una adeguata valorizzazione dei propri beni pubblici, concedendone la gestione a fronte di un canone economicamente irrisorio, ma non prevede neppure, in capo al gestore, l’obbligo di garantire orari di apertura adeguati né l’applicazione di tariffe congrue e proporzionate al servizio effettivamente reso, fermo restando la questione inerente l’agibilità che continua a essere poco chiara e trasparente.
Come può un’amministrazione, a fronte dell’attivazione di gruppi di cittadini che hanno richiesto incontri con il sindaco e promosso petizioni, non aver ancora fornito risposte chiare, puntuali e univoche in merito alla questione? Tale condotta evidenzia gravi carenze e indifferenza nella tutela dei residenti, i quali si percepiscono completamente abbandonati e lasciati soli dinanzi a istanze rimaste prive di riscontro.
Nei giorni scorsi la fiamma olimpica ha sfilato a Cassino, tuttavia, ogni manifestazione sportiva che non sia accompagnata da una concreta e stabile garanzia del diritto allo sport rischia di ridursi a una mera operazione di immagine, funzionale a celare inefficienze strutturali e quotidiane. Le foto sui giornali sono mera propaganda e fumo negli occhi per nascondere problemi ben più grandi” concludono amareggiati i cittadini e gli atleti che vorrebbero usufruire delle strutture sportive in maniera più tutelata e garantita.
Per coloro che intendano seguire e sostenere la vicenda, è disponibile sulla piattaforma Change.org la petizione intitolata “Rinnovo Convenzione del campo sportivo Salveti di Cassino”, all’interno della quale sono riportati tutti gli aggiornamenti relativi alla questione.
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